Acqua vietata a Castelraimondo
Il sindaco: “Misura cautelativa”
Dopo nove mesi oltrepassati di nuovo i livelli di guardia della potabilità, divieto temporaneo di bere dal rubinetto nel centro abitato e nella frazione di Stoppigliosi
di Monia Orazi
Divieto di bere acqua del rubinetto a Castelraimondo, in tutto il centro abitato e nella frazione di Stroppigliosi. Sono escluse Crispiero e Collina e tutte le frazioni di levante, così come Rustano, Castel Santa Maria e le altre di ponente, in cui l’acqua è perfettamente potabile. Questa mattina il sindaco Renzo Marinelli ha firmato l’ordinanza, pubblicata sul sito del Comune, mentre l’ufficio tecnico ha già provveduto al primo intervento sull’acquedotto, tramite clorazione, per riportare l’acqua ai parametri normali. Nuove analisi saranno eseguite già domani, per poter revocare al più presto l’ordinanza di divieto. «E’ stata emessa, a titolo cautelativo, una ordinanza di non potabilità per le zone abitate del capoluogo e della frazione Stroppigliosi – spiega il sindaco di Castelraimondo – la situazione è stata presa subito in carico ed è in via di risoluzione già in queste ore. E’ consentito, sino a nuovo avviso, l’utilizzo dell’acqua per tutti gli usi domestici (lavaggio, cottura, ecc.) mentre è vietato l’utilizzo potabile». Il servizio igiene e sanità pubblica dell’Asur Area Vasta 3 di Macerata ha comunicato soltanto sabato pomeriggio via fax, quando gli uffici comunali erano chiusi, gli esiti degli esami batteriologici eseguiti dall’Arpam. Le analisi sono state eseguite tramite due campioni prelevati lo scorso 11 febbraio, rispettivamente dalla fontana pubblica della frazione Stroppigliosi e dalla fontana dei Leoni di piazza della Repubblica davanti al palazzo comunale. Sabato pomeriggio gli uffici comunali sono chiusi ed il sindaco ha potuto firmare soltanto stamattina l’ordinanza, divulgata anche tramite avviso ai mezzi di stampa. Nella tarda mattinata il consigliere comunale Stelvio Calafiore ha predisposto anche l’avviso alla popolazione tramite filodiffusione, in modo da poter informare tutti. Gli esami batteriologici presentano “risultati sfavorevoli”, si legge nell’ordinanza, «pertanto si rende necessario vietare con decorrenza immediata I’utilizzo dell’acqua a scopo potabile, a tutela della salute della collettività, viste le norme in materia sanitaria». Il testo dell’ordinanza del sindaco è identico a quello del maggio 2014, quando con identico provvedimento fu vietato l’uso dell’acqua a scopi potabili nella sola frazione di Stroppigliosi. Nove mesi fa il problema era stato causato da un livello superiore alla legge di escherichia coli e coliformi, batteri che indicano una contaminazione di origine fecale nell’acquedotto, probabilmente per escrementi animali, senza gravi conseguenze per l’uomo. Perplessità sono state espresse da alcuni cittadini, anche tramite post su Facebook, per il ritardo con cui è stata avvisata la popolazione della non potabilità dell’acqua. «Il fax è arrivato nel pomeriggio quando il comune era chiuso e sono certo che non è stato dato un avviso telefonico al sindaco – ha affermato il consigliere comunale Stelvio Calafiore – appena l’ho saputo ho provveduto alla fonica, ogni mezz’ora parte il messaggio. Comunque l’ufficio tecnico mi ha assicurato che non c’è nessun problema per la popolazione, è stata solo una misura cautelativa, infatti l’acqua può essere utilizzata anche per lavare gli alimenti, ma non voglio entrare nel merito perchè non conosco bene la materia».

E’ tanto complicato comunicare quali zone del centro abitato sono servite da questo acquedotto? Perché allarmare tutto il paese quando l’acquedotto proveniente da Pioraco non sembra interessato da questo problema? Inoltre credo che il sindaco, quale responsabile della salute dei suoi cittadini, deve comunicare che tipo di inquinamento c’è. Non mi risulta l’abbia fatto. Come al solito l’approssimazione regna sovrana.