Soroptimist: Macerata e Fermo al femminile
Inaugurato il club nel Palazzo dei Priori del capoluogo fermano su iniziativa delle maceratesi

La cerimonia della consegna della Charte nell’antico teatro nel Palazzo dei Priori di Fermo
di Donatella Donati
Creare un club Soroptimist a Fermo è stata una iniziativa di quello del club di Macerata anche su sollecitazione delle tante presenze femminili importanti in quella città e nella sua provincia. L’inaugurazione è avvenuta con una cerimonia speciale alla quale hanno partecipato la Governeur della Federazione europea Carolien Demey venuta dal Belgio, la presidente nazionale Anna Maria Isastia docente alla Sapienza, il prefetto di Fermo Angela Pagliuca la quale ha dato il saluto della città con grande calore, la madrina del nuovo club l’avvocatessa Leide Polci di Macerata, molte socie provenienti da vari club d’Italia dal nord al sud. Alla presidenza del club di Fermo le giovani socie hanno eletto Tunia Gentili consulente aziendale. Si è trattato di una vera festa pur nella formalità dell’istituzione che prevede una serie di riti tra i quali l’accensione di una candela a nome di tutte le soroptimiste del mondo. Questa valorizzazione della presenza delle donne è testimoniata dalla qualità delle 26 socie fermane, tutte giovani, tutte con professioni già consolidate, nel campo della medicina, delle istituzioni giuridiche, dell’industria e del commercio.
Nella foto le mostriamo dietro il tavolo della presidenza con il piacere speciale di vedere in mezzo alle negatività dei tempi in cui viviamo la presenza di donne giovani e impegnate che si riuniscono per rendere un servizio alla comunità attraverso le loro esclusive contribuzioni personali, senza cercare denaro altrove, senza dipendere né dal potere politico né da quello economico, unite in tutto il mondo per testimoniare che si può fare credendo fino in fondo nell’uguaglianza di tutti e nell’affermazione dei diritti umani .
Le ultime iniziative del club di Macerata e di molti altri club italiani sono state la costituzione di un’aula protetta per l’ascolto dei minori e delle testimonianze più delicate presso i tribunali di riferimento e la creazione di un App che si scarica gratuitamente e consente a donne in difficoltà di contattare immediatamente le forze dell’ordine. Si tratta di un piano nazionale che prevede anche in via di realizzazione un codice per segnalare nel pronto soccorso la priorità di accettazione e cura delle donne maltrattate.
Le donne bbone, e le bbone donne
Donne mie care, avetesce pascenza:
io ve porto pe mmé un amor da cane;
me ve vorrebbe tutte a la cusscenza;
e avanti a vvoi rinegherebbe er pane.
Ma ppuro, fra mmé e vvoi in confidenza,
bbe’ cche vve maggnerebbe sane sane,
sii detto co la bbona e cculiscenza,
sete in grazzia de ddio troppe puttane.
Lassamo da una parte la Madonna,
ch’è un zanto che nun è dda nominasse,
e annàtemene a ttrova la siconna.
De le bbone, fra ll’arte e ffra le bbasse,
ammalappena su sta terra tonna
ce ne sò ccento secche e ccento grasse.
Roma, 16 maggio 1833