La provincia celebra
la Giornata del Ricordo
“I fantasmi possono rinascere”
MACERATA - Seguitissimo l'intervento di Marco Moroni, docente dell'Università politecnica delle Marche

Un momento dell’iniziativa
Nota della Provincia di Macerata:
“I fantasmi possono rinascere”. Così chiude il suo intervento il professor Marco Moroni, dell’Università Politecnica delle Marche, terminando la relazione avente per oggetto: “Esodi e migrazioni forzate nell’Europa del Novecento” cui hanno assistito le autorità di Governo (prefetto e questore), militari e civili in occasione della celebrazione della Giornata del Ricordo voluta dall’amministrazione provinciale.
Presenti, nella sala Giovannetti di Palazzo Studi, anche una folta rappresentanza studentesca consistente in circa sessanta liceali di classe quarta che hanno seguito con grande attenzione tutti gli interventi succedutisi.
Ha introdotto i lavori il presidente del Consiglio provinciale Paolo Cartechini, che oltre a portare il saluto del presidente Pettinari, assente perché impegnato in altri compiti istituzionali, ha sottolineato l’importanza di tutelare e riconoscere le minoranze e l’uguaglianza nelle differenze; una vera sfida per essere cittadini dell’Europa unita. Successivamente l’intervento del sindaco di Macerata Romano Carancini, che ha esortato tutti a non rimuovere il ricordo degli eventi storici, della d
irettrice dell’Isrec di Macerata Annalisa Cegna che ha insistito sulla complessità delle vicende legate alla ricorrenza ed del presidente dell’Anpi provinciale Lorenzo Marconi che ha messo in guardia dal confondere le situazioni storiche ed ha invitato tutti a non accontentarsi di una informazione epidermica e superficiale.
Il professor Moroni, seguitissimo dalla platea, attenta e disciplinata, ha spaziato sui diversi fenomeni storici che hanno portato a non rispettare le differenze; sovente fenomeni che si sono manifestati in vari stati per rafforzare il potere medesimo, eliminando ciò che si opponeva o che era d’intralcio.
Il messaggio consegnato agli studenti è stato chiaro, e cioè di non abbassare la guardia e di non pensare che gli orrori registrati nel secolo scorso possano essere considerati scomparsi per sempre: la storia testimonia, agevolmente, che possono ritornare.




