Piccola Kenza, il dolore della mamma:
“Guardo i vestitini comprati per lei,
ora tutto è volato via”
DRAMMA IN OSPEDALE - Heifa Fredj non si dà pace per la morte della figlia neonata: "Non accuso nessuno, ma voglio giustizia. Non deve capitare ad altri ciò che è successo a me. L'ho tenuta con me un giorno e mezzo e poi è andata via". La procura ha aperto un'indagine sulla vicenda dopo che la famiglia della piccola Kenza ha presentato un esposto. Lunedì sarà svolta l'autopsia
di Gianluca Ginella e Laura Boccanera
Kenza significa tesoro, mamma Heifa e papà Aymen la loro figlioletta, quel loro tesoro, l’hanno potuta tenere fra le braccia un giorno e mezzo, poi e morta, al momento senza un perché. Lo dirà l’autopsia, fissata per lunedì, e disposta dalla procura di Macerata che ha aperto un fascicolo sulla vicenda della neonata morta mercoledì sera all’ospedale di Civitanova.
Il procedimento è stato avviato in seguito all’esposto presentato dal legale della coppia, l’avvocato Vanni Vecchioli. Ma prima degli accertamenti, e ben oltre, c’è il dolore di due genitori. «Non accuso nessuno, voglio sapere solamente quello che è successo – dice Heifa Fredj, la mamma di Kenza Chatmen, tunisina di 27 anni –. Voglio giustizia perché stavolta è successo a me e non voglio che nessuno provi il dolore che ho sentito io. Non voglio che succeda a qualcun altro, dopo 9 mesi di attesa, dopo il dolore che ho sentito per una bambina innocente. Ero contenta per quel giorno e mezzo, e tutto è cambiato adesso». Trattiene a forza le lacrime pensando alla sua bambina: «L’aspettavano tutti in famiglia. Adesso guardo le scarpine e i vestitini che ho comprato per lei e niente, tutto è volato via. L’ho tenuta per un giorno e mezzo e poi è andata via. Cerco di essere forte, mi dicono di non piangere» continua Heifa. Lei è una ragazza venuta in Italia a 11 mesi, per un periodo era ritornata in Tunisia e nel 2000 è rientrata nel nostro Paese dove ha frequentato l’istituto Alberghiero. Oggi vive con il marito Aymen Chatmen, 29 anni, anche lui tunisino, a Porto Recanati (la coppia ha anche un bimbo di 7 anni). La loro secondogenita, Kenza, è venuta al mondo alle 4,23 di martedì mattina. Alle 20,45 di mercoledì i medici dell’ospedale di Civitanova l’hanno dichiarata morta.
«Ho partorito normalmente, i medici hanno visitato la bambina e hanno detto che aveva un soffio al cuore – dice Heifa, mostrando una grande forza nel ricostruire quando accaduto tra martedì e mercoledì –, ma è una cosa normale, perché 4 su 5 bambini nascono con un soffio al cuore». La bambina stava bene, poi il giorno seguente – così come ha denunciato la famiglia nell’esposto presentato in procura questa mattina – nel corso del controllo di routine il medico ha notato che il petto del neonato era gonfio e così ha detto che il giorno successivo (ossia ieri) sarebbe stato eseguito un elettrocardiogramma prima di dimetterla. Intorno alle 18,30 di mercoledì però la piccola ha iniziato a diminuire i movimenti, «sentivo che respirava un po’ male, l’ho presa per allattarla e non voleva, ho visto che la sua faccina ha cambiato colore, è diventata paonazza – racconta Heifa –. Sono uscita con mia madre e mio marito, abbiamo trovato una infermiera, che poi ha chiamato tutti. L’hanno presa in cura i medici, erano tantissimi, 10-15, andavano avanti e indietro. Dopo un medico ci ha chiamato in una stanzetta e ci ha detto che le stavano facendo un massaggio al cuore. Passati nemmeno dieci minuti è tornato e ci ha detto che non ce l’aveva fatta. Io credo che avrebbero dovuto fare l’elettrocardiogramma prima, non aspettare fino a giovedì». La procura (pm Stefania Ciccioli), dopo l’esposto presentato dall’avvocato Vecchioli su mandato dei genitori di Kenza (che ha chiesto anche il sequestro di tutte le cartelle cliniche dell’ospedale), ha aperto un fascicolo contro ignoti e disposto l’autopsia affidando l’incarico al medico legale Marco Valsecchi dell’università Politecnica delle Marche. L’accertamento sarà svolto lunedì alle 8,30. All’ospedale di Civitanova ipotizzano che forse la causa della morte sia stato un rigurgito, anche se di solito cose simili avvengono quando il neonato ha due o tre mesi di vita. Ma si tratta di una mera ipotesi, nulla può essere escluso al momento. I medici del reparto di Ostetricia sono sotto choc per la morte della neonata, una vicenda che li ha sconvolti anche perché secondo quanto dicono dall’ospedale dopo il parto non c’era stato nessun problema. Eppure Kenza non c’è più, è volata via – come dice la sua giovane mamma – dopo essere stata al mondo per 40 ore e 22 minuti. Solo l’autopsia potrà dire perché per così poco tempo.



povera bimba!!
Questo è un dramma enorme. Capisco che adesso le polemiche dovrebbero stare a zero, tuttavia non posso far a meno di dire che le risorse della sanità dovrebbe essere spese per strutturare al meglio gli ospedali e questo risparmiando il denaro che attualmente viene speso per tanti piccoli ospedali (che servono a mantenere il posto ai vari operatori).
R.i.p.
R.i.p.