Mamma scappa con la neonata
sottraendola a cure mediche
TOLENTINO - In fuga da due mesi è stata ritrovata sabato nel centro cittadino. La donna era ricercata in tutta Italia. Doveva rispettare un decreto del tribunale dei minori che aveva stabilito un progetto sulle sue capacità genitoriali. Non ha condiviso il decreto del tribunale e ha quindi deciso di andarsene portando con sé la bimba affetta da una piccola malformazione
di Marco Cencioni
Una mamma scappa da una comunità educativa di Genova e porta con sé la figlia neonata, sottraendola ad alcune indispensabili cure mediche necessarie per la sua salute. La donna era ricercata in tutta Italia da quasi due mesi ed è stata scovata a Tolentino dalla polizia locale. Una storia incredibile quanto triste che lascia trapelare una profonda disperazione i cui risvolti potevano essere tragici. Mamma e figlia sono nigeriane. Ora si trovano in una struttura educativa maceratese e non corrono alcun pericolo. Stanno bene. Per la piccola sono state settimane d’ansia. La bimba, di pochi mesi, soffre di una piccola malformazione e ha bisogno di continue terapie e di riabilitazione. Lasciando Genova non c’era nessuna garanzia che continuasse le terapie. Così sono scattate le ricerche. Mobilitata anche la Questura di Macerata che ha diffuso l’identikit della mamma e della bimba scomparse da fine novembre da una struttura che le ospitava. Temporaneamente rimarranno nella struttura maceratese fino a quando chi li aveva in carico non verrà a prenderle. A dare una svolta alle ricerche è stata la polizia locale di Tolentino. Sabato mamma e figlia sono state notate dagli agenti in pieno centro che le hanno subito riconosciute. La donna è stata prima seguita e poi fermata. Segnalata agli organi competenti il sindaco Giuseppe Pezzanesi, con una ordinanza, ha firmato un provvedimento per assicurare la minore ad una comunità di accoglienza maceratese. Del caso sono stati interessati anche i servizi sociali. La donna in fuga doveva rispettare un decreto del tribunale dei minori che aveva stabilito un progetto sulle sue capacità genitoriali. Aiutata nel percorso stabilito tramite un supporto a livello psicologico ed educativo non ha condiviso il decreto del tribunale – probabilmente non accettava che il rapporto con la figlia venisse controllato e supervisionato – e ha quindi deciso di fuggire portando con sé la piccola di cui, comunque, era affidataria.
