Incontro sui gender
Polemica sul patrocinio dato dal Comune

CIVITANOVA - Il convegno in programma venerdì sera fa discutere perché porta anche la firma dell'amministrazione. L'associazione Arcigay chiede di ritirarlo
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L'avvocato Gianfranco Amato

L’avvocato Gianfranco Amato

di Laura Boccanera

 

E anche a Civitanova diventa gender mania. Il panico per le teorie contrapposte sull’educazione di genere diventa virale anche in città in attesa del convegno in programma per venerdì sera. Ma al di là del merito sulla questione biologica/teologica e scientifica/culturale, a far discutere è soprattutto la scelta da parte del Comune di concedere il patrocinio ad un’iniziativa che contrasta con il programma dell’amministrazione che in campagna elettorale e ad inizio mandato addirittura si disse a favore del registro delle coppie di fatto. Una posizione che mal si concilia con chi vuole ruoli per donne e uomini rigidamente separati dal sesso di appartenenza. In Comune si cerca di sminuire il ruolo del patrocinio: «Non condivido l’opinione che concedere un patrocinio gratuito ad un’iniziativa coincida con l’avallarne contenuti ed affermazioni – dice il sindaco Tommaso Corvatta – sarebbe d’altra parte molto discutibile che un’Amministrazione comunale patrocinasse soltanto ciò che è di proprio gradimento. Abbiamo inteso preservare la libertà di espressione anche a coloro che non la pensano come noi, ferma restando la distanza evidente da affermazioni sostenute in altre sedi dal relatore dell’incontro del 19 giugno, avvocato Gianfranco Amato. A scanso di equivoci, questa Amministrazione non è in alcun modo affine a chi adombra discriminazioni nei confronti di chi ha preferenze sessuali differenti dalle proprie. Tanto meno condividiamo versioni distorte e fuorvianti di problemi e normative, che rischiano di alimentare discredito verso chi propugna opinioni diverse, o peggio ancora di fomentare forme di intolleranza e di rifiuto della diversità. Siamo convinti – continua il sindaco – che la libertà sessuale sia una prerogativa di una società civile e che temi estremamente rilevanti, quali i diritti civili, l’educazione e l’istruzione, vadano affrontati con rigore e serietà. Proprio per questa ragione, mi auguro che pur nelle divergenze di pensiero, l’incontro in programma venerdì possa generare un dibattito maturo». Non sembra però che all’incontro di venerdì sia prevista la possibilità per i presenti di prendere la parola, tanto che si sono già sollevate sia le associazioni femministe di Civitanova che quelle regionali, soprattutto per il patrocinio istituzionale dell’Ente all’evento. Il comitato Agedo Pesaro e Arcigay chiede che il Comune ritiri il patrocinio: «Il ripetersi di questi convegni e iniziative patrocinati da enti e istituzioni pubbliche non ha nulla a che vedere con la libertà di opinione e di espressione – scrive in una nota il comitato – vista l’insussistenza scientifica di quella che viene definita ideologia gender, speriamo di poter condividere con voi che questi signori portino avanti e raccontino al pubblico idee del tutto personali». Stessa posizione anche per le associazioni “Donne di mondo” , “DirittoForte” e “Las Safinas”: «Esprimiamo perplessità rispetto alla scelta di patrocinare la manifestazione – affermano le associazioni riunite – e preoccupazione rispetto ai contenuti dell’intervento che, sebbene si presenti come un evento culturale volto a confrontare due diverse concezioni dell’identità di genere, risulta promosso da associazioni oltranziste che sulla base di un’ interpretazione discutibile del concetto di gender, divulgano informazioni prive di alcuna conferma da parte della comunità scientifica mondiale, al fine di sostenere e avallare posizioni discriminanti sia nei confronti delle donne che rispetto alla comunità omosessuale e transgender. I membri delle suddette associazioni si chiedono come sia stato possibile che un’amministrazione comunale come quella di Civitanova Marche, da tempo impegnata a sostenere iniziative mirate alla lotta nei confronti della discriminazione di genere, abbia potuto patrocinare un’iniziativa già oggetto di molte polemiche e manifestazioni in diverse città».



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