Un matelicese nel team che ha scoperto
il più grande giacimento gas in Egitto
MATELICA - C'era anche Ivan Delpriori nella squadra che ha partecipato alle trivellazioni. La storia si ripete e premia Claudio Descalzi, amministratore delegato dell'Eni originario della città dove si trasferì Enrico Mattei. Il sito sarà in grado di soddisfare la domanda di consumo per decenni
C’è anche un tecnico matelicese nella squadra che ha partecipato alla recente scoperta del più grande giacimento di gas offshore, fatta dall’Eni, al largo delle acque di Porto Said, in Egitto. L’individuazione del grande giacimento è avvenuta dopo approfonditissimi studi geologici ed indagini approfondite dei tecnici dell’Eni. Svolta questa fase è cominciato il lavoro del personale che si occupa delle trivellazioni, tra loro c’era anche il matelicese Ivan Delpriori, della Saipem (una controllata della Eni), che ha partecipato insieme ai suoi colleghi alla fase di trivellazione. A Matelica la notizia della scoperta è stata accolta con soddisfazione. Per questo la Fondazione Enrico Mattei di Matelica e l’Apve (Associazione pionieri e veterani) degli ex dipendenti Eni, hanno voluto fare le congratulazioni a Claudio Descalzi, amministratore delegato dell’Eni. “Ci rende ancor più fieri sapere che alla nuova scoperta del più grande giacimento offshore del Mediterraneo abbia contribuito anche un tecnico di Matelica, nel solco della tradizione che ha visto questa città offrire costantemente all’Eni maestranze, know-how e un inesauribile serbatoio di forza lavoro, ricevendo in cambio prosperità ed ineguagliabili riconoscimenti”, hanno scritto nella missiva inviata a Descalzi. Nella lettera si porgono le congratulazioni a tutto il personale, spiegando che: “E’ motivo di sincero orgoglio ed estrema soddisfazione, per noi e per ogni matelicese, guardare all’importanza strategica che ancora oggi l’Eni riveste nel mondo, a distanza di oltre sessant’anni da quando il nostro illustre concittadino ingegner Enrico Mattei ne divenne primo presidente – scrivono dalla Fondazione – facendone volano di sviluppo e fonte di benessere per l’Italia intera. Salutiamo con grande piacere e profonda speranza la recente scoperta nelle acque mediterranee d’Egitto, paese nel quale furono l’intuizione, la lungimiranza e le grandi capacità personali e relazionali proprie del nostro ingegnere Mattei a dar vita, nel 1954, ad una proficua storia di collaborazione e di amicizia tra l’Eni e lo stato nordafricano”. Prima dei saluti di rito, la Fondazione Mattei e l’Apve hanno invitato Descalzi a venire a Matelica. Dalle informazioni geologiche e geofisiche disponibili, e dai dati acquisiti nel pozzo di scoperta, il giacimento supergiant presenta un potenziale di risorse fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (5,5 miliardi di barili di olio equivalente) e un’estensione di circa 100 chilometri quadrati. Zohr rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel mar Mediterraneo e può diventare una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale. Questo successo esplorativo offrirà un contributo fondamentale nel soddisfare la domanda egiziana di gas naturale per decenni.

Complimenti a Ivan Delpriori tecnico ENI. Su questa importante scoperta nel Mare Mediterraneo è giusto che un Matelicese sia stato protagonista. Matelica merita questa soddisfazione.” L’ENI E’ STATA DEFINITA LA migliore SOCIETA’ AL MONDO A CACCIA DI GAS E PETROLIO” IL CANE A SEI ZAMPE HA VINTO IL PETROLEUM ECONOMIST AWARD COME COMPAGNIA ESPLORATIVA DELL’ANNO, PER L’ <APPROCCIO INNOVATIVO< NELLE ATTIVITA' DI SCOPERTA DI GAS E PETROLIO. Grazie Enrico Mattei Matelica non ti dimentica. Ivano Tacconi capo gruppo Udc Comune di Macerata
nei percorsi della vita la storia si ripete, Matelica, Mattei, Delpriori……..ero piccola quando Mattei è morto come sappiamo, è un dispiacere che non ho mai mandato giù, da adulta ho voluto rivedere tutto il percorso di Mattei, la rabbia quando capita che se ne parli è infinita, L’italia con Mattei sarebbe stata molto diversa, in meglio, lo hanno ucciso x evitare che diventassimo una nazione molto forte……e noi ancora ci caliamo le braghe con le nazioni che hanno voluto questo.
Signora Giovanna Capodarca Agostinelli, Brava con Enrico Mattei non solo l’Italia sarebbe stata diversa. Ma tutta l’Europa, oggi se lo lasciavano vivere e lavorare non avremmo avuto tanti Migranti perché attraverso il loro petrolio E.Mattei li faceva crescere nel giusto benessere a casa loro. NO, le cosidette “Sette Sorelle” 80% alla loro compagnia petrolifera il 20% allo Scheicco o al dittatore di turno. Le Società ENI con Mattei commerciavano dividendo l’Oro Nero e non solo portavano i loro giovani a studiare in Italia per creare classe dirigente per loro Paese. Gli “altri” prendevano di tutto: Legname, Petrolio, Diamanti, Uranio, oggi si scandalizzano di Lampedusa e vogliono fare come sempre i primi della classe.
Tacconi
Lo scenario in cui operava Mattei è ben differente da quello di oggi.
Oggi è tutto molto più complesso, più difficile da analizzare…
Le scelte strategiche, politiche ed economiche italiane, dell’inizio degli anni ’60, NON sta scritto da nessuna parte che avrebbero potuto essere perseguite anche 15 o 20 anni dopo, con il Mondo in profonda trasformazione….
Tra l’altro si continuano a fare ipotesi e congetture su come sarebbe stata l’Italia “se” Mattei avesse fatto questo, se avesse fatto quello, se avesse deciso così, se si fosse impegnato colà…….
Cioè siamo nel campo della pura ipotesi:
– Cosa sarebbe successo dopo la Guerra dei Sei Giorni?….Mattei sarebbe stato ancora sulla cresta dell’onda, nonostante gli accadimenti?
– Sarebbe stato capace di superare la Crisi Petrolifera primi anni ’70?
– Dopo la cacciata dello Scià di Persia Matttei sarebbe riuscito a mantenere inalterato il flusso di greggio da quell’area?
– Come si sarebbe comportato, cosa avrebbe fatto durante la guerra fraticida in Algeria e dopo la caduta di Gheddafi?
E via dicendo….
NON vi può essere certezza che, se non l’avessero fatto cadere con l’aereo, sarebbe stato capace di continuare nella sua politica…
Grandissimo, nel periodo storico in cui con l’AGIP muoveva i suoi passi post guerra, non è detto che sarebbe restato grande anche con i mutamenti politici ed economici degli anni successivi al 1962…
Ho Lavorato all ‘AGIP MINERARIA e con gli Ingegneri africani. se lo lasciavano vivere sarebbe oggi un’Europa diversa con l’Italia protagonista e un Medio Oriente prosperoso. Sempre come scrivi questo maledetto spirito di inferiorità. Mattei disubbidiente, in quei tempi trattava con Mao, Crusciov, portava i concimi dell’ANIC di Ravenna in Russia, i tubi per gli eleodotti della Finsidere di Taranto in URSS. Se gli hanno messo una bomba sull’aereo è proprio perché sarebbe riuscito a fare tutto quello che era giusto fare per il nostro Paese e l’Europa. Cerasi, i Partigiani Cattolici bisogna conoscerli non li ferma nessuno parlano poco e sanno fare i fatti. Ancora oggi, l’ENI è la migliore società petrolifera al Mondo. Tanti nostri politici no….
@ Ivano Tacconi
Mattei operò in un preciso contesto storico, in cui c’erano delle determinate situazioni geopolitiche, determinate alleanze, determinati interessi.
“Giocò” su più tavoli, infischiandosene allegramente se la controparte era gradita agli USA o meno, doveva dismettere la società cui era stato nominato “liquidatore”, ma si inventò il petrolio italiano e non liquidò nulla, anzi la ingrandì…
In quel preciso momento storico Mattei fu una rampa e mezzo di scale sopra tutti gli altri e, di sicuro, avrebbe continuato ad operare per rafforzare l’Italia.
Ma non è detto che la strategia adottata nel breve/medio periodo sarebbe potuta andare bene anche nel lungo periodo con mutamenti delle situazioni politiche ed economiche generali…
Tra la fine degli anni ’60 e il decennio successivo ci furono diversi, pesanti, sconvolgimenti.
Nessuno può sapere cosa avrebbe fatto in Algeria (inizio anni ’80), mutata la situazione politico economica, durante la guerra fraticida interna.
E altrettanto prima ha possibilità di certezza di sapere come si sarebbe mosso durante la grave crisi petrolifera inzia anni ’70 o la cacciata dello Scià.
Qui entriamo nel campo delle supposizioni: siccome Mettei all’inizio degli anni ’60 si stava “muovendo bene” (per l’economia italica) sullo scenario internazionale si da per scontato che, anche dopo, le avrebbe azzeccate tutte… Ma NON c’è certezza.
Non è detto che la strategia di Mattei (della metà anni ’50- inizio anni ’60) sarebbe andata bene anche 10 anni dopo (anche modificandola, aggiornandola, rivedendola nei mutati scenari) i nemici di ieri, nel frattempo, erano diventati gli amici di oggi e viceversa.
NONOSTANTE la grande libertà di manovra che aveva (in Italia) non credo gli sarebbe stato possibile essere ancora una rampa di gradini sopra tutti, il decennio successivo, proprio perchè gli interessi sarebbero stati diversificati, proprio perchè il mondo complessivamente stava cambiando, proprio perchè la geopolitica si stava modificando profondamente.