Braccio di ferro a causa dei polli
Saltamartini risponde a Legambiente

CINGOLI - L'associazione accusa il sindaco del Balcone delle Marche di non interessarsi al problema ambientale causato dall'allevamento aviario Fileni. Per protesta tappezza il paese con un gallo sopra lo stemma comunale. Il primo cittadino: "E' un attacco politico. Se sanno qualcosa vadano in procura"

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polli cingoli 2

Il manifesto di Legambiente

di Marco Ribechi

La battaglia politica di Cingoli si concentra sui polli. Da circa due giorni i muri del balcone delle Marche sono stati tappezzati da manifesti in cui si scorge un ruspante esemplare del volatile sormontare lo stemma cittadino. La polemica è legata all’allevamento aviario dell’ azienda Fileni, situato nell’area di Rangore, che il 18 ottobre del passato anno scaricò le acque di lavaggio dei capannoni nel fosso affluente del fiume Musone. Lo sversamento causò un innalzamento dei livelli di ammoniaca e fosforo a valle, rendendo necessario l’intervento della polizia provinciale e dell’autorità giudiziaria. Oggi, a circa 6 mesi di distanza, il circolo Legambiente “Il nibbio” di Cingoli accusa il sindaco Saltamartini di non interessarsi della questione mettendo la salute dei cittadini a rischio ambientale e igienico. «Avevamo chiesto un incontro e la documentazione relativa al caso – si legge in una nota di Legambiente – ci meravigliamo di quanto sia stato più facile ottenere la documentazione dalla Regione piuttosto che dal nostro Comune il cui compito è quello di prevenire qualsiasi problema che possa mettere a rischio la salute dei propri concittadini».

Il sindaco Filippo Saltamartini

Il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini

Dura la risposta del sindaco Filippo Saltamartini che non accetta la provocazione «Non ha senso fare questa richiesta al sottoscritto – sbotta Saltamartini – Non sono io il responsabile degli avvenimenti. Per quanto riguarda la vicenda del 18 ottobre è un caso dell’autorità penale competente. Indagare sulla vicenda non è di competenza dell’amministrazione locale quindi non capisco perché si richieda un incontro con il sindaco. L’accesso ai documenti è stato fatto nei limiti imposti dalla legge secondo apposita disciplinare, non spetta agli amministratori violare queste norme». Dal punto di vista di Saltamartini si tratta quindi solamente un caso di strumentalizzazione politica «Chi solleva il caso e diffonde i manifesti non rappresenta altro che sé stesso – aggiunge il sindaco – si tratta di avversari politici che promuovono l’attacco per altri scopi. Se hanno a cuore la situazione ambientale e sono in possesso di prove e informazioni devono presentarsi alla procura per dire cosa sanno. Anzi voglio proprio sfidarli a fornire ulteriori informazioni così potranno svolgere il loro dovere di cittadini e aiutare la popolazione. E’ inutile creare allarmismo quando esiste la possibilità di presentarsi all’autorità, ammesso si abbia realmente qualcosa da dire». 


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