“Insieme per l’Hospice”
con Rotary e Inner Wheel

MACERATA - Gli operatori de "Il Glicine" hanno incontrato i soci delle associazioni per conoscere da vicino un’eccellenza della sanità locale dal racconto di chi l’ha resa possibile

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Lo scambio degli omaggi

 

Graziano Grelloni, Isabella Mori e Rita Servidei

Graziano Grelloni, Isabella Mori e Rita Servidei

Gli operatori dell’Hospice “Il Glicine” di Macerata hanno incontrato i soci dei club Rotary maceratesi e dell’International Inner Wheel. Una serata per conoscere da vicino un’eccellenza della sanità locale dal racconto di chi l’ha resa possibile. La testimonianza di una volontaria: «Stando in un posto dove si affronta la morte ho imparato a vivere meglio». “Insieme per l’Hospice: luogo di sollievo, aiuto e solidarietà”. Questo il tema dell’incontro organizzato nei locali del ristorante “La Filarmonica” nella serata del 5 ottobre. Un appuntamento per conoscere una delle eccellenze sanitarie della nostra provincia dalla viva voce di chi ogni giorno ci vive e lavora. A raccontare l’esperienza dell’Hospice “Il Glicine” di Macerata il responsabile Luigi Filippo Nardi, che è andato subito al cuore della questione: «Nella nostra cultura, soprattutto negli anni ’60 e ’70, la morte è stata ghettizzata negli ospedali. Per questo parlare di come affrontarla può essere ancora oggi un tabu». Un mondo difficile da spiegare all’esterno, ma che si rivela ricco di amore e umanità anche nei momenti di grande sofferenza. «Lavorare in Hospice è un percorso culturale, di motivazione e di fatica – ha proseguito Nardi – Si tratta di tenere insieme un sistema molto complicato. Ma la gratificazione per noi, per i pazienti e per i loro cari ci rimotiva continuamente».

Luigi Filippo Nardi

Luigi Filippo Nardi

E non mancano le testimonianze. A partire da quella di Francesco Ciotti, consigliere della Fondazione Girolamo Colonna, sono molti i rotariani che già hanno avuto modo di dare il loro contributo alla realtà dell’Hospice, nella professione medica e non solo. Quello che si nota è un certo modo di parlare al plurale, come si farebbe in una grande famiglia. Un “noi” che ricorre anche nelle parole della dottoressa Franca Ferrucci, psicologa della struttura, e in quelle di Emanuela Corvatta, coordinatrice dei volontari dell’Hospice. È proprio il racconto della sua esperienza a concludere l’incontro con un messaggio sentito e toccante: «Stando in un posto dove si affronta la morte ho imparato a vivere meglio». Ad aprire e chiudere il dibattito la presidentessa del Rotary Club di Macerata Rita Servidei, Graziano Grelloni, presidente del Rotary Club “Matteo Ricci” di Macerata e la presidentessa dell’Inner Wheel di Macerata Isabella Mori.

(Fe. Nar.)

Francesco Ciotti

Francesco Ciotti


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