“Approcci sessuali da nostro fratello”,
racconto choc di una 40enne

IN TRIBUNALE - Una donna doveva testimoniare su presunte violenze sessuali subìte dalle nipotine, ma in aula ha parlato anche di episodi che sarebbero accaduti a lei stessa e alla sorella

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violenza sessuale su minorennedi Gianluca Ginella

Testimonia sui presunti abusi sessuali del fratello sulle nipotine, poi racconta di quelli subìti da lei e dalla sorella minore molti anni prima. Memorie che una donna di 40 anni ha portato a galla nel corso della sua testimonianza, questa mattina, al tribunale di Macerata. In realtà al centro del processo c’erano dei presunti abusi sessuali che suo fratello, di 55 anni, avrebbe compiuto sulle loro nipotine entrambe di 12 anni (e avvenuti a distanza di due anni). Secondo l’accusa i fatti sarebbero avvenuti in un piccolo centro dell’entroterra nel 2009 e nel 2011. Nel secondo caso la nipotina più piccola avrebbe poi denunciato l’accaduto, spiegando che lo zio l’aveva invitata a casa sua a vedere dei micini appena nati e poi l’aveva palpeggiata e aveva tentato di violentarla. La piccola era fuggita ma l’uomo le aveva fatto, dice sempre l’accusa, una minaccia terribile. In seguito alla denuncia di questo episodio anche la sorella maggiore aveva riferito di aver subìto abusi dallo zio. Accuse, queste, che l’uomo respinge con forza e al processo i suoi difensori (gli avvocati Massimo Pistelli e Federica Nardi) cercheranno di dimostrare la sua estraneità rispetto a quanto contestato. Ieri la sorella del 55enne in merito alle violenze sulle nipotine ha detto che sono cose che ha saputo dalla sorella minore, e ha poi parlato di fatti che risalgono a quando lei andava alle elementari. La donna ha riferito che «mio fratello ha tentato approcci sessuali con me e con mia sorella minore (una donna di 38 anni, ndr)». Un altro fratello, sempre oggi, ha detto invece che la nipotina più piccola (quella che avrebbe subìto gli abusi nel 2011) aveva scritto degli sms alla sorella di 38 anni, chiedendole se si poteva contrarre l’Aids con un determinato atto sessuale che citava nel testo del messaggio. Tre le parti civili costituite al processo: la mamma e il papà della piccola, e una delle minorenni che sono difesi dagli avvocato Sergio Ariozzi, Rossano Romagnoli e Tiziano Luzi.


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