Anticipare furti e spaccio,
più misure di prevenzione
MACERATA - E’ quanto emerso dalla riunione tra il primo dirigente Andrea Innocenzi, che guida la divisione anticrimine (ed è responsabile provinciale delle misure di prevenzione) e il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, che si è svolta ieri
Più misure di prevenzione, in particolare sulla costa e contro i furti e lo spaccio di droga. E’ quanto emerso dalla riunione tra il primo dirigente Andrea Innocenzi, che guida la divisione anticrimine (ed è responsabile provinciale delle misure di prevenzione) e il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, che si è svolta ieri. Il summit era proprio diretto a parlare di come prevenire certi reati e dalla riunione è emersa la volontà di intensificare al massimo le misure di prevenzione, specie lungo la costa, per le persone già note alle forze dell’ordine. Principalmente i provvedimenti (come ad esempio quello della sorveglianza speciale con obbligo di dimora) riguarderanno i reati più diffusi come lo spaccio di droga e i furti.


Diversi anni fa partecipai ad un inconto al Claudiani di Macerata in cui il SIULP, se non ricordo male, faceva il punto della situazione per quanto riguardava le Forze dell’Ordine in Italia.
Uno dei dati che colpì molto, i presenti, fu l’alto numero dei Tutori dell’Ordine in Italia.
Rispetto ad altri Paesi, almeno sulla carta, l’organico complessivo delle Forze dell’Ordine (in relazione alla popolazione) era uno dei più alti in assoluto.
Purtroppo questo non si traduceva in un miglior controllo delle città.
Altra nota di lagnanza fu il fatto che, tra le varie Forze, c’erano spesso sovrapposizioni, duplicazioni di compeenze, non eccezionale scambio di informazioni.
(almeno all’epoca c’erano queste problematiche…ma presumo che, in parte, la situazione sia ancora la stessa, vista la lentezza legislativa nell’aggiornare le cose che non vanno in Italia)
E per finire, nonostante gli aggiornamenti/ammodernamenti/miglioramenti (in epoche successive) del Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza l’impianto legislativo, del Testo, risaliva al 1931, quando in Italia c’era la dittatura.
Quindi uno strumento, in mano alle Forze del’Ordine, dalle carateristiche complessivamente “repressive”…
Da almeno 10-15 anni invece si parla sempre con più insistenza di “prevenzone”, cioè di mettere in campo tutti quegli strumenti di indagine, intelligence, controllo del territorio per impedire che il fatto delittuoso si compia (del resto anche in medicina, prevenire è melgio che curare)
Cioè, per decenni e decenni ci si è mossi soprattutto dopo “a valle”, mentre (seguendo l’esempio di molte Forze dell’Ordine Europee/Mondiali), sarebbe meglio intervenire prima “a monte”.
Ma per operare efficacemente in “prevenzione” è necessario un completo stravolgimento di quello in cui si sta trasformando, sempre più, la nostra società ed il nostro vivere in comune.
Con le sole Forze dell’Ordine sul campo sarà difficile invertire l’andazzo, se non si inverte anche l’atteggiamento dei cittadini e lo Stato….
I cittadini devono segnalare, avvisare, telefonare se accade qualcosa, è non girarsi dall’alta parte per il “quiteo vivere”: ben vengano le interessanti proposte di controllo “in comune” del territorio che stanno nascendo anche in Italia (https://www.cronachemaceratesi.it/2015/01/15/controllo-del-vicinato-in-due-comuni-cosi-si-terranno-a-bada-i-ladri/613096/) che, con opportuni strumenti divulgativi/organizzativi andrebbe estso anche alle città più grandi.
Lo Stato dovrebbe essere seriamente intenzinato ad intervenire per superare tutti quegli impedimenti di carattere sociale/economico che producono (per fame, disperazione, mancanza di prospettive, ecc.) molta della microcriminalità odierna (furti nelle case, borseggi, rapine, ecc. di poche centinaia di euro) che tanto atterrisce perchè diventa sempre più violenta ed aggressiva.
Altrimenti i buoni propositi investigativi resteranno molto sulla carta.
Se lasceremo le Forze dell’Ordine ad operare da sole (cioè senza il sostegno attivo e collaborativo dei cittadini) ci saranno sempre “mancanze” (mancanza di benzina nelle auto o, al contario, avendo auto e benzina mancanza di personale oppure i dipedenti che vanno in pensione non vengono sostituiti, ecc. ecc.) che impediranno una efficace opera di prevenzione nelle città e nelle campagne.