Il Rotary di Tolentino
alle Giornate Fai di primavera

Il Club ha adottato Palazzo Bezzi Parisani

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CAPRIOLI ALBERTO E MARIA PAOLA SCIALDONE foto 2

Alberto Caprioli e Maria Paola Scialdone

Il Rotary di Tolentino ha partecipato alle Giornate di primavera del Fai, Fondo ambiente italiano, nella provincia di Macerata. Il presidente del club tolentinate, Alberto Caprioli, ha preso parte ai diversi incontri che si sono tenuti durante la tre giorni dell’evento e quindi anche a Treia alla tavola rotonda “Che cosa fare di tanta bellezza? Ipotesi di valorizzazione delle testimonianze d’età napoleonica nelle Marche”, moderata dal capo delegazione Fai di Macerata Maria Paola Scialdone. Tra i luoghi aperti al pubblico nello scorso week end  Palazzo Bezzi Parisani, dove fu firmato il trattato di Tolentino. Il palazzo è stato adottato dal Rotary di Tolentino avendo sostenuto ben quattro interventi di restauro degli arredi: Sala gialla, Sala Rossa e tendaggi, Sala dei quadri. Nonostante il maltempo, l’edizione che si è appena conclusa ha registrato un’affluenza da record, che ha toccato le 10mila presenze, superando così di gran lunga le 6 mila del 2014.

La valorizzazione e la fattibilità del circuito napoleonico è stata al centro del tavolo di lavoro conclusivo organizzato dalla delegazione per sollecitare una rete operativa pubblico-privato e promuovere buone pratiche ispirate dal Fai. Alla presenza degli amministratori comunali dei territori interessati dall’eredità napoleonica Franco Capponi, Osvaldo Messi, Alessandro Massi, Romano Carancini, dell’assessore alla cultura della Provincia Massimiliano Bianchini e di privati impegnati nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico napoleonico come Alberto Caprioli del Rotary di Tolentino, il critico d’arte Stefano Papetti ha sottolineato l’enorme potenzialità dell’eredità napoleonica nelle Marche, non da ultimo per l’enorme bacino di appassionati che potrebbe attirare nella regione. Papetti ha evidenziato, infine, l’importanza e la portata europea dell’argomento e, a fronte delle obiettive difficoltà attuali a reperire fondi per la tutela valorizzazione dei beni culturali, la necessità di pensare a un progetto forte, ma soprattutto fortemente condiviso ed europeo, che “sprovincializzi” le testimonianze locali della presenza dell’eredità napoleonica nel maceratese e nelle Marche tutte, le raccordi a quelle di altre realtà come la Francia, la Corsica, la Germania e l’isola d’Elba e renda così possibile l’accesso anche a finanziamenti strutturali dell’Ue.


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