Banca della Provincia di Macerata
Nuova apertura a San Severino
Tartuferi: “Dal 2015 i primi dividendi”
Inaugurato oggi l'ottavo punto operativo del giovane istituto di credito. Ferdinando Cavallini, direttore generale: “Bilancio 2014 fantastico.” La soddisfazione dello storico presidente: “Risultati in controtendenza con il panorama generale, superato lo scoglio dell'avviamento”
[slideshow_deploy id=’616889′]
(In alto la galleria fotografica)
di Marco Ricci
La banca del presidente Loris Tartuferi – guidata dal direttore generale Ferdinando Cavallini – ha inaugurato oggi il suo ottavo punto operativo in via Gorgonero a San Severino. Se con i primi due sportelli tradizionali, quelli di Macerata e Civitanova, la Banca della Provincia di Macerata aprì nel 2006 la propria attività, negli anni si sono aggiunti le filiali di Tolentino e quella di Porto San Giorgio, oltre ai punti servizi di Piediripa, Camerino e Recanati, per arrivare oggi a quest’ultima inaugurazione. Una controtendenza – di fronte alla contrazione del credito registrato a livello nazionale e alla difficilissima situazione economica vissuta dalle Marche e dal Maceratese in particolare – che è sintomo di un piccolo istituto dai conti solidi che andrà a chiudere il 2014 con un bilancio in attivo, una raccolta da clientela diretta di oltre 210 milioni di euro, in leggera crescita nell’anno appena trascorso, di oltre 100 milioni nell’indiretta e l’ennesimo aumento, da tre anni a questa parte, della quantità di prestiti erogati, arrivando a contare su circa novemila clienti.
“La nostra banca – ha spiegato il direttore generale, Ferdinando Cavallini, ex direttore della filiale maceratese di Banca d’Italia – sta diventando un importante punto di riferimento per il territorio, con l’apertura ogni anno di quasi due nuovi punti operativi. Nonostante la crisi che ha colpito la regione, chiuderemo il 2014 con un risultato fantastico, dando soddisfazione ai nostri azionisti e portando ad oltre il 13% il Core Tier I dell’istituto, il che dimostra la capacità di BprM di autofinanziarsi. Anche nel 2014 – ha proseguito il dg mostrando la propria soddisfazione – è cresciuta sia raccolta che la quantità di credito erogato, sintomi di una vitalità in controtendenza con il panorama complessivo ma anche segnale di una grande attenzione verso i nostri clienti”.
Perché proprio a San Severino lo ha spiegato il direttore marketing di Bprm, Roberto Chientaroli il quale ha presenziato l’inaugurazione a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di San Severino, Cesare Martini, e l’arcivesovo di Camerino, monsignor Francesco Brugnaro. “Da molto tempo il territorio ci chiedeva di aprire qui uno di questi punti che coniugano la filosofia della banca di operare con strutture leggere attraverso i nostri promotori finanziari con l’avere un punto nel territorio al cui interno, attraverso uno sportello elettronico, i cittadini possono effettuare gran parte di quelle attività normalmente svolte nelle classiche filiali. Fin dagli inizi, anche per l’alto numero di azionisti, la città ci aveva chiesto di esserci. San Severino oltretutto – ha concluso Chientaroli – è una di quelle realtà le quali, nel complesso del difficile momento economico, soffre meno la crisi”.
Di grande soddisfazione e di sogno che si sta realizzando ha parlato, davanti a oltre cinquanta intervenuti, anche lo storico presidente di BdpM, Loris Tartuferi il quale ha preannunciato, se le condizioni generali dell’economia non cambieranno, i primi dividendi agli azionisti già nel bilancio 2015. “Oggi sulla nostra cartina, nonostante l’andamento mento generale, aggiungiamo un altra puntina colorata – ha detto Loris Tartuferi – La banca, con un patrimonio di oltre 28 milioni di euro, 1100 soci e nessun problema di liquidità, ha superato quello scoglio che è l’avviamento di un nuovo istituto di credito, oltretutto in tempi difficilissimi. Molti – ha concluso Tartuferi – non credevano nel progetto di piccola banca del territorio. Non esiste però una dicotomia tra grande e piccolo, ma ogni territorio ha le proprie necessità e le proprie esigenze a cui il nostro istituto, per la vicinanza alle famiglie e alle piccole imprese, cerca di soddisfare nel limite delle proprie dimensioni.”
Che la crisi economica e finanziaria abbia impattato in qualche modo anche sulla BprM è testimoniato dall’unico parametro del bilancio che non soddisfa ancora completamente il direttore generale, un rapporto tra crediti deteriorati lordi e impieghi totali pari a circa il 13%. “Questo dato – ci ha spiegato Cavallini – è frutto da una parte di grande trasparenza e pulizia dei bilanci, dall’altro indubbiamente dalla crisi economica e finanziaria epocale vissuta dal maceratese. A fronte di ciò – ha proseguito il dg – la banca ha una copertura delle sofferenze pari al 53%, un livello paragonabile ai migliori standard delle principali banche italiane. Inoltre – ha concluso Cavallini – abbiamo sempre evitato le grandi concentrazioni, frazionando gli interventi, non solo per salvaguardare la solidità dell’istituto ma per essere veramente al fianco delle famiglie e delle imprese del territorio”.



Bilancio fantastico! Sì sì…
Una banca che non farà la banca