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Una università a Civitanova?
Pare di sì, grazie a Camerino

L’ottima idea di creare master, lezioni e specializzazioni sui nuovi materiali industriali. Ma per la prima volta si parla anche di un ateneo. Continua l’attacco a Macerata capoluogo?

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di Giancarlo Liuti

Per quanto riguarda lo spirito d’iniziativa privata l’unico campo in cui Macerata batte Civitanova è quello delle relazioni extraconiugali. Secondo i dati riportati da un quotidiano, infatti, la “Civitas Mariae” (toh!) conta 886 iscritti a un sito web che per l’appunto favorisce le infedeltà fra mariti e mogli, mentre Civitanova , pur avendo gli stessi abitanti, ne conta 408, meno della metà. Per tutto il resto – sviluppo economico, vivacità imprenditoriale – non c’è gara. O meglio, la gara esiste ed è quella molto animosa che da anni Civitanova ingaggia contro Macerata nell’ambizione di sottrarle il ruolo di capoluogo di provincia. Ora le cose non stanno andando benissimo, sul litorale, specie per quanto riguarda la sicurezza e finanche lo sport col tracollo della Civitanovese calcio. Ma in riva al mare si ha fiducia nel futuro – una virtù nella quale la fatalistica Macerata non eccelle – e la gara continua.
Nel recente passato questa competizione ebbe un notevole successo per Civitanova col trasferimento della Lube. Il che avvenne per varie ragioni. Anzitutto per le ridotte dimensioni del palazzetto di Macerata (dove tuttavia, e per lungo tempo, la pallavolo di Treia aveva ottenuto le sue più brillanti vittorie a livello nazionale e internazionale) e per la costruzione, a Civitanova, di un nuovo e grande palasport, ma anche per l’opportunità, certamente non trascurabile per l’importante azienda treiese che fabbrica cucine e le esporta, di avvalersi di ampi spazi espositivi per i suoi prodotti, spazi che a Macerata non avrebbe avuto. Nulla da eccepire, ovviamente. Ecco un caso, comunque, che conferma la vitalità dello spirito d’iniziativa civitanovese. Sta di fatto che per anni la Lube s’è chiamata “Lube Macerata” e adesso si chiama “Lube Civitanova”.
Un altro caso, stavolta in un ambito tutt’affatto diverso, si ebbe con la decisione dell’università di Macerata di trasferire a Civitanova, in una sede un po’ improvvisata, il corso di laurea in mediazione linguistica, il che fece credere che la competizione si fosse aperta anche in tema di massime istituzioni culturali (nel giornalismo rivierasco si cominciò addirittura a parlare di “nostro ateneo”). La cosa, però, non durò a lungo, giacché il rettore ha fatto rientrare a casa quel corso sistemandolo, a Macerata, nel neoclassico e più decoroso Palazzo Ugolini. Cessata, dunque, l’aspirazione civitanovese di competere pure in campo universitario? Cessata la speranza che a quel primo passo ne sarebbero seguiti altri e l’università maceratese, via via, avrebbe perso pezzi sempre maggiori? Apparentemente cessata, sì. Anche perché dall’altra parte rimane un ostacolo che oltre a otto secoli di storia può vantare cinque dipartimenti con numerosi corsi di laurea, più di diecimila iscritti e, proprio in questi mesi, significative affermazioni su scala nazionale.

Il rettore Unicam Flavio Corradini e il sindaco Tommaso Corvatta brinadnao per l'accordo sottoscritto fra amministrazione e università

Il rettore Unicam Flavio Corradini e il sindaco Tommaso Corvatta brinadnao per l’accordo sottoscritto fra amministrazione e università

Non cessata del tutto, però, visto che ora tale aspirazione continua sì a riguardare la competizione con Macerata in quanto capoluogo ma lo fa indirettamente, ossia passando per l’università di Camerino che apre a Civitanova non un corso di laurea ma una serie di master, lezioni e specializzazioni di alta formazione con particolare attenzione per i nuovi materiali plastici e polimerici, il che, fra l’altro, stimolerebbe il locale sistema imprenditoriale. E fin qui tutto benissimo. Ma quel che mi ha sorpreso sono state alcune frasi – testuali, fra virgolette – pronunciate in pubblico dal rettore dell’ateneo camerinese. Una: “L’università di Camerino, adesso, è l’università di Civitanova”. Un’altra: “Voglio far sentire sempre più l’università di Camerino come l’università di Civitanova”. L’enfasi, la retorica del momento? Probabile, ma è la prima volta che ad alto livello e in una sede ufficiale si parla di Civitanova come sede universitaria. Solo per i media, d’accordo, ma oggigiorno l’apparire conta assai più dell’essere e per le ambizioni civitanovesi questo è, magari soltanto a parole, un buon colpo. C’entra la contestazione di Macerata capoluogo? Sì, in qualche modo, perché se Civitanova riesce finalmente a dotarsi di qualcosa che somigli a un ateneo, Macerata perde una delle migliori ragioni del proprio primato come capoluogo di provincia o di ciò che in futuro sostituirà le province. La competizione, insomma, continua. E staremo a vedere.

da sinistra il delegato alla ricerca ed innovazione tecnologica Roberto Baldini, la delegata dai rapporti con le imprese Elisabetta Torregiani, il delegato all'alta formazione Fabio Marchetti, il prorettore vicario Claudio Pettinari, il direttore generale Luigi Tabanelli, il rettore Unicam Flavio Corradini, Tommaso Claudio Corvatta, il presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna, il rappresentante Associazione studi città Civitanova Marche Daniele Maria Angelini e il vicesindaco Giulio Silenzi

LA PRSENTAZIONE DEI MASTER UNICAM A CIVITANOVA – Da sinistra, il delegato alla ricerca ed innovazione tecnologica Roberto Baldini, la delegata dai rapporti con le imprese Elisabetta Torregiani, il delegato all’alta formazione Fabio Marchetti, il prorettore vicario Claudio Pettinari, il direttore generale Luigi Tabanelli, il rettore Unicam Flavio Corradini, Tommaso Claudio Corvatta, il presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna, il rappresentante Associazione studi città Civitanova Marche Daniele Maria Angelini e il vicesindaco Giulio Silenzi


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