Serena Autieri mette
nelle mani di Caraffa
il marito Enrico caduto con gli sci
A Perugia intervento di successo del clinico sarnanese. L'amicizia tra l'ortopedico e l'attrice era nata cinque anni fa quando lui le aveva salvato il debutto al Sistina di Roma nella commedia 'Rinaldo in campo' con un'operazione ad un piede
di Maurizio Verdenelli
Lei, bellissima, ama cioccolato e jazz e, da cinque anni a questa parte anche (ohibò!) un sarnanese di fama che vive e lavora a Perugia. Citta che è pure la “capitale” di Umbriajazz, in estate e di Eurochocolate ad ottobre. Per questo lei fa la spola tra Spoleto, dove abita nonostante sia napoletana verace, e Roma dove per lo più lavora. Già perché lei è una delle più brave attrici italiane. E qualche settimana addietro ha deciso di compiere il gran…passo presentando suo marito al medico marchigiano di Sarnano, che un lustro fa l’aveva rimessa letteralmente in piedi dopo un problema ‘invalidante’ ad un piede. Naturalmente di un amore ‘interessato’ si tratta perché Serena Autieri, dell’incontro con il professor Auro Caraffa, primario ortopedico, ha fatto da allora ‘tesoro’ non solo di schietta amicizia, ma di profonda stima. E quando Enrico Griselli, giovane impresario teatrale di Spoleto, suo marito (la coppia ha una bambina, Giulia) è caduto sciando sulle nevi di Cortina e si è fatto malissimo, Serena non ci ha pensato su due volte. Com’era successo a novembre a Natasha Stefanenko, al marito Luca Sabbioni (una coppia marchigiana doc) per la figlia Sasha che Caraffa ha ‘guarito’ ad un piede (leggi l’articolo). Questa volta il ‘mago’ marchigiano dell’Ortopedia si è esibito con Enrico Griselli nella parte anatomica che predilige e che l’ha reso famoso, dopo un Perugia-Milan, quando ‘salvò’ letteralmente nel corso di un intervento d’urgenza il prezioso arto un celebre giocatore di colore rossonero, gravemente infortunatosi al ‘Curi’ mezz’ora prima. Il ‘signor Autieri’ non ha fatto eccezione nella diagnosi clinica: rottura dei legamenti del ginocchio destro e di due menischi. “Serena che mi seguiva, ha subito capito che l’infortunio era grave; ha sollecitato i soccorsi e una volta tornati in albergo il nostro primo pensiero è stato quello di contattare il prof. Caraffa (peraltro impresa quasi impossibile per gli amici ma non per i pazienti ndr). Già la sua voce, tranquilla, ‘familiare’, mi ha rincuorato, ed ora eccomi qui in Ospedale a Perugia, impaziente di riprendere la mia attività”. Caraffa, direttore della struttura complessa di Ortopedia di Perugia che lo ha operato ieri mattina, lo ha invitato nel decorso post operatorio ad un minimo di prudenza tra i lampeggiare dei fotografi, e le coccole di Serena: “Tra 40 giorni potrai riprendere l’attività sportiva ma per questa stagione di tornare a sciare non se ne parla”. Per fortuna che Griselli non è uno sportivo professionista, la grande platea dei pazienti del clinico marchigiano e del suo ‘maestro di alcuni anni fa: il prof. Giuliano Cerulli. Un binomio al vertice della specialità in Italia che ha prodotto ‘allievi’ di grande valore, così come il dottor Claudio Fiacca, già bracico destro di Caraffa, ora direttore del reparto di Ortopedia a Civitanova, uno dei ‘fiori all’occhiello’ dell’ospedale con pazienti sull’intera fascia del medio Adriatico. Risale al 2010 il rapporto di grande amicizia, rafforzatosi nel tempo, tra l’Autieri e Caraffa. L’attrice s’era infortunata ad un piede proprio quando mancava poco più di un mese al suo debutto al Teatro Sistina di Roma, diretta allora dal compianto ‘matelicese’ Tommaso Paolucci (marito dell’attuale assessore regionale Paola Giorgi) nel celebre spettacolo musicale ‘Rinaldo in Campo’ che pure nel nome del primo protagonista, Domenico Modugno, apriva le rappresentazioni del 150 anniversario dell’Unità di Italia. “Ero molto preoccupata di non farcela, stavo per arrendermi anche se sono una tenace di natura- ricorda l’attrice con Mario Mariano, capo ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera-. Fu un amico di Enrico che lavorava a Londra a consigliarci il prof. Caraffa. Il resto lo fece una consultazione su internet ed i risultati conseguiti da lui e dalla sua equipe e certificati dal Ministero della Salute. Non solo riuscì ad arrivare in grande forma allo spettacolo, ma quell’ incontro ci ha permesso di conoscere un professionista di grande spessore non solo professionale ma anche umano”. Auro, marchigiano timido si schernisce, si fa quasi ‘rosso’, agli elogi ancora non riesce ad abituarsi: “ La modestia è una sua alleata , cosi come la disponibilità – sottolinea Griselli-. Mio padre è medico di medicina generale a Spoleto, e posso dirlo a ragione veduta”. E Serena: “Sono felice. Amo così tanto l’Umbria e quest’estate sarò presente al festival del jazz e poi in autunno alla festa del Ciccolato. Potete contarci. Professore deve essere nostro ospite, assolutamente!”. Come si fa a resistere a Serena che con il marito ha pensato ad un grazie particolare: “Un progetto a favore dell’Ospedale di Perugia, per dare testimonianza della buona sanità. trattamento ricevuto è lo stesso che abbiamo visto prestato a chiunque ricorra all’assistenza della clinica ortopedica”. Anche se non si chiamano Natasha, Sasha, Luca o Enrico. “E chi altri, professore..?”. “Ce ne sono, ce ne sono, ma per me sono uguali agli altri: garantito…” dice Caraffa. Basta chiederlo a Sarnano e dintorni dove lui, figlio devotissimo, ogni settimana torna per far visita alla madre e pure ai suoi tanti amici-pazienti che fanno la fila ‘per essere visti da Auro’.

DEBBO RICONOSCERE CHE QUELLO CHE SI DICE NELL’ARTICOLO E’ VERO, UN GRANDE PROFESSIONISTA MA ANCHE UN GRANDE UOMO CHE NON DIMENTICA MAI LE SUE ORIGINI. BRAVO PROF.