“A guardia del porto”:
la mostra su Civitanova e il suo mare

In occasione dei 150 anni dalla fondazione della capitaneria, 40 documenti dell'archivio di stato raccontano il rapporto fra l'uomo e l'estremo confine della città

- caricamento letture
Da sinistra Cristiana Cecchetti, Marco Pipponzi, il sindaco Tommaso Corvatta, Maria Grazia Pancaldi direttore dell'archivio di Stato di Macerata, Giulio Silenzi e Il Comandante del Porto Tv Michele Grottoli

Da sinistra Cristiana Cecchetti, Marco Pipponzi, il sindaco Tommaso Corvatta, Maria Grazia Pancaldi direttore dell’archivio di Stato di Macerata, Giulio Silenzi e Il Comandante del Porto Tv Michele Grottoli

di Laura Boccanera

E’ datata addirittura 835 la prima testimonianza documentale giunta fino a noi della presenza di un porto nella città di Civitanova. Già dal IX secolo, la comunità compresa fra il Chienti e il Potenza era riconosciuta addirittura da Papa quale comunità di commercianti e pescatori. La collina di San Marone dove si erigerà il santuario presto diventerà meta di pellegrinaggio e di scambi e traffici commerciali. E’ qui che prende avvio la storia della città in relazione al suo porto, una storia che oggi viene narrata grazie ad una mostra organizzata dall’archivio di Stato e dalla guardia costiera in occasione dei 150 anni delle capitanerie di porto. Attraverso 40 documenti si ripercorrono le testimonianze storiche della presenza del porto nella città e di come attorno ad esso si sia costruita una città.

guardia costiera capitaneria portoLa mostra, dal titolo “A guardia del Porto. Civitanova e il suo mare: dalle fortificazioni medioevali all’Ufficio Circondariale Marittimo” inaugura sabato 20 giugno, alle 17 e resterà visitabile all’interno della Biblioteca Zavatti fino al 27 giugno. L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal sindaco Tommaso Claudio Corvatta, dagli assessori  alla cultura Giulio Silenzi e al patrimonio Cristiana Cecchetti, alla presenza del presidente della Biblioteca Marco Pipponzi, del comandante del Porto Michele Grottoli e del direttore dell’archivio di Stato di Macerata Maria Grazia Pancaldi. Nata con l’intenzione di celebrare i centocinquanta anni della nascita delle capitanerie di porto, la mostra ha allargato i suoi confini a più di mille anni di storia, dalle prime testimonianze scritte sull’esistenza di un approdo di pescatori nella zona antistante la chiesa di San Marone, alla costruzione effettiva dello scalo marittimo nel secondo dopoguerra, fino ai giorni nostri.  «E’ un bella occasione – ha detto Corvatta – per ricordare gli scambi, l’economia e le storie che il  nostro mare ha generato per secoli. Il porto non è solo un luogo di svago, ma è testimonianza di avvenimenti che non dobbiamo dimenticare perché ci hanno trasformato in quello che siamo oggi».   Oltre quaranta documenti d’archivio illustrano i momenti cruciali della storia della comunità   civitanovese, costretta da sempre a difendersi dalle incursioni di turchi e pirati, fino agli attacchi  della flotta austriaca durante la Grande Guerra, eppure sempre attiva e vivace nei settori della pesca e del commercio ai quali, negli ultimi decenni, si è aggiunto il turismo.  «Esprimo i dovuti ringraziamenti all’archivio di Stato, al Comune, alla biblioteca e alla prefettura –   ha detto Grottoli – che hanno subito colto l’interesse del progetto con il quale intendiamo offrire un   tributo alla vita legata al mare e festeggiare i centocinquanta anni delle capitanerie di porto. Il mare unisce i popoli che separa, sviluppando non solo l’economia, ma anche l’incontro tra le persone e lo sport, come nel caso della prossima regata con cui si celebra il gemellaggio tra Civitanova e Sebenico».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X