Sepoltura dei bimbi non nati
“E’ un gesto di civiltà”
SANITÀ - La commissione regionale ha approvato la modifica del regolamento. Le strutture sanitarie dovranno predisporre opuscoli informativi da consegnare a genitori e parenti sulla possibilità di richiedere la tumulazione o l'inumazione del feto o del prodotto abortivo
Sepoltura dei bimbi non nati: la commissione regionale cambia le regole. L’organo presieduto da Fabrizio Volpini ha approvato la proposta di modifica al regolamento sulle attività funebri e cimiteriali nella parte che riguarda l’autorizzazione all’inumazione e tumulazione dei feti e prodotti abortivi. Nella relazione presentata dalla vice presidente Elena Leonardi (Fdi-An) e dal consigliere Udc Luca Marconi si stabilisce che le strutture sanitarie pubbliche e private debbano predisporre opuscoli informativi sulla possibilità di richiedere, nei limiti e con le modalità previste dalla legge, la sepoltura del feto o del prodotto abortivo, e sulle disposizioni applicate in mancanza di tale richiesta. L’opuscolo, insieme con la richiesta di consenso formale, è consegnato ai genitori, ai parenti o a chi per essi, al momento del ricovero nella struttura sanitaria. «E’ un’applicazione regolamentare – ha detto Marconi – per rendere pienamente operativa una legge che consente un atto di civiltà e di umana pietà in un contesto molto delicato come è quello della mancata nascita di un concepito». «Ritengo – ha dichiarato Leonardi – che l’avere una conoscenza appropriata su quanto prevede una legge già esistente, quale dare una degna sepoltura ad un bimbo non nato, possa essere molto importante e di aiuto in un momento molto difficile nella vita di una donna e di un genitore». La normativa prevede inoltre che non è obbligatorio indicare sull’eventuale lapide il cognome di uno o di entrambi i genitori ma è possibile anche usare un nome di fantasia a cui, nella relativa sezione del registro cimiteriale, corrisponderà l’effettiva appartenenza anagrafica.
Atto di civiltà?