Trovati 20 chili di marijuana,
maxi deposito in un casolare
PIEVE TORINA - I carabinieri hanno rinvenuto il frutto di un'intera piantagione di cannabis indica che era in parte stata messa ad essiccare ed in parte era pronta per essere venduta e sistemata in sacchi. Il valore dello stupefacente sequestrato è di oltre 100mila euro

Il deposito di marijuana
di Gianluca Ginella
Un casolare pieno zeppo di droga: 20 chili di piante di marijuana, alcune già sistemate dentro a dei sacchi di iuta e fogli di giornale, altre messe ad essiccare. Si trovava nelle campagne di Pieve Torina, a scoprire il deposito di stupefacente sono stati i carabinieri della Compagnia di Camerino.
Una battuta nelle campagne di Pieve Torina, all’interno di casolari abbandonati, case ed edifici dismessi che i carabinieri ieri pomeriggio hanno setacciato nell’ambito del controllo del territorio. Una operazione di routine, che ha consentito ai militari della Compagnia, comandata dal capitano Vincenzo Orlando, di entrare in una casa rurale ormai abbandonata da anni e al cui interno hanno trovato un deposito di droga. Si tratta certamente del frutto di una coltivazione di marijuana che qualcuno ha realizzato nei dintorni del casolare. Giunto il tempo della raccolta le piante sono state tagliate e portata all’interno dell’abitazione dismessa e lì lasciate ad essiccare. In tutto venti chili di piante tra quelle che erano state legate a tubi che correvano orizzontalmente lungo le pareti per seccarsi, e quelle che invece erano già pronte per essere vendute ed erano state sistemate in sacchi di iuta o avvolte in fogli di giornale e posate a terra. I carabinieri, scoperto lo stupefacente, hanno sequestrato tutto: si parla di centinaia di piante di cannabis indica e hanno iniziato le indagini per risalire a chi ci sia dietro alla coltivazione illecita. La droga, a conti fatti, una volta messa sul mercato poteva valere oltre 100mila euro.

Agricoltura marchigiana…
Prove tecniche di nuova imprenditoria??
La droga guarisce. L’alcol e il tabacco ammalano.
Con l’estate calda che abbiamo avuto, il prodotto sarebbe stato di qualità eccellente, così come lo saranno il vino e l’olio. Invece tanto lavoro e non finisce neanche in… fumo. Queste iniziative andrebbero promosse non perseguite. Lavoro di gruppo, tecniche agricole d’avanguardia, investimento sicuro, totale evasione di balzelli statali, ritorno alle origini produttive agricole marchigiane che avrebbe ben figurato all’Expo tra due fette di ciauscolo, un bicchiere di verdicchio e un saltarello marchigiano. Qualcuno dirà ” ma è vietato “, si ma non dappertutto e poi sempre meglio che riempire di botte giovani, vecchi donne e bambini per derubarli. In fondo come dice il proverbio: ” Mangiano e bevendo e… fumando che male ti fò “
si prepara qualcosa per l’inverno….ma e’ il giusto modo per conservare?
Il made in Italy fiorisce in tutti i campi, anche in quello della marijuana.
Per Tornaconti. La droga potrebbe guarire in un contesto medico, fuori di esso produce anche larve umane. E anche il tabacco fa male.