Ultima campanella per l’Allevi
La scuola chiude per debiti
Le famiglie: “Manca la volontà”

CAMERINO - Il legale rappresentante don Cherubino Ferretti ha inviato una lettera ai genitori: "Un passivo di oltre 90 mila euro non permette di andare avanti"

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La scuola media Luigi Allevi di Camerino

di Sara Santacchi

Dopo 30 anni si chiudono definitivamente le porte della scuola media inferiore Luigi Allevi all’ex seminario di Camerino. Quella del 10 giugno sarà l’ultima campanella della scuola privata che risuonerà per le aule ancora occupate da 45 studenti. Una decisione irrevocabile comunicata tramite una lettera inviata a tutte le famiglie dal legale rappresentante don Cherubino Ferretti, nei giorni scorsi. Problemi economici e un grave debito di oltre 90 mila euro sarebbero le cause di una decisione che non ha lasciato indifferente l’intera città, primi tra tutti proprio i genitori degli studenti che nel corso dell’anno si sono battuti con forza per evitare la chiusura. «Purtroppo ci siamo trovati costretti a fare questa scelta – spiega don Cherubino, rappresentante della scuola dal 2012 – I debiti non hanno fatto che aumentare di anno in anno e siamo arrivati ad avere un passivo tale da prendere una decisione di non ritorno. E’ vero che i genitori si sono mossi trovando anche un finanziamento, ma il problema sarebbe solo rimandato perchè il prossimo anno ci ritroveremmo a fare gli stessi discorsi. La scuola ha tante spese da sostenere». Diversa è tuttavia la sensazione delle famiglie degli alunni che parlano di «Mancanza di volontà. La decisione è stata presa addirittura all’inizio dell’anno scolastico – riferisce un genitore – La cosa che più dispiace è che abbiano agito nel silenzio, senza far sapere nulla a nessuno, facendoci trovare praticamente davanti al fatto compiuto».  Sempre stando al familiare, il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro aveva manifestato di chiudere la scuola già due anni fa proprio per i debiti, ma fu costretto a fare un passo in dietro perché Valentino Montefiore alla sua morte lasciò un’offerta al seminario di 200 mila euro.Seminario 1

«Al di là di tutto, poi, lo stesso vescovo – continua il genitore – ad agosto aveva assicurato che avrebbe portato almeno al termine il ciclo di studi e invece ci siamo ritrovati in queste condizioni. Noi genitori ci siamo mossi in tutti i modi, chiedendogli di ripensarci, ma è apparso irremovibile. Addirittura siamo andati noi stessi a cercare finanziamenti ottenendo 90mila euro dagli enti; il Comune, la Regione, la Contram, per dirne alcuni. Gli insegnanti sarebbero stati pronti a decurtarsi il 20 per cento dello stipendio e noi genitori ad alzare la retta, pur di garantire una continuità di studi ai nostri figli, ma nonostante tutto ciò, il vescovo Brugnaro ha detto che la scuola avrebbe chiuso». Una retta di 132 euro al mese, già incrementata rispetto agli 80 euro mensili che prevedeva la retta fino a due anni fa. Tutto per andare in contro alle esigenze delle casse scolastiche. Dal prossimo anno i ragazzi saranno spostati all’istituto comprensivo Boccati. «Oltre il danno la beffa – continua il genitore di uno degli alunni della scuola Allevi – perché i nostri figli si ritroveranno all’improvviso con insegnanti nuove, chi dovrà sostenere gli esami di terza media dovrà, comunque, ricominciare da capo e a carico delle famiglie penderà la spesa dei libri, circa 500 euro, che saranno tutti da ricomprare».

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