“Vi spiego Montale con i numeri”
La rivoluzione di un prof di matematica
SAN SEVERINO - E' tutto in un breve saggio scritto da Stefano Leonesi, 44 anni, settempedano con una cattedra all'Università di Camerino. Il docente ha unito i concetti del poeta premio Nobel per la Letteratura nel 1975 con la sua materia
Ci può essere un legame tra Montale, il poeta premio Nobel per la Letteratura nel 1975, le sue affascinanti parole, la matematica e l’infinito? Probabilmente sì. A rivelarlo, in un breve saggio pubblicato dall’associazione “Archivio Storico Tipografia C. Bellabarba” ci ha pensato, nemmeno a dirlo, un matematico: il professore Stefano Leonesi che è partito da un’opera dell’illustre del poeta genovese, gli “Xenia”, che vennero stampati proprio a San Severino Marche nel 1966, per dire non solo che «Ciascuno di noi è libero di fare propria una poesia e di interpretarla nella maniera più congeniale a sé» ma anche che «Si possono prendere in prestito dei versi per esprimere anche concetti matematici». Di qui l’omaggio a Montale, dal titolo “Xenia, suggestioni matematiche verso l’Infinito”, presentato in occasione della mostra mercato dedicata all’editoria italiana ospitata a palazzo Servanzi Confidati con il patrocinio del Comune e promossa da “Edulingua”. «I tentativi dell’uomo di definire, descrivere ed esprimere il trascendente, ovvero l’infinito, si perdono nella notte dei tempi – spiega Leonesi – essi, come pure il suo corrispettivo temporale, cioè l’eterno, sembra che siano prerogative di teologia, filosofia e letteratura. Ma se l’infinito è, per sua stessa etimologia ed essenza, ciò che si sottrae ad ogni tentativo di classificazione e misura, perché infinito vuol dire indefinito e dunque imperfetto, come può la matematica avere un ruolo decisivo in questo intento se la regina delle scienze ha nel suo dna proprio la mira di catalogare, stimare e misurare ogni ente che tratta?». Ma Leonesi va anche oltre. «Nel corso dei secoli vari altri spunti si susseguirono a insinuare in matematica l’esigenza di studiare e definire l’infinito – continua il professore – alcuni di questi ci vengono ricordati dalla lettera di una poesia di Montale dove egli parla di chi “nega che la testuggine sia più veloce del fulmine” e di come “Tu sola sapevi che il moto non è diverso dalla stasi”». Nel breve saggio vengono citati e studiati riferimenti ad Aristotele e Archimede, alla Bibbia, a Galileo Galilei, Georg Cantor e altri ancora. «Questo nostro omaggio a Montale – conclude l’autore del saggio – lo abbiamo reso a modo nostro, senza pretesa alcuna, attraverso quello che ci riesce meglio, ossia cogliendo l’occasione per discutere sia di alcuni grandi pensatori e matematici della storia, sia delle loro sorprendenti scoperte». Nato a San Severino nel 1971, Leonesi insegna Didattica della matematica e svolge attività di ricerca all’Università degli Studi di Camerino. E’ coautore di diversi testi universitari come “Teoria della computabilità e della complessità”, “Numeri e crittografia”, “Uni invito all’algebra”, ma anche di libri divulgativi come “Matematica, miracoli e paradossi” o “L’arte di uccidere i draghi”.

Robi….. Tu e Daniela siete diventate poetesse!!!!! <3
Er frutto de la predica
Letto ch’ebbe er Vangelo, in piede in piede
quer bon Padre Curato tanto dotto
se piantò cco le chiappe sul paliotto
a spiegà li misteri de la fede.
Ce li vortò de sopra e ppoi de sotto:
ciariccontò la cosa come aggnede;
e de bbone raggione sce ne diede
piú assai de sei via otto quarantotto.
Riccontò ’na carretta de parabbole,
e cce ne fesce poi la spiegazzione,
come fa er Casamia doppo le gabbole.
Inzomma, da la predica de jjeri,
ggira che tt’ariggira, in concrusione
venissimo a ccapí cche ssò mmisteri.