Prodotti scaduti alla farmacia Angelini,
il pm chiede la condanna

CIVITANOVA - Imputati titolare e quattro dipendenti. Nel corso di una operazione dei carabinieri del Nas erano stati trovati 194 farmaci guasti. Per la difesa però non sarebbero mai stati messi in vendita ma erano in attesa di essere smaltiti da una ditta specializzata

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Daniele Angelini_Foto LB (2)

Il farmacista Daniele Angelini

Confezioni di farmaci scaduti trovate alla farmacia Angelini di Civitanova, imputati il titolare e quattro dipendenti, per loro questa mattina il pm ha chiesto la condanna a 4 mesi e 10 giorni (per l’ipotesi dolosa) e a 3 mesi (se il giudice dovesse riqualificare il reato come colposo). La difesa: «Accusa tirata per i capelli».

Un intervento dei carabinieri dei Nas alla farmacia Angelini nel gennaio del 2010 aveva portato al rinvenimento di 194 confezioni di farmaci scaduti che si trovavano, legati con un elastico, dentro a dei cassetti. Non solo, ma sempre nel gennaio di quell’anno sarebbe stata venduta ad una cliente una confezione di un prodotto oncologico scaduto (è poi emerso nel corso del processo che si trattava di un farmaco omeopatico). Da qui le accuse di commercio o somministrazione di medicinali guasti che viene rivolta al titolare della farmacia, Daniele Maria Angelini, 59 anni, e a quattro suoi dipendenti, i farmacisti Angelo Antonelli, 66, Nadia Massetti, 58, Savina Monaldi, 56, e Desideria Repupilli, 57.

L'avvocato Mario Cavallaro, ex senatore Pd

L’avvocato Mario Cavallaro

Questa mattina il pm Rocco Dragonetti ha chiesto la condanna per gli imputati, valutando una duplice possibilità. In via primaria ha chiesto, per l’ipotesi dolosa, 4 mesi e 10 giorni e 600 euro di multa per tutti gli imputati, e in via subordinata, qualora il giudice riqualificasse il reato come colposo, a 3 mesi e 600 euro di multa. «Per me le accuse sono tirate per i capelli. Le 194 confezioni scadute erano detenute nei cassetti, legate con l’elastico, che si mette quando i farmaci sono scaduti – dice l’avvocato Mario Cavallaro, difensore, insieme al legale Marco Pagliari, del farmacista Angelini –. Significa che quei farmaci non sarebbero mai stati venduti, ma erano stati messi nei cassetti in attesa di essere eliminati. Siccome sono rifiuti speciali, prima di eliminarli occorre attendere che passi una società specializzata. Per quanto riguarda il farmaco oncologico, si tratta di un prodotto omeopatico, per il quale non si applicano le regole della farmacopea. Tra l’altro parliamo di un prodotto, in una farmacia che vende dai 100mila ai 120mila medicinali all’anno». Gli altri farmacisti sono assistiti dall’avvocato Olindo Dionisi, mentre la cliente che aveva acquistato il prodotto scaduto si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Roberto Acquaroli. Il giudice Vittoria Lupi, sentite accusa e difesa, ha rinviato la sentenza a lunedì prossimo.

(Gian. Gin.)


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