Emergenza idrica,
il caso finisce in procura
Presentato un esposto

CIVITANOVA - Amedeo Regini, di Sel e associazione Cittaverde, e Mirco Ciavattini, ex Pd, chiedono di verificare se quanto successo poteva essere evitato dall'acquedotto e se il Comune sia stato avvisato immediatamente. Un cittadino scrive al prefetto per contestare l'efficacia della comunicazione
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L'autobotte per l'emergenza idrica a Civitanova

L’autobotte per l’emergenza idrica a Civitanova

di Laura Boccanera

L’emergenza idrica di Civitanova finisce in procura e dal prefetto. Presentati un esposto nel quale si chiede di verificare se quanto successo poteva essere evitato dall’acquedotto e se il Comune sia stato avvisato immediatamente e una lettera. Il primo è stato fatto da Amedeo Regini, di Sel e associazione Cittaverde, e Mirco Ciavattini, ex Pd. La lettera è opera di un cittadino, Virgilio Lattanzi, indirizzata anche al Comune e con la quale si contesta l’efficacia della comunicazione per avvertire la cittadinanza e quali sono i provvedimenti che verranno messi in atto per scongiurare il ripetersi di simili problemi.

Intanto è tempo anche di bilanci per il problema acqua che ha colpito la città giovedì con il perdurare del disagio alla popolazione fino a domenica (leggi l’articolo). L’emergenza ha visto l’utilizzo di quasi duecento metri cubi d’acqua con le autobotti, 102.924 bottiglie per un totale di 140.662 litri d’acqua distribuiti alla città, una media di quasi 4 litri a cittadino. Con i ritorno alla normalità, amministrazione comunale, Atac e volontari hanno tracciato una somma del lavoro effettuato negli ultimi giorni.

Al centro il sindaco assieme ai vertici dell'Atac e ai volontari che hanno partecipato all'emergenza idrica

Al centro il sindaco assieme ai vertici dell’Atac e ai volontari che hanno partecipato all’emergenza idrica

«Abbiamo ricevuto la prima segnalazione di torbidità dell’acqua alle 17,36 di giovedì – sintetizza Sergio Cognigni amministratore delegato Atac – Abbiamo avvisato il Tennacola (l’acquedotto) per l’individuazione del problema, individuato in un’esondazione del fiume Ete Morto in territorio di Sant’Elpidio a Mare, con allagamento di una porzione dell’area di pertinenza dell’impianto pozzi Chienti. Si è immediatamente chiuso il pozzo interessato dallo sversamento di acqua piovana. Da quel momento si è attivato il protocollo per le emergenze. Abbiamo avvisato alle 18,20 sindaco, Prefettura, ospedali. La mattina successiva, prima dell’inizio delle lezioni, sono state informate le scuole. Ammettiamo una comunicazione deficitaria per quanto riguarda la fonica nella serata di giovedì, viste anche le pessime condizioni atmosferiche. Il passaggio di un’auto con gli altoparlanti è comunque un metodo superato e ragioneremo per attivare una modalità più efficace ed immediata di avviso della popolazione, a mezzo telefono o mail. Lunedì le auto che hanno girato in tutti i quartieri per avvisare dell’emergenza cessata sono state quattro con nuove trombe per una migliore amplificazione. Questo lavoro si è effettuato grazie ad un’intera squadra che ha funzionato». Il sindaco Tommaso Claudio Corvatta questa mattina ha voluto  ringraziare «Tutti quelli che si sono messi a disposizione per affrontare questo momento di criticità. Sicuramente sono emersi aspetti da ottimizzare, ma complessivamente la crisi è stata gestita positivamente. Ma grazie soprattutto ai cittadini civitanovesi, che nella stragrande maggioranza sono stati responsabili, ordinati e razionali ed hanno consentito di limitare il disagio».

I NUMERI: l’emergenza idrica ha visto operative per la distribuzione di acqua 6 cisterne, 5 autobotti, una delle quali dedicata all’ospedale di zona, 6 punti di distribuzione di acqua in bottiglie o confezioni. Sono stati distribuiti tramite autobotti 195 metri cubi d’acqua alla cittadinanza, 70 per i servizi ospedalieri, 80 per la clinica Villa dei Pini. Sono state distribuite 102.924 bottiglie d’acqua e mille sacchetti preconfezionati, per un totale di 140.662 litri. Per quanto riguarda la pulizia, sono stati spurgati 1 cisterna da 200 metri cubi, e 7 serbatoi, 5 da 100 metri cubi, 1 da 150, 1 da 128, 200 chilometri di rete di distribuzione, 75 punti di scarico, per un totale di 7.500 metri cubi di acqua utilizzati per la pulizia. Dall’emissione alla revoca dell’ordinanza di emergenza idrica sono stati impiegati 3 operatori alla stazione di sollevamento dell’acquedotto, 10 per la manutenzione della rete, 5 tecnici, 16 unità logistiche di supporto, 6 operatori di Protezione civile, 6 del Comune, 6 delle associazioni militari in congedo. Ancora da effettuare una stima dei costi sostenuti: «Ragioneremo insieme al Tennacola – continua il presidente Atac Francesco Mantella – non dobbiamo puntare il dito contro nessuno, perché si è trattato di una situazione imponderabile e di un evento eccezionale. Con il consorzio del Tennacola c’è un rapporto di ottima collaborazione che si è confermato anche in questa situazione di difficoltà. Abbiamo avuto a disposizione un grande gruppo al lavoro ed una cittadinanza che è stata comprensiva e collaborativa». Presenti all’incontro anche i referenti del volontariato, Aurelio Del Medico, coordinatore della Protezione civile, e Roberto Ciccola per i carabinieri in congedo, Bersaglieri ed Unuci. Sono stati loro a collaborare alla distribuzione idrica e nel presidio dei punti di erogazione, da 14 a 17, attivati da venerdì 6 marzo in poi.

 

(foto Ciro Lazzarini)



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