Troppa burocrazia per pescare,
protestano i produttori ittici
CIVITANOVA - Questa mattina manifestazione davanti alla Capitaneria di Ancona: lamentano che nuove norme hanno duplicato le procedure per la tracciabilità del prodotto
Un centinaio di produttori ittici della Regione, di cui una larga parte di civitanovesi afferenti alla cooperativa Casa del pescatore e all’associazione civitanovese produttori ittici hanno manifestato questa mattina di fronte alla Capitaneria di Porto di Ancona prima di essere ricevuti dal comandante della direzione marittima di Ancona, il contrammiraglio Francesco Saverio Ferrara. Una manifestazione che era stata annunciata e che è servita per fare il punto su una serie di criticità che l’Unione europea infligge ai pescatori e piccoli produttori italiani. La delegazione ha deciso di incontrare il comandante quale autorità regionale che si farà portavoce presso il ministero delle istanze della categoria. Al centro della protesta infatti c’è la burocratizzazione delle pratiche legate alla tracciabilità del prodotto che costringerebbero tutti i pescatori ad uno sforzo ulteriore in termini di costi e di “carte e procedure” per certificare il pescato, cosa che non avviene invece per il pesce d’importazione. “Le marinerie hanno sempre avuto a cuore la sicurezza e l’informazione verso i consumatori – dicono gli associati – ma alcune nuove normative appaiono solo come un’inutile duplicazione di doveri”. In particolare il riferimento è all’obbligo della suddivisione in partite: ovvero la suddivisione del prodotto già sulla barca per specie, zona di provenienza, peschereggio o gruppo di pescherecci. “I dati racchiusi nella partita e che tutelano la tracciabilità del prodotto sono garantiti dai documenti di trasporto, ripetere questa procedura con etichetta o codice a barra comporta un sacrificio agli operatori tutti.
(l. b.)