Street art per i quartieri degradati
Murales sulle facciate delle case
ARTE - Arriva a Civitanova "Anime di strada". Fino al 21 settembre continuerà il progetto per riqualificare le periferie della città. Musica, riciclo e artisti internazionali animeranno le aree interessate dal restyling
L’arte urbana approda a Civitanova e ridà nuova linfa ai quartieri più degradati. Dal 15 al 21 settembre prenderà il via il progetto “Anime di strada – L’arte ufficiale della rivoluzione”, patrocinato dall’amministrazione comunale e ideato da Stefano Ferretti in collaborazione con i servizi sociali e “Cartacanta”. “Anime di strada” si propone come strumento attivo di una nuova politica di attenzione, solidarietà e cultura, andando ad intervenire sulle realtà dei quartieri dove esistono situazioni di disagio sociale. Gli spazi presi in considerazione acquisteranno in questo modo centralità e da una condizione di trascuratezza si riscopriranno capaci di comunicare messaggi e valori comunitari. Oltre ad artisti nazionali, verranno coinvolti esponenti di fama mondiale della Street Art come Etam Cru e Sick Crew (direttamente della Polonia), entrambi duo di artisti. Il progetto prevede la realizzazione di una galleria d’arte a cielo aperto, prendendo spunto da altre realtà come: Marsiglia, Gaeta e Terracina e Roma, dove l’associazione Walls ha organizzato lavori di rivalutazione del quartiere San Basilio per facilitare flussi turistici dal centro alla periferia. Il progetto “Anime di strada” coinvolgerà in maniera attiva i civitanovesi attraverso una serie di incontri, mostre, stand, concorsi e appuntamenti musicali. Sabato 19, in via Napoleone, si terrà l’evento “Suoni di Strada”. Dalle 16 ci sarà un dj set con Leonardo Barbaresi, Doctor Music e Paolo Ottone; a seguire, i Bankey Moon e la chiusura con la band Insil3nzio. Il Gam (Giovani Architetti Macerata) farà istallazioni sul posto, utilizzando materiale di riciclo per comporre uno spazio urbano.
LA LOCATION – L’ area interessata è quella delle abitazioni di via Principe Napoleone (quartiere San Marone), il primo agglomerato di case popolari civitanovesi. Il complesso è stato la prima risposta all’urgente necessità di alloggi popolari del primo dopoguerra, costruiti in zone abbastanza distanti – per quel tempo – dal centro città. Alla fine degli anni Quaranta numerosi appartamenti sono stati occupati a causa dei ritardi e lungaggini di assegnazione; altri invece subaffittavano le stanze ad altre famiglie. Forse si è trattato del primo esempio di convivenza tra diverse classi sociali: operai, sottoproletari, disoccupati, immigrati, artigiani. Tale complesso, per questo, venne riconosciuto come il vero centro di San Marone. L’orgoglio di abitare alle case popolari, la capacità di convivere laicamente, il livello politico e culturale, la fierezza: erano le caratteristiche di questo pezzo di città. Tuttavia la crisi, economica e politica, ha portato negli ultimi vent’anni un abbassamento della “qualità del vivere”. Gli stessi immobili – tra cui quello coinvolto nel progetto – mostrano appartamenti fatiscenti e pericolanti. Un’altra zona è il quartiere di via Verga (zona Peep di San Marone) che nasce invece col piano regolatore del 1978. Il sinuoso tracciato viario si caratterizza per la presenza di piccoli ma numerosi spazi verdi alberati che da sempre danno una piacevole connotazione al quartiere. Tuttavia l’abitato è attraversato nella sua interezza dalla trafficata via Verga, che da strada di servizio è diventata una variante, pertanto i livelli di inquinamento acustico e atmosferico sono aumentati notevolmente, soprattutto nelle fasce orarie diurne. Inoltre, non include spazi aggregativi e socializzanti.

Bella idea ! Spesso mi sono chiesta perché non si proponesse ciò , per i terrapieno di cemento , per i muri degradati , utilizzati per orribili “dichiarazioni d’amore ” . Bravi
Bella idea, forse acquisteranno l’aria di quartieri metropolitani, sempre di primaria importanza debbono prevalere i servizi essenziali x una buona qualità di vita= meno delinquenza.