“Morgoni rovescia la realtà”
Replica di Marinelli al senatore
in odore di primarie
L'ex assessore recanatese risponde sul criterio e sulle regole che hanno permesso l'elezione al Senato
«Se fossero state rispettate le regole a Morgoni non sarebbe spettato neanche un posto in lista. Chiedo rispetto e soprattutto vorrei che si evitassero mistificazioni o addirittura totali rovesciamenti della realtà». E’ amareggiato Andrea Marinelli, candidato alla Camera nel 2013 dopo la replica del senatore Mario Morgoni a Luciano Agostini (leggi l’articolo). E mentre i due big della politica si accapigliano prima delle primarie per supportare due diversi candidati presidenti, Marinelli, ex assessore recanatese risponde a Morgoni sul criterio e sulle regole che hanno permesso l’elezione al Senato. «Il senatore fa evidentemente riferimento al ricorso presentato dal sottoscritto agli organi di partito competenti per contestare la compilazione della Lista Marche, redatta dalla segreteria regionale senza minimamente tenere in considerazione il risultato del voto – spiega Marinelli – è vero che il passato viene sempre un pò riadattato secondo le proprie convenienze o convincimenti, ma mi lascia francamente amareggiato sentir dichiarare dal senatore Morgoni che quella protesta fu il frutto di una nostra incapacità nel saper accettare, a risultati ottenuti, le regole condivise prima».
«Mi dispiace, ma per quanto tutto possa essere relativizzato, esistono anche dati oggettivi – continua Marinelli – ed inconfutabili. Io in provincia di Macerata ero arrivato secondo dietro l’attuale deputata Manzi, mentre il senatore Morgoni addirittura quarto ed il regolamento fissato nello statuto delle primarie stabiliva in modo chiaro come dovevano essere effettuati i calcoli per l’inserimento in lista. Secondo questi io dovevo essere collocato in nona posizione e se così fosse stato oggi sarei alla Camera dei Deputati, mentre all’attuale senatore, se realmente fossero state allora rispettate le regole, non sarebbe spettato nemmeno un posto in lista. La stessa Commissione Nazionale di garanzia dette ragione a me ed ai tanti che mi sostennero allora, ma si scelse per il bene del partito di fermarsi, mettersi a disposizione degli altri affrontando comunque una campagna elettorale senza alcuna speranza di essere eletto e restare in silenzio».
(l.b.)
Caro Andrea, non mi riferivo al tuo ricorso e non polemizzavo con te ma con Agostini che mi accusava di avere ” usurpato ” il posto in lista. Confermo che le regole delle primarie e i metodi per applicarle erano condivisi prima della competizione ed Agostini lo sapeva molto bene, e sicuramente ne aveva consapevolezza molto più di te . Comprendo la tua amarezza, molto meno la mancanza di buona fede di Agostini. E aggiungo che ora Agostini sostiene un candidato come Ceriscioli che, volendosi candidare un anno fa alla segreteria regionale del PD ma non potendo farlo in quanto le regole non permettevano ad un Sindaco in carica di candidarsi, decise di boicottare il congresso stesso invitando gli elettori a disertare i seggi. Ne deduco che Agostini e i suoi compagni di viaggio hanno una spiccata propensione a dettare legge più che a rispettare le regole.
Il fatto e’ che Marinelli è stato tradito dai suoi amici perché molto probabilmente in quel gruppo era l’unico uomo di spessore sia politica che culturale, sicuramente non avrebbe fatto il burattino. C’e’ anche da dire che Morgoni perlomeno e’ stato onesto nella sua risposta!