Picenum Seraphicum,
come rinascere a cento anni
La storica rivista marchigiana di studi francescani, fondata nel 1915 a Treia, si apre al digitale ed entra nel catalogo dell’EUM, la casa editrice dell’Università
di Alessandro Feliziani
Anni fa l’editore del Times si dichiarò convinto che il suo giornale nel 2013 avrebbe stampato l’ultima copia. Gli fecero eco alcuni ricercatori della Columbia University, profetizzando per il 2014 la fine dell’edizione cartacea del New York Times, il più celebre quotidiano al mondo. Quei tristi presagi diedero lo spunto a Vittorio Sabadin, che quale vicedirettore de La Stampa viveva in quel tempo sulla propria pelle i primi concreti sintomi delle difficoltà attraversate dai giornali tradizionali, per scrivere il best seller “L’ultima copia del New York Times, il futuro dei giornali di carta”. Fortunatamente i “profeti” anglosassoni sono stati smentiti nei fatti e i giornali che hanno saputo adeguarsi alle nuove tecnologie e alla mutata domanda d’informazione continuano ancora oggi a vivere, compensando il rilevante calo di copie in edicola con le edizioni online. Lo aveva previsto, e a ragione, lo stesso Sabadin già nel primo capitolo del suo libro dove, con quel motto, “Cambiare o morire”, incitava il sistema editoriale a cercare di re-inventarsi, trasformarsi e puntare con tutti i mezzi ad una rinascita. Proprio quello che ha fatto in questi mesi una rivista marchigiana giunta a compiere quest’anno il secolo di vita, “Picenum Seraphicum”, che dopo alterne vicende rinasce a nuova vita grazie all’Università di Macerata e alla casa editrice dell’ateneo, la EUM. Con la ripresa delle pubblicazioni, la rivista può d’ora in poi essere consultata online con il sistema “open access” e, pertanto, è diventata liberamente accessibile al pubblico. Una vera e propria “rivoluzione” per una rivista che, occupandosi di studi storici e francescani, è stata per un secolo una pubblicazione di nicchia, con una tiratura limitata agli abbonanti e consultabile quasi esclusivamente nelle biblioteche dei conventi dell’Ordine francescano. Ora, grazie al web, può essere letta da tutti e gratuitamente, mentre chi è affezionato alla versione cartacea può continuare ad avvalersene, ordinando le copie alla casa editrice. «È questa la vera sfida – ha detto Marisa Borraccini, presidente dell’EUM, in occasione della presentazione del primo numero ‘carta+web’ di Picenum Seraphicum –. Una sfida non nuova per la casa editrice universitaria che ha già iniziato a pubblicare online altre riviste. Accompagnare alcune edizioni cartacee delle pubblicazioni periodiche in catalogo con le versioni digitali significa prima di tutto ridurre i costi. Inoltre il sistema ‘open access’ consente di accrescere la funzione culturale dell’EUM, nello spirito – ha ricordato la professoressa Borraccini – del motto ‘l’umanesimo che innova’, adottato dall’ateneo maceratese». Dopo un secolo di storia, “Picenum Seraphicum”, da sempre proprietà della Provincia Picena dei Frati Minori delle Marche, inizia così a vivere la sua quarta fase storica. Fondata nel 1915 da padre Ciro Ortolani, che fissò la redazione nel convento dei Frati Minori di Treia, la rivista fu in ordine di tempo – come ha ricordato padre Fortunato Iozzelli – il nono periodico di storia e cultura francescana sorto in Europa. Uscì regolarmente per tutto il periodo della prima Guerra mondiale, sospendendo le pubblicazioni con il quinto numero del 1919. Dopo mezzo secolo, nel 1969 a riprenderne le pubblicazioni fu il sarnanese padre Giacinto Pagnani (a lui è dedicato il nuovo numero) il quale portò avanti la direzione della rivista fino al 1987. Ancora una pausa di quasi un decennio, poi alla fine degli anni Novanta la pubblicazione ha avuto una terza ‘stagione’ per iniziativa di padre Bernardino Pulcinelli, con redazione a Falconara Marittima. Il secondo secolo di vita di Picenum Seraphicum inizia a Macerata, dove negli ultimi anni la rivista ha stretto una collaborazione sempre più forte con l’università. Inizialmente con il dipartimento di scienze storiche e in seguito con quello di studi umanistici. Direttore responsabile è l’attuale ministro provinciale dei Frati Minori, padre Ferdinando Campana, mentre direttore scientifico è Roberto Lambertini, già collaboratore della rivista e attualmente docente di storia medioevale nell’ateneo maceratese. La redazione, composta da studiosi dell’Ordine francescano e ricercatori universitari, ha sede a Palazzo Ugolini. All’edizione online collabora il centro informatico dello stesso ateneo, diretto da Pierluigi Feliciati. In questo primo numero, che si può acquistare nella versione cartacea presso la casa editrice, in via Carducci, o leggere gratuitamente on line dalla pagina web eum.unimc.it , sono presenti articoli di Cécile Lanéry, Francesco Pirani, Francesca Bartolacci, Maela Carletti, Monica Bocchetta, Laura Venanzi. Grazie alla rete internet e all’EUM, Picenum Seraphicum esce dai confini delle Marche e d’Italia, e per conquistare nuovi lettori stranieri propone gli abstract di tutti gli articoli anche in lingua inglese.

Bellissima iniziativa e complimenti alla prof.ssa Borraccini…