Da Katia Ricciarelli a Gaber e Jannacci
Il “nuovo” Feronia ha festeggiato
trent’anni d’attività

Il ‘Comunale’ di San Severino aveva aperto nel 1985, insieme al Vaccaj di Tolentino, la lunga serie del recupero dei teatri storici in provincia di Macerata. Una mostra ricorda i grandi spettacoli

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Il manifesto del concerto inaugurale del Feronia nel 1985

Il manifesto del concerto inaugurale del Feronia nel 1985

 

di Alessandro Feliziani

Trent’anni fa iniziava nel maceratese la stagione d’oro dei teatri storici. Tutti i venti teatri ottocenteschi oggi funzionanti erano stati chiusi tra gli anni Cinquanta e Settanta per varie ragioni. Molti erano diventati inagibili e tutti, comunque, non rispondevano più alle norme di sicurezza. Poi a partire dai primi anni Ottanta, con grande fervore, i Comuni hanno iniziato a mettere mano al recupero del patrimonio teatrale e nel corso di un ventennio praticamente tutti i teatri oggi in esercizio sono stati restaurati, adeguati alle normative e restituiti alle attività musicali e di prosa.
Il primo a ritornare al suo splendore era stato alla fine di gennaio del 1985 il “Nicola Vaccaj” di Tolentino, oggi purtroppo nuovamente inagibile a causa del disastroso incendio dell’estate del 2008. Tolentino aveva chiamato per l’occasione ad esibirsi uno dei maggiori e più celebri soprano di allora, Cecilia Gasdia. San Severino Marche non aveva voluto essere da meno e due mesi più tardi, per l’inaugurazione del suo “Feronia” decise di scritturare l’altra più nota cantante lirica italiana del momento, Katia Ricciarelli. Il concerto inaugurale, replicato la sera seguente per consentire la massima partecipazione della cittadinanza all’evento, risale al 29 marzo 1985. Proprio oggi, a trent’anni esatti dall’evento, il Feronia ha ricordato l’anniversario della sua riapertura con un concerto dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana e con una piccola mostra allestita nel foyer del teatro, a cura di Francesco Rapaccioni. È stata esposta al pubblico una selezione di locandine di spettacoli andati in scena negli anni immediatamente successivi all’inaugurazione, in cui spiccano nomi di attori ormai passati alla storia del teatro: da Salvo Randone a Valeria Moriconi, da Aroldo Tieri ad Anna Proclemer, da Arnoldo Foà ad Ernesto Calindri o di cantautori come Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Inoltre, raggruppati per periodi, sono stati esposti programmi di sala, opuscoli delle varie stagioni e delle campagne abbonamenti, nonché la documentazione del concerto lirico inaugurale in cui Katia Ricciarelli si era esibita accompagnata dall’orchestra ‘Strauss’ di Vienna diretta da Kurt Woss. A seguire la direzione artistica dell’evento era stato chiamato l’allora sovrintendente dello Sferisterio, Carlo Perucci.
La mostra del trentennale è arricchita da documenti storici, oggi conservati nella Biblioteca comunale “Antolisei”, relativi all’attività ottocentesca del “Feronia”. Il teatro fu ultimato nel 1828 su disegno dell’architetto settempedano Ireneo Aleandri, il quale in quello stesso periodo progettò lo Sferisterio di Macerata. Tra questi documenti figura anche la “testimonianza” della serata inaugurale del 31 maggio 1828 quando al Feronia fu messa in scena l’opera di Rossini “Matilde di Schabran”, interpretata da Giulietta Saglio.
“Il recupero del teatro, atteso da venticinque anni, era stato fortemente voluto dall’intera città – ricorda oggi il sindaco di quegli anni, Adriano Vissani – e dell’evento inaugurale si è poi continuato a parlare a lungo in tutta la regione. Anche la Rai aveva registrato l’intero concerto per trasmetterlo alcuni mesi più tardi sulla terza rete tv nazionale”.
Dopo l’ultimazione dei lavori di recupero del Feronia di San Severino ha fatto seguito, a ritmo quasi di uno ogni anno, il completamento dei restauri di altri teatri del maceratese, che via via sono stati inaugurati e restituiti al loro specifico uso. Nel 1986 il teatro di Caldarola, poi a seguire il Marchetti di Camerino, il Lauro Rossi di Macerata, il Piermarini di Matelica, l’Annibal Caro di Civitanova Alta e quindi molti altri. Gli ultimi recuperi risalgono ad una decina d’anni fa con la riapertura dei teatri storici di Recanati, Montefano e San Ginesio.

 


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