Squillo in villeggiatura,
in 40 finiscono in manette
Il figlio del boss viveva a Macerata

OPERAZIONE - I carabinieri di Pavia hanno dato esecuzione agli ordini di custodia cautelare spiccati dalla procura della città lombarda. Romeni, albanesi e italiani sono finiti in manette, accusati di aver costretto una 70ina di ragazze a vendere il loro corpo in località balnerari per contrastare i mancati incassi dovuti all'esodo estivo. Nel capoluogo è stato catturato Rambo Qafa, suo padre era a capo del presunto sodalizio
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prostitutedi Gianluca Ginella

Ragazze che venivano comprate per 2 o 3mila euro, portate in Italia e costrette a prostituirsi e in estate mandate in villeggiatura per guadagnare nonostante l’esodo estivo. 40 le misure cautelari che sono state eseguite dall’alba di oggi nell’ambito di una indagine condotta dai carabinieri di Pavia e Vigevano e coordinate dalla procura pavese per smantellare una presunta associazione per delinquere finalizzata al reclutamento, all’agevolazione, all’induzione, al favoreggiamento anche a mezzo di pubblicità, nonché allo sfruttamento della prostituzione e di cui facevano parte, a vario titolo, romeni, albanesi e italiani. Arresti sono avvenuti in diverse località: in Italia ad Asti e a Macerata, e poi in Romania, Belgio, Germania e Albania. A Macerata viveva, ormai da qualche mese, appoggiato da dei parenti, il figlio del presunto boss dell’organizzazione, Rambo Qafa, 20 anni. Il giovane, secondo le indagini degli investigatori lombardi, gestiva un giro di prostituzione a Vigevano ma aveva deciso di spostare la sua base logistica a Macerata. Al giovane viene contestato di essere uno de componenti dell’associazione per delinquere e gli viene contestata anche l’aggravante della transnazionalità del reato. Il 20enne è ritenuto il braccio operativo del padre, Albert Qafa (considerato un personaggio di spicco della malavita albanese e finito in manette anche lui oggi, in Albania). Alcune delle ragazze, una 70ina quelle che erano state coinvolte nel giro della prostituzione, venivano comprate in Germania per 2-3mila euro. Denaro che poi erano le stesse ragazze che dovevano restituire all’organizzazione che le faceva prostituire a Milano e nell’hinterland milanese. Alcune in strada, altre in appartamento, altre venivano messe nei night. D’estate, poi ,venivano mandate in alcune delle località balneari più frequentate: Sanremo, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Rimini e anche Civitanova. Le ragazze venivano mandate lì per continuare a guadagnare bene quando le città si svuotavano per via dell’esodo estivo. Ad ognuna il presunto sodalizio chiedeva 250 euro al giorno per l’affitto della casa o per la piazzola dove venivano fatte prostituire. Del sodalizio facevano parte romeni, albanesi e italiani. Rambo Qafa, che ora si trova in carcere, nel 2012 era stato vittima di un agguato a colpi di kalashnikov insieme al padre, in Albania, nella città di Elbasan. Il padre si era salvato per miracolo, il figlio era rimasto ferito alla schiena e da allora ha delle difficoltà motorie.

(Servizio aggiornato alle 17,40)



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