Rifugio di Montelupone,
le telecamere di Striscia
mostrano una situazione di disagio
E' andata in onda il servizio dell'inviato Edoardo Stoppa che è entrato all'Isola del nonno riprendendo le condizioni della struttura dove si vedono gatti in gabbia e molti cani. L'avvocato delle tre donne denunciate: "Seppur in una condizione logistica difficile, gli animali non sono stati maltrattati "
E’ andato in onda ieri sera su Striscia la Notizia, il servizio di Edoardo Stoppa relativo alla struttura che ospitava cani e gatti, oltre ad animali da cortile e che è stato oggetto di sequestro da parte dei carabinieri di Montelupone (leggi l’articolo). Nel servizio il giornalista viene accolto dalle donne che gestiscono la struttura nella quale vivono assieme agli animali. Nelle immagini si vede uno spazio esterno con decine di cani e una zona interna nella quale sono ricoverati altri cani di tutte le taglie e numerosi gatti. Una delle donne dell’associazione riferisce di dormire in una stanzetta assieme ai cagnolini, mentre si vedono anche numerosi felini chiusi nei trasportini e issati a mezz’aria per evitare che vengano a contatto con i cani. Una situazione di disagio per questi animali che è stato oggetto di un’indagine e che ha portato al momento alla denuncia delle tre donne che gestiscono l’associazione e al sequestro di alcuni animali. Nei giorni scorsi c’era stato un blitz dei carabinieri (leggi l’articolo).
L’avvocato dell’associazione Isola del nonno Onlus, Alessio Matarazzi, precisa che la struttura non è stata sequestrata e che numerosi animali sono rimasti nel casolare. Il legale sottolinea come, seppur in una condizione logistica difficile, gli animali non siano stati maltrattati. «Gli agenti operanti non hanno apposto alcun sigillo – dice Matarazzi – ma si sono limitati a prelevare alcuni animali, trasferendoli temporaneamente in altre strutture e hanno lasciato nella disponibilità delle indagate numerosi animali, tra cui 12 cani, 2 galline, 1 anatra e 3 capre, alla luce del fatto che i box esterni all’abitazione, viste le dimensioni e le caratteristiche strutturali, sono stati ritenuti idonei ad ospitare animali, ma anche e soprattutto perché tutti gli animali ricoverati sono risultati ad un esame obiettivo effettuato dal personale dell’Asur in buone condizioni di salute, nessun animale presentava segni di maltrattamento o denutrizione». «In altri termini, quelle emerse in esito al sopralluogo effettuato dalla procura – continua il legale – sono criticità esclusivamente legate alla logistica ed all’organizzazione, come del resto evidenziato anche dalle immagini mandate in onda».
Puntualizzazioni arrivano anche in merito ai contributi regionali e alla carcassa di un animale morto: «I contributi ammontano a poche centinaia di euro l’anno, che bastano, al più, a garantire l’alimentazione per una o due settimane. Inoltre – continua il legale – la famigerata carcassa era stata da tempo segnalata alle autorità preposte per lo smaltimento».















E questi sarebbero animali tenuti in buone condizioni????