Crisi Mercatone Uno,
si va verso lo sciopero
Civitanova valuta se aderire

CRISI - Per il punto vendita locale si potrebbe decidere solo ad uno stop parziale, per il 1 aprile, ridotto nell'orarioe nel personale. Domani, 26 marzo, la decisione dei sindacati dopo un incontro con i dipendenti. La società: «Non possono essere messi in dubbio l'impegno e la determinazione che proprietà e management hanno messo nelle iniziative volte a rilanciare il gruppo

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di Laura Boccanera

Stato di agitazione a livello nazionale per i dipendenti del Mercatone Business. In tutto lo stivale, da nord a sud, i sindacati hanno proclamato lo sciopero generale indetto per il 1 aprile. Sono 4mila i dipendenti che dovrebbero incrociare le braccia per l’intero turno di mercoledì prossimo. Al centro della protesta delle cifre sindacali la riorganizzazione che prevede il sacrificio di metà dei punti vendita (leggi l’articolo) e l’assenza di azioni concrete per scongiurare il pericolo della perdita di posti di lavoro. Ma se in particolare in Sicilia e nel nord est la protesta è particolarmente vivace, il punto vendita di Civitanova sta decidendo se aderire allo sciopero. Una riunione con i dipendenti è stata convocata proprio per oggi pomeriggio per capire come ci si muoverà. Il punto vendita civitanovese infatti rappresenta un’eccezione dal momento che solo il 50% dei lavoratori sono dipendenti, mentre l’altra metà è associata in partecipazione. Si potrebbe decidere quindi solo ad uno stop parziale, magari ridotto nell’orario o non di tutto il personale. Solo domani si saprà cosa è stato deciso. Dai vertici dell’azienda intanto la decisione dello sciopero non è stata presa bene. L’Azienda, pur rispettando la decisione di indire lo sciopero in una nota sottolinea come le «Ragioni indicate dai sindacati e poste alla base dell’iniziativa stessa non corrispondano alla realtà dei fatti, al punto da apparire strumentali. Non possono, infatti, essere messi in dubbio l’impegno e la determinazione che la proprietà e il management, sia in passato che oggi, hanno sempre messo nelle iniziative volte a tentare di rilanciare il gruppo» – scrivono dal gruppo aggiungendo che – «le trattative con i potenziali investitori sono in una fase molto delicata, nella quale è essenziale garantire l’equilibrio per arrivare ad una soluzione positiva della procedura in corso».


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