Ginecologia in bilico, i pazienti:
“Medici e infermiere
la rendono un’eccellenza”

SAN SEVERINO - Pamela Basilici, ringrazia il reparto dopo un intervento. Il destino dell'unità è ancora appeso a un filo. Sempre più vicino il trasferimento a Macerata
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Ospedale San Severino

L’ospedale di San Severino

«Troppo spesso ci lamentiamo delle cose che non vanno bene, quando le cose invece funzionano è giusto dirlo». Un’operazione delicata andata a buon fine, un reparto gestito con cura e dedizione, personale che svolge il proprio lavoro facendo sentire un paziente come in un hotel a cinque stelle. Pamela Basilici, 41 anni di Pievebovigliana, testimonia tutto questo, dopo aver subito nei giorni scorsi un delicato intervento ginecologico nell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino. Una lettera piena di gratitudine in cui la donna si rivolge a dottori, ostetriche, infermiere e operatici che hanno reso il suo ricovero nel reparto di ginecologia degno di una sanità di alto livello. Lo stesso reparto che a settembre 2013 fu messo in discussione perché il punto nascite non arrivava alla soglia prevista dal decreto Balduzzi. Il reparto da sempre efficiente fu provvisoriamente salvato dopo una mobilitazione anche da parte del sindaco Cesare Martini (leggi l’articolo). Ginecologia resta però in bilico. Per il momento il reparto rimarrà a San Severino ma le voci su un possibile trasferimento a Macerata si fanno sempre più fitte lasciando le preoccupazioni su un reparto che allo stato attuale funziona bene.

Il reparto di Ostetricia all'ospedale di San Severino

Il reparto di Ostetricia all’ospedale di San Severino

«Nei giorni scorsi sono stata ricoverata nel reparto ginecologia dell’ospedale Eustachio di San Severino – scrive Basilici – dove ho subìto un delicato intervento che mi preoccupava molto. Sono a casa ora e non posso non pensare con grande affetto a tutte le persone che lavorano in questo reparto che mi sono state vicine e mi hanno fatto sentire a casa. Oltre ai dottori che non hanno mai mancato di una parola rassicurante e un dolce buffetto sulla guancia durante le numerose visite di controllo, vorrei ringraziare col cuore tutte le infermiere e le inservienti del reparto che si sono prese cura di me e che ho visto lavorare con passione e dedizione. Piccole accortezze che possono sembrare futili ma che aiutano a stare meglio e che contribuiscono a fare di un reparto un’eccellenza. Le saluto tutte, non conosco i nomi ma le porterò sempre nel cuore: la signora che mi chiamava “ragazza”, l’infermiera con l’orologio di legno, quella con l’ombretto rosa, la signora che si preoccupava ogni giorno della mia alimentazione e le inservienti che hanno sempre lustrato la mia stanza, meglio di un hotel 5 stelle, tutte. Ancora un grazie. Pamela della camera 14».

(Cla. Ri.)



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