“Carnevale bon compagno, pozzi vinì tre vorde l’anno”

TRADIZIONE - Aneddoti sulla festa pagana nella Civitas Marie. Nel 1857 disse Massimo D'Azeglio: "A Macerata si sanno divertire più che in tutto il Piemonte riunito"
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Le sfrappe

Le sfrappe

di Mario Monachesi

Entra nel vivo il periodo leggero e spensierato del Carnevale. Si dice: “Carnevale bon compagno, pozzi vinì tre vorde l’anno”. Oltre ad una allegra e di questi tempi da non disprezzare spensieratezza, esso reca con sé anche i dolci tipici sia quelli di un tempo che non: scroccafusi, frittelle, fregnacce, sfrappe, chjacchjere o limoncini, castagnole, bomboloni o ciambelline, pesche e cicerchjate. Oggi non più, ma una volta quasi tutti fritti nello strutto. A Macerata, nell’ottocento il via a questa festa pagana veniva dato dalla nobile per ultima convolata a nozze, che percorreva mascherata il corso e altre vie principali in carrozza gettando ovunque confetti.
Nel susseguirsi degli anni molteplici sono state le associazioni che hanno pensato e organizzato questo appuntamento. È del 1809 la “Società del Casino” o “Casino dei nobili”, del 1860 quella “Drammatica musicale”, nel 1869 si costituisce la “Compagnia dei begli umori”, ai primi del ‘900 nasce la “Società carnevalesca Achille Boldrini”, a seguire quella del “Piccolo Carnevale”, la “Società dei quarantacinque”, la “Società della Foglia Verde”, la “Pro Carnevale”, la “Società Borghigiana”, la “Unione e Concordia”, la “Cavour” e la “Cittadina”.

Sfilata dei carri nell'ovale dei Giardini Diaz per il Carnevale Maceratese che domenica celebra la 25esima edizione

Sfilata dei carri nell’ovale dei Giardini Diaz per il Carnevale Maceratese che domenica celebra la 25esima edizione

Il Carnevale del 1583 data la tanta neve caduta (nevica per 5 giorni e 5 notti e ne venne giù così tanta che ci fu il bisogno e l’urgenza “de fa scarcá tutti li titti de Macerata”), è ricordato per il castello che con essa viene innalzato in piazza Mazzini dove giovani vestiti da turchi, asserragliati al suo interno, combattono contro altri vestiti da cristiani. La battaglia si svolge il 21 febbraio e lo spasso per là popolazione è enorme. Nel 1612 un altro eccezionale carnevale porta in città la “Giostra della Quintana” alla quale, in maschera, partecipano tutte le autorità cittadine del tempo. In quello del 1639 il maceratese Mario Galeotti, realizza al centro di piazza San Giovanni (piazza Vittorio Veneto) una fontana da cui fuoriesce vino e a cui tutti possono dissetarsi.
Durante tutto l ‘800 a carnevale sono tradizionali, la “Corsa dei Barberi”, cavalli di barberia, che si svolge lungo “lo stradone di Porta Romana” (attuale corso Cavour); la tombola estratta allo Sferisterio, che ha per premio 870 svanziche, poi il martedì grasso il periodo di festa si chiude con la processione detta dei “moccoletti”: si accompagna il “morto carnevale” reggendo ognuno una candela accesa. Altro carnevale passato agli annali è quello del 1856. Una grande parata in costume rievoca l’assedio di Sebastopoli (Crimea) con l’espugnazione della torre di Malakoff. La sfilata ha luogo lungo le mura di San Lorenzo (attuale viale Puccinotti) e lungo borgo Pio (attuale corso Cavour).

1-Carro-allegorico-partecipante-al-Carnevale-Maceratese-450x299In queste manifestazioni viene profusa così tanta anima da far esclamare, nel marzo 1857, a Massimo D’Azeglio: “A Macerata si sanno divertire più che in tutto il Piemonte riunito”. Nella notte del martedì grasso, ultimo giorno di frizzi e lazzi, in tutto il maceratese le campane suonavano una prima volta alle 22,30 per annunciare che si doveva porre fine alle libagioni ed iniziare a pulire scrupolosamente le stoviglie e alle 24 per annunciare che la Quaresima ha avuto inizio. Mentre i rintocchi annunciavano la morte del Carnevale, in piazza del Mercato (attuale piazza Mazzini) veniva dato fuoco ad un pupazzo in abiti femminili. “Finito carnuà, finitu amore e finiti a magnà li maccheroni…” . Nel carnevale del 1911 nasce, al Politeama Marchetti (ex cinema Cairoli), promossa dalla sezione maceratese della “Società per la donna” la festa in maschera per i bambini. Dopo là forzata pausa degli anni della guerra si tenta invano di rispolverare e riportare agli antichi splendori questa gloriosa tradizione. Solo nel 1991 grazie alla Pro loco di Piediripa con gustose sfilate di carri rinasce il glorioso carnevale maceratese che ancora meravigliosamente continua per la gioia di grandi e piccini.



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