Avances in ateneo, il prof:
“Non sono omosessuale,
fatemi tornare a insegnare”
CAMERINO - Francesco Parillo si difende davanti al Gip "mai fatto nulla di ciò di cui mi si accusa". I suoi legali: "C'è una cricca di amici che voleva metterlo nei guai". In una mail però scrisse a uno studente: "O vieni da me o ti faccio espellere" e la procura gli contesta anche un bacio ad uno studente
di Gianluca Ginella
«Non sono omosessuale, mai fatto avances ai miei studenti, fatemi tornare a insegnare perché quella è la mia vita» si è difeso così il docente di Unicam finito agli arresti domiciliari (leggi l’articolo) per presunte attenzioni di natura sessuale verso alcuni studenti. Secondo la difesa ad accusarlo c’è una cricca di ragazzi e tra loro anche chi voleva estorcergli il passaggio dell’esame. Il prof parla di pacche sulle spalle agli studenti e niente di più. Ma in mano alla procura ci sarebbero palpeggiamenti e pure un bacio ad uno studente (fatti comunque questi che sono al vaglio degli investigatori) e in una mail il prof minacciava uno studente di farlo espellere dall’ateneo se non si fosse presentato da lui.
LA DIFESA DEL PROF – Alle 9,30, puntualissimo, il professor Francesco Parillo questa mattina si è presentato al tribunale di Macerata per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Enrico Zampetti. Scortato dai suoi avvocati, Francesco Copponi e Gian Marco Russo, Parillo in aula ha detto al giudice che voleva rispondere alle domande. In gioco non c’è solo il rischio di una condanna penale ma anche la sua carriera universitaria, la sua onorabilità. Il professore alla fine lo dice anche al giudice di sapere che «questa mattina siamo qui per capire chi sono io». Parillo intanto dice cosa non è: «non sono omosessuale. Non ho mai avuto attenzioni sessuali per gli studenti. Non mi interessavano né loro, né altri uomini». Sulle mail che avrebbe scritto ad uno studente, dice: era per richiamare la sua attenzione visto che aveva perso il filo degli esami. E su di una registrazione in cui si sentono lui e uno studente, il prof dice che in quella registrazione c’è il tentativo dello studente di estorcergli il passaggio di un esame. Il docente poi in lacrime ha detto: «Tenetemi ai domiciliari, ma fatemi tornare a insegnare perché è la mia vita».
I LEGALI – Romano, residente ad Esanatoglia, Parillo prima insegnava a Perugia dove si è laureato e dal 2007 è all’ateneo di Camerino. In seguito alla misura cautelare è stato sospeso dall’insegnamento in via cautelare. «Chi lo accusa è una cricca di amici e questo è agli atti» dice l’avvocato Russo dopo l’udienza. Per la difesa quello che emerge sarebbero persone che hanno deciso, forse anche con lo scopo di passare l’esame (Parillo insegna Anatomia degli animali domestici alla sede distaccata di Unicam, a Matelica) di lanciare le accuse verso il professore. «E’ un tentativo mal riuscito di metterlo nei guai» dice Russo, che spiega come vi sia una testimonianza di una rappresentate degli studenti che in tempi non sospetti disse al consiglio di facoltà di essere a conoscenza di uno studente che ricattava un professore per non fare l’esame (non vennero fatti nomi) e che alcuni degli studenti che «lo accusano si sono contraddetti quando sono stati sentiti dai carabinieri.
Uno di loro è stato sentito 4 volte e più di una volta ha ritrattato per aggiustare il tiro».
L’ACCUSA – Sette gli studenti che accusano Parillo. Ragazzi, ancora oggi iscritti a Unicam (uno di loro doveva ancora sostenere l’esame con il prof) che non parlano di pacche sulle spalle ma di palpeggiamenti subìti da parte del docente. E la procura ha in mano una mail inviata da Parillo a uno dei suoi studenti in cui il prof scrive: “Si può sapere che fine hai fatto? Ti sembra il modo di comportarti? Se non vieni subito da me ti faccio espellere dall’università”. La lettera elettronica era stata spedita il 25 febbraio 2013. I difensori di Parillo spiegano il testo di questa mail dicendo che era risaputo che il loro cliente è un professore autoritario. C’è poi la registrazione in cui la difesa dice che lo studente voleva fare una estorsione al professore, in cui si sente Parillo che chiede scusa al ragazzo e dice di essere pronto anche a inginocchiarsi davanti a lui. Non solo palpeggiamenti, quelli di cui parla la procura, ma ci sarebbe stato anche un bacio a uno studente. Inoltre dalle indagini emerge che il professore sosteneva esami, almeno per quanto riguarda le presunte parti offese di questa vicenda, da solo (mentre avrebbe dovuto essere presente almeno un assistente) e nel suo studio e con la porta chiusa. Il professore, indagato per violenza sessuale e tentata concussione, intanto attende il ricorso al Riesame presentato dai suoi legali per ottenere la modifica della misura cautelare. L’udienza è fissata per martedì prossimo.


