Quattro parroci per 20 mila fedeli
Cala il numero delle messe
CHIESA - Rivoluzione a Tolentino. Recepita la direttiva del vescovo Marconi che ha stabilito due nuove unità pastorali in virtù della diminuzione del numero dei sacerdoti
di Marco Cencioni
Una lettera ai tolentinati, inserita nel giornalino della parrocchia in occasione della festa del patrono San Catervo, per annunciare la nuova direttiva voluta del vescovo Nazareno Marconi: due nuove unità pastorali, le quali riuniscono rispettivamente 12 mila e 8 mila fedeli, create anche in virtù del calo dei sacerdoti che ha portato ad una riduzione delle messe festive. L’ha scritta don Gianni Carraro dell’unità pastorale di San Catervo, che raccoglie le parrocchie Santa Famiglia e Spirito Santo, per comunicare il provvedimento vescovile ai suoi parrocchiani. Tale rivoluzione è scaturita anche in vista di una nuova distribuzione dei sacerdoti sul territorio, i quali avranno una zona più ampia da coprire. «La riduzione delle messe è una naturale conseguenza del fatto che non c’è più lo stesso numero di sacerdoti di prima a Tolentino, mancando anche un vice parroco ufficiale qui a San Catervo – afferma don Gianni – Occorre avere spirito di solidarietà: è il momento di unire le forze per portare avanti questa nuova visione, voluta dal vescovo per indicare una via che vede nella collaborazione e nella pianificazione di un percorso condiviso la sua vera forza». La seconda unità pastorale è quella del santissimo Crocifisso, coordinata da don Andrea Leonesi, che racchiude nove chiese e cinque parrocchie: San Francesco, Santissimo Crocifisso, Le Grazie, San Giuseppe, Santa Maria Maddalena (che comprende Paterno, Colle, Regnano). Don Andrea avrà oltre ai due collaboratori (l’ex parroco di San Francesco don Vittorio Serafini, rettore della chiesa di Santa Maria, e il cappellano dell’ospedale Santissimo Salvatore di Tolentino don Guido Cimini) l’aiuto di don Rafael e don Steven.
«L’unità pastorale si può configurare in due modi diversi. In quella di San Catervo ci sono tre parroci di tre parrocchie diverse, che faranno percorsi insieme unendo ad esempio la formazione catechistica – racconta don Andrea Leonesi – Le parrocchie non scompaiono ma c’è una collaborazione stretta. Quella di cui sono coordinatore (Santissimo Crocifisso, ndr) si configura, invece, con cinque parrocchie ma sarò parroco di tutte e cinque anche se siamo altrettanti sacerdoti – spiega il religioso – Gli altri saranno tutti miei collaboratori con l’obiettivo di sopperire alle varie esigenze. La volontà è quella di poter andare incontro alle comunità più piccole, in questo contesto il lavoro è maggiore ma l’impegno si assorbe. Il problema di fondo è impostare la pastorale in modo efficace anche per il futuro, secondo i dettami della scelta operata dal vescovo – conclude don Andrea – E’ una nuova esperienza per tutti, l’affrontiamo con la voglia di collaborare e di rimanere al servizio della comunità».


Cingoli idem
Amen
Povero don Andrea!!!!!! Dovrà fare straordinari, nè? Ciao don Leo e …. buona fortuna!!!!!
Potrebbero tranquillamente far rientrare il parroco che da oltre 3 anni hanno inviato in Terra Santa…così le chiese tornerebbero ad essere frequentate….