Una organizzazione
per truffare i sacerdoti
Quattro persone nei guai
CIVITANOVA - Sono accusati di aver compiuto una serie di raggiri a parroci. In un caso tre degli imputati (l'udienza preliminare è in corso davanti al gup) avrebbero ottenuto oltre 60mila euro
Una associazione per delinquere finalizzata alle truffe ai sacerdoti: di questo sono accusate 4 persone davanti al Gup del tribunale di Macerata. Oggi l’udienza è stata rinviata per una questione tecnica.
Quattro persone sono accusate di aver messo in piedi una associazione volta a compiere una serie indeterminata di truffe ai sacerdoti. Vincenzo Di Maso, 34 anni, di San Giovanni Rotondo, residente a Civitanova, il romeno Alexandru Catalin Manolache, 30, il siciliano Pietro Tomasello, 43, residente a Civitanova e Alina Vasilica Cuvuliuc, 28 anni, romena, residente a Pioltello (provincia di Milano) avrebbero agito, secondo l’accusa sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, attraverso un modus operandi collaudato e già sperimentato. In particolare Di Maso, Manolache e Tomasello sono accusati di aver truffato il parroco della chiesa del Rosario di Filiano (Potenza), don Mariano Spera, che avrebbero contattato telefonicamente riferendogli di situazioni familiari disastrose e chiedendogli un aiuto. Il sacerdote, impietosito, avrebbe così versato loro del denaro: dall’agosto del 2012 al gennaio 2013 l’accusa contesta loro di aver incassato circa 2.700 euro dal sacerdote attraverso bonifici su conti Postepay. A Di Maso, Tomasello e Cuvuliuc, viene contestato poi di aver raggirato il parroco di Castel D’Aiano (Bologna), don Pietro Facchini. Anche questo sacerdote sarebbe stato contattato telefonicamente dai tre che gli avevano detto di avere situazioni familiari ed economiche disastrose, prosegue l’accusa. In questo modo dall’ottobre 2012 al ottobre del 2013 sarebbero riusciti ad ottenere una somma di denaro piuttosto ingente: circa 67mila euro. Queste le accuse, l’udienza preliminare è slittata al 17 giugno. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simone Santoro, Domenico Biasco, Vando Scheggia e Giuseppe Ferrari.
