Il “Controllo del vicinato” prende forma
Nominati 3 coordinatori

Presentato durante una partecipata assemblea il programma che prevede l’auto organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione. L'iniziativa è promossa dai Comuni di Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo (i primi nelle Marche a sperimentarlo) in collaborazione con la prefettura , la questura e i carabinieri

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Un momento dell'incontro d presentazione del progetto "Controllo del Vicinato"

Un momento dell’incontro di presentazione del progetto “Controllo del Vicinato”

di Marco Cencioni

Partecipazione attiva dei cittadini e cooperazione con le forze dell’ordine: in tre parole “Controllo del vicinato”. Il programma –  che prevede l’auto organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione –  è promosso dai Comuni di Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo (i primi nelle Marche a sperimentarlo) in collaborazione con la prefettura di Macerata, la questura e i carabinieri (leggi l’articolo) ed è stato presentato ieri sera ai cittadini alla mediateca del Comune di Camporotondo di Fiastrone in piazza San Marco. Presenti, oltre al padrone di casa il sindaco Emanuele Tondi, il comandante del Reparto operativo provinciale dei carabinieri, il colonnello Leonardo Bertini, il comandante della Compagnia di Tolentino, Cosimo Lamusta, il capo gabinetto della Prefettura di Macerata Marco Cacciaguerra e il dirigente dell’Anticrimine Andrea Innocenzi. L’idea di avviare i contatti con l’associazione “Controllo del Vicinato” – e in particolare con il responsabile Gianfrancesco Caccia – si è sviluppata in seguito dell’assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale lo scorso 12 novembre in un periodo in cui giornalmente si susseguivano notizie di furti in appartamenti e attività commerciali. Il progetto – nato in Inghilterra una trentina di anni fa, in Italia adottato per la prima volta nel 2009 dal comune di Caronno Pertusella nel varesotto – è un efficace strumento contro la criminalità, creato per ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà o le persone. Promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà fra cittadini è lo scopo del sistema, che si mette in pratica molto facilmente. Consiste nell’alzare il livello di attenzione attraverso semplici passaggi. Il primo è quello di affiggere nella zona un cartello che informa chiunque si trovasse a passare da quelle parti che la sua presenza potrebbe non passare inosservata. Poi, segnare la targa di un veicolo sospetto, fare maggiore attenzione alla proprietà del vicino quando è assente e soprattutto “guardare fuori”. Che significa dare un’occhiata quando suona un qualsiasi allarme, quando si sentono voci in strada, quando i cani abbaiano, quando si esce per una delle qualsiasi attività quotidiane. Tutti gesti che messi insieme significano maggiore attenzione e sicurezza. Si ridurrebbero molti dei reati causati dalla noncuranza e negligenza due aspetti che, soprattutto nell’entroterra, sono alla base dei cosiddetti crimini “da occasione”. Gli obiettivi del controllo del vicinato sono, quindi, prevenire i reati aumentando sicurezza e vigilanza e assistere le forze dell’ordine ad accertare fatti criminosi. Il tutto produce anche un triplice effetto, sicuramente positivo. Si riduce l’idea di “paura” da parte delle fasce più deboli e non solo, si promuove uno spirito comunitario nuovo – basato sulla fiducia nei propri vicini – e si migliora il rapporto forze dell’ordine-comunità grazie al ruolo del “coordinatore”, il quale rappresenta l’anello di congiunzione fra un gruppo e gli organi preposti alla sicurezza. Tale figura non solo incoraggia la vigilanza tra i residenti dell’area e accoglie i nuovi vicini integrandoli nell’attività di controllo del vicinato ma comunica le segnalazioni ricevute alle forze dell’ordine. Inoltre, nei periodici incontri programmabili con le autorità preposte alla sicurezza, il coordinatore potrà proporre, o si farà carico di ricevere e riportare ai membri del gruppo, suggerimenti pratici e consigli per implementare la sicurezza. Come ad esempio l’applicazione di allarmi individuali o l’attuazione delle norme per un “giardinaggio consapevole” (accorgimenti utili per curare il giardino e far sì che possa essere un luogo in grado di segnalare la presenza di malintenzionati). Già tre i referenti che hanno dato la loro disponibilità a ricoprire il ruolo in diverse zone del comune (Michele Francescangeli e due ex sindaci di Camporotondo di Fiastrone, Giulio Marinozzi e Giorgio Diletti) mentre altri cittadini sembrano intenzionati a voler entrare a far parte in maniera importante del progetto.


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