Borse Hello Kitty false,
troppo brutte per essere vero
CIVITANOVA - Un 43enne è stato assolto con formula piena, per il giudice la merce era talmente grossolana che non poteva esserci la volontà di contraffare il noto marchio made in Japan
Borse di Hello Kitty false vendute al mercato di Civitanova: un 43enne finisce sotto accusa, oggi è stato assolto al tribunale di Macerata.
Un marchio, quello della giapponese Hello Kitty, che ha fatto il giro del modo con il pupazzo dalle sembianze feline con la testa grande, gli occhi due puntini e un fiocco rosso a dare carattere al musetto. Un successo planetario che ha portato anche alla realizzazione di tutta una serie di gadget e alla realizzazione di cartoni animati e anime. Un marchio che è al centro anche di episodi di contraffazione. Ed era questo l’oggetto di un processo che si è chiuso oggi con l’assoluzione dell’imputato, il 43enne Fabrizio Carusi, di Civitanova. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Lorenzo Pacini, l’uomo avrebbe acquistato, o comunque ricevuto, 25 borse contraffatte della Hello Kitty (da qui l’accusa di ricettazione) che poi avrebbe messo in vendita su di una bancarella (da qui l’accusa di ricettazione e introduzione nello stato di commercio di prodotti con segni falsi). Fatti che risalivano all’ottobre del 2009. Al termine della requisitoria il pm ha chiesto la condanna a sei mesi.
Secondo la difesa (l’imputato era assistito dagli avvocati Alessia Pepi e Maurizio Vallasciani) le borse messe in vendita dal commerciante erano realizzati in maniera grossolana ed era impossibile per chi acquistava pensare si trattasse di merce autentica anche perché venivano vendute a 5 euro. La tesi della difesa, che aveva chiesto l’assoluzione, è stata accolta dal giudice Vittoria Lupi che ha assolto l’imputato con formula piena, ritenendo che il fatto non costituisca reato.
(Gian. Gin.)

