Ecomafia al Cosmari, Sparvoli:
“Vittima di clamoroso equivoco”

TOLENTINO - L'ex presidente è imputato al tribunale di Macerata. "Infamante dire che ho avuto un ingiusto profitto, ho svolto gratis il mio ruolo". E sulla mancata rielezione "Deluso da Fiordomo, Carancini ha voluto mettere a tutti i costi un suo candidato"

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Daniele Sparvoli, ex presidente del Cosmari

di Marco Ricci

Sulla vicenda del processo per ecomafia che è in corso al tribunale di Macerata, interviene uno degli imputati, l’ex presidente del Cosmari Daniele Sparvoli in una intervista.

Sparvoli, la sua esperienza alla guida del Cosmari si è conclusa con un rinvio a giudizio per reati pesanti. Ma lei si ritiene un ecomafioso?

Me lo sto chiedendo anch’io, ma francamente non mi ci rivedo in quelle vesti. Il problema è che diventa difficile guardare in faccia le persone e far capire che sono vittima di un clamoroso equivoco e che oltre a non essere mafioso non ho tratto profitto da alcunché. Oltretutto i tempi della giustizia sono quelli che sono e c’è il rischio di aspettare anni per vedersi assolti. Chiederò agli organi competenti di fare in fretta, ho fiducia nei giudici ma la situazione è talmente assurda che vorrei si chiudesse quanto prima, anche se chi mi conosce riconosce la mia integrità intellettuale e morale. La cosa certa per ora, e fa effetto, sono stati in pochi a chiamarmi per testimoniare solidarietà.

Perché parla di situazione assurda, cosa è successo?

E’ successo che al giorno d’oggi fare l’amministratore pubblico ti sottopone a rischi incalcolabili, in Italia la piaga della corruzione è dilagante ed alla fine, anche se temporaneamente, nelle accuse possono essere coinvolti anche gli onesti ed i volenterosi. Premesso che i rifiuti trattati e smaltiti erano e sono esclusivamente quelli generati dai 325mila abitanti della nostra provincia, il calcolo delle quantità annuali lavorate dal Cosmari è stato clamorosamente fallito dal consulente della procura e quindi non è vero che sono stati superati i limiti consentiti dalle autorizzazioni.

L'ingresso del Cosmari

L’ingresso del Cosmari

E perché si parla di ecomafia?

Perché quando si parla di rifiuti entrano in gioco articoli di legge utilizzati per colpire giustamente e pesantemente attività malavitose svolte da privati, in particolare nel sud del nostro Paese. Cosa ben diversa dalle attività assolutamente lecite svolte da un consorzio i cui proprietari sono i cittadini fruitori del servizio erogato.

La procura però parla anche di rifiuti pericolosi e la questione, giustamente, preoccupa i cittadini.

Ma via, erano e sono i rifiuti che provengono dalle nostre abitazioni. Se poi qualche cittadino negligente o qualche laboratorio artigianale, mette nei sacchetti materiali non classificabili come rifiuto urbano, e ciò può accadere, i sistemi di controllo dell’impianto consortile sono in grado di separarli. L’indagine riguarda i tre anni in cui ero vicepresidente quando non avevo la rappresentanza legale del Cosmari, non firmavo documenti ed il mio ruolo era lo stesso degli altri 7 consiglieri di amministrazione i quali, giustamente, non sono stati chiamati in causa. Della circostanza si è accorto anche il Gup, lasciando però che sia il collegio giudicante a chiarire definitivamente la questione.

L’accusa sostiene che avreste realizzato un indubbio profitto.

Si è vero, ma se ci fosse mai stato un presunto arricchimento, quello avrebbe riguardato il consorzio e quindi tutti i cittadini, non me che prestavo oltretutto gratuitamente la mia opera e che non avrei avuto neppure bonus o obiettivi da raggiungere. Se non c’è stato però il reato, come sosterranno gli avvocati, non c’è stato neanche l’ingiusto profitto. Il guaio è che l’opinione pubblica è stata invece investita da questo spiacevole equivoco, cioè hanno percepito che Sparvoli, il presidente di allora Fabio Eusebi ed il direttore Giuseppe Giampaoli hanno operato per trarne un “personale profitto”. Questa è infamante e travolgente. Inoltre, lo ripeto, è noto a tutti che sono l’unico presidente del Cosmari che non ha percepito compensi nonostante tutte le responsabilità che mi sono assunto. E ora mi accusano di ecomafia.

Qual è il suo giudizio sulla sua esperienza di presidente del Cosmari?

Più oneri che onori. Per tre anni ho dedicato metà del mio tempo al Cosmari, sottraendolo alla famiglia ed in parte anche alle mie attività imprenditoriali. Il bilancio è entusiasmante per i palesi risultati ottenuti ma pessimo per i rischi corsi ed i risvolti giudiziari sopportati. Oggi al Cosmari le tensioni con i cittadini si sono molto ridotte, grazie anche al processo di riqualificazione e riorganizzazione che ho attuato da presidente, ma c’è da dire che in qualità di legale rappresentante del consorzio sono stato in quel periodo il cittadino più denunciato della Provincia.

Lei si è dimesso ma, dopo una sua quasi certa riconferma, è successo qualcosa e i sindaci Pd non l’hanno più appoggiata. Come è andata?

E’ andata che per giochi di potere e di campanile, alcuni sindaci hanno cambiato opinione su di me nel giro di pochissimo tempo, questo per appoggiare i loro rappresentanti in Cda ed esercitare il loro potere. Il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo è stato davvero una delusione. Voleva inserire un suo nome nel consiglio e l’ha buttata sul tema della rottamazione quando in realtà si trattava solo di esercitare il proprio potere, cosa che con me non gli riusciva molto facilmente. E poi, tu che sei sindaco da sei anni, vuoi rottamare me che sono presidente da tre? Di Carancini, che ha voluto a tutti i costi mettere alla presidenza un suo candidato dicendomi allo stesso tempo che ero stato uno dei migliori presidenti del consorzio, dico che dal punto di vista umano è affettuoso e sincero. Però come ho affermato in un’altra occasione mi piaceva di più da calciatore.

Senza Cosmari oggi conduce quindi una vita più serena?

Sarà definitivamente serena quando saremo arrivati in fondo a questa traversia giudiziaria.


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