Il volume sui 65 anni di Avis
“Una storia legata
alla ricostruzione della città”

MACERATA - Iniziano con la presentazione del volume sulla storia dell'associazione i festeggiamenti per l'anniversario. Il rettore Lacché: "Una lettura affascinante perché non è solo la storia di un gruppo di benemeriti ma di tutta la collettività che ha scoperto nella condivisione l'approccio per ripartire nel dopoguerra"

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Da sinistra: Stefano D’Amico, Luigi Lacchè, Elisabetta Marcolini, Romano Carancini, Albino Gobbi, Angelo Sciapichetti

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Il libro pubblicato per i 65 anni di Avis

di Claudio Ricci

“Memorie e valori dell’Avis comunale di Macerata nel 65° di fondazione”. I festeggiamenti dell’Avis iniziano con la presentazione all’Hotel Claudiani del volume che ripercorrere la storia dell’associazione dal dopoguerra ad oggi. Con la presidente Elisabetta Marcolini, il sindaco Romano Carancini, il rettore Luigi Lacché, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e i curatori del libro Stefano D’Amico e Albino Gobbi. In prima fila tra il pubblico anche il questore Giancarlo Pallini e l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde. «Una lettura affascinante – ha detto il rettore Lacché – perché unisce le vicende dell’Avis a quelle della storia della città a partire dalla sua ricostruzione nell’immediato dopoguerra sotto il sindaco Otello Perugini. La storia di Avis non è solo quella di un gruppo di benemeriti donatori ma di tutta la comunità, di gente che aveva provato la sofferenza, la fame e la privazione e che in quegli anni scopre nel senso della condivisione l’approccio per la ricostruzione».

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Stefano D’Amico, Luigi Lacché, Elisabetta Marcolini e Romano Carancini inaugurano i festeggiamenti per l’anniversario Avis

Una realtà, quella di Avis che negli anni ha ampliato il suo campo d’azione oltre i fini istituzionali, a partire dai successi ottenuti nello sport giovanile. «Presentare questo libro è un po’ come guardarsi dentro, guardare indietro e pensare al futuro – ha detto Carancini – lo testimonia il fatto che oggi è qui è presente tutta la città, tutto quel caleidoscopio di espressioni sociali che comunque si ritrovano sempre intorno alle associazioni che operano in favore dell’altro».

I festeggiamenti continueranno nei prossimi giorni con l’intitolazione della bretella tra via dei Velini e via Martiri delle Foibe e con lo spettacolo di Paolo Cevoli venerdì sera al palasport Fontescodella. «In questi ultimi anni abbiamo cercato di costruire una coscienza del bene e della gratuità – ha detto Marcolini – questa pubblicazione è stata un avventura che ha richiesto molto impegno e sacrificio . Quando l’abbiamo pensata volevamo anche portare un contributo alla città come dimostra il primo capitolo dedicato alla ricostruzione curato dal professor Stefano D’Amico. La prima vera ricerca l’ha cominciata Albino Gobbi a partire dall’archivio di Stato e dai verbali del consiglio comunale e provinciale dell’Avis proseguendo poi con un enorme lavoro di cernita del materiale che ha portato alla pubblicazione finale».

(Foto di Lucrezia Benfatto)

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Presenti anche il questore Giancarlo Pallini e l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde

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