Daniele Antonozzi


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27/1/2013


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  • Cementificio Sacci, Ricciatti presenta un’interrogazione parlamentare

    1 - Gen 17, 2015 - 16:09 Vai al commento »
    Interrogazione a risposta scritta 4-07560 presentato da RICCIATTI Lara testo di Venerdì 16 gennaio 2015, seduta n. 364 Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Per sapere premesso che: l'impianto IPPC dello stabilimento di Castelraimondo, di proprietà della società Sacci spa con sede legale in Roma, identificato con il codice IPPC 3.1, come impianto destinato alla produzione di più di 500 t/g di clinker, con il codice NOSE-P 104.11, come impianto destinato alla fabbricazione del cemento (industria dei prodotti minerali che comporta processi di combustione), con il codice NACE 26, come impianto destinato alla produzione di prodotti minerali non metallici, e con il codice ISTAT 2651.0, come impianto destinato alla produzione di cemento, è situato nei comuni di Castelraimondo e Gagliole in provincia di Macerata; gli impianti di cottura dello stabilimento sono, attualmente, costituiti da un forno Krupp-Gepol, con recuperatore termico a cicloni, strutturato in 4 stadi successivi, avente massima potenzialità di 700 t/giorno di clinker e da un forno Lepol avente massima potenzialità di 500 t/giorno di clinker. Gli impianti utilizzano combustibili tradizionali, quali il coke di petrolio ed il metano; la Sacci Spa in data 29 aprile 2010 ha presentato domanda di valutazione di impatto ambientale in merito al progetto di ampliamento dello stabilimento, che prevede la costruzione di un inceneritore con la sostituzione dei due forni attualmente esistenti; la regione Marche, in data 4 gennaio 2013 ha concesso l'AIA (autorizzazione integrata ambientale); secondo quanto riportato anche nell'autorizzazione integrata ambientale, il nuovo stabilimento Sacci di Castelraimondo sarà un impianto di smaltimento rifiuti con una capacità superiore a 100 tonnellate al giorno tramite incenerimento e con una torre alta circa 80 metri; si stima che il nuovo impianto produrrà «un milione di tonnellate l'anno di cemento – 600 mila in più della attuale produzione – con un relativo aumento pari al 118 per cento per il coke di petrolio, il 66 per cento di gasolio, il 44 per cento di Gpl, il 146 per cento di energia elettrica, una diminuzione nell'uso del metano pari al 74 per cento» (dati riportati dalla testata Cronache Maceratesi del 11 febbraio 2013); a destare particolari preoccupazioni – sopratutto tra i cittadini residenti nelle aree e nei Comuni limitrofi, che si sono prontamente costituiti in un Comitato denominato «Salva Salute» – è l'utilizzo di combustibili alternativi (il cosiddetto «Css») che si stima verrà impiegato nella misura di 93.600 tonnellate, aumentando di conseguenza anche il traffico veicolare che – sempre secondo quanto riporta la testata giornalistica citata – dovrebbe passare dagli attuali 86 viaggi giornalieri a 200; con sentenze nn. 00567 e 00568, del 3 giugno 2014, il TAR Marche ha accolto i ricorsi presentati da alcuni privati cittadini e dall'associazione VAS Onlus e per l'effetto ha annullato il decreto 1/VAA del 4 gennaio 2013 emesso dalla regione Marche; il provvedimento annullato – come già anticipato – aveva espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale relativamente all'impianto Sacci di Castelraimondo, sia in ordine al progetto di rinnovo ed ampliamento dell'impianto depositato dalla società, sia in merito all'esercizio temporaneo dell'attività, in attesa della realizzazione del nuovo impianto, prevista per il 2018; in particolare il TAR Marche ha censurato nel provvedimento l'assenza di distinzione tra due profili fondamentali: il riesame della precedente AIA (di cui al decreto n. 77 del 2010), che ha condotto al giudizio di compatibilità della proroga all'attività esistente fino al 31 dicembre 2018; e l'autorizzazione dal 2019 per l'esercizio dell'impianto ammodernato; secondo il Collegio infatti «tale distinzione sarebbe stata invece necessaria proprio per evitare il pericolo prospettato dai ricorrenti, ossia che nelle more di realizzazione del progetto di ammodernamento (e potenziamento) dell'impianto, si continui a tollerare l'esercizio di un'attività non del tutto a norma», aggiungendo che «riguardo al profilo delle emissioni in atmosfera, anche con particolare riferimento a diossine e furani ... la problematica, stante l'incidenza su fondamentali principi costituzionali, come quello della salute, avrebbe richiesto un approfondimento ed una articolata motivazione volta comunque a superare i rilievi provinciali ...», concludendo che «l'argomento, per quanto delicato e rilevante, sembra essere stato oggetto di una certa confusione»; ad aumentare i timori dei cittadini uno studio epidemiologico redatto dall'Istituto superiore di sanità (reso pubblico il 15 febbraio 2013) che ha evidenziato alcuni eccessi rilevati da diversi indicatori epidemiologici; la relazione di accompagnamento dei dati dell'Istituto superiore di sanità, recita infatti: «come si evince dalla Tabella 1, relativa alle suddette cause di decesso si evidenziano, tra i residenti nella area selezionata [l'area compresa tra i Comuni di Castelraimondo, Gagliole e San Severino Marche, n.d.r.], eccessi di mortalità per tutti i tumori negli uomini e di linfomi non Hodgkin nelle donne. La Tabella 2 relativa alle ospedalizzazioni mostra nelle persone ricoverate di genere maschile degli eccessi di ospedalizzazione per i tumori maligni nel loro complesso ed in particolare: tumori maligni del rene e di altri non specificati organi urinari, tumori maligni del tessuto linfatico ed emopoietico (in particolare linfomi non Hodgkin e malattia di Hodgkin). Tra le donne emergono degli eccessi per le ospedalizzazioni per il complesso delle cause indagate e per malattia di Hodgkin», aggiungendo nelle conclusioni che «il profilo di mortalità e di ospedalizzazione delle persone residenti nei tre comuni oggetto di richiesta mostra per alcune patologie specifiche, selezionate in base ad una evidenza a priori di associazione rispetto alla presenza di impianti di incenerimento, eccessi di rischio rispetto alla regione Marche presa come riferimento»; pur non essendo possibile rilevare, evidentemente, alcun nesso eziologico tra la presenza del cementificio e l'aumento del rischio di mortalità per tumori, lo studio ha sollevato molta apprensione tra i cittadini coinvolti; i cittadini riuniti in Comitato lamentano, in particolare, la scarsa trasparenza delle istituzioni e degli enti coinvolti nel fornire informazioni, lo scarso coinvolgimento dei cittadini e la scarsa collaborazione, circostanza che crea un clima di sfiducia nei confronti dei decisori pubblici; lo stesso sindaco di Castelraimondo aveva auspicato un maggiore coinvolgimento dei cittadini, dichiarando al consiglio comunale, riunitosi in data 11 marzo 2013: «Il Sindaco propone di continuare ad approfondire la questione dell'autorizzazione alla ditta Sacci chiedendo alla commissione dei lavori pubblici di porre in essere contatti con l'associazione neo costituita al fine di monitorare l'evolversi della situazione. Si potrebbe costituire anche una commissione di scopo o comunque una entità solida che duri nel tempo e che possa riferire al consiglio comunale su ciò che succede e l'evolversi della situazione anche a distanza di parecchi anni Propone che la commissione riferisca al consiglio Comunale su proposte o soluzioni ritenute idonee da intraprendere. Manifesta la preoccupazione che ad oggi sono tutti preoccupati dei possibili effetti nocivi derivanti dall'installazione dei nuovi forni al cementificio ma poi fra dieci/venti anni, quando questi forni saranno in funzione si rischia che non ci sia più nessuno che se ne occupi. Il consigliere Calafiore condivide ed accoglie la richiesta del sindaco impegnandosi a convocare al più presto la commissione consiliare»; nonostante le intenzioni, tuttavia, tale impegno risulta ad oggi disatteso –: se il Presidente del Consiglio ed i ministri interrogati siano a conoscenza della vicenda illustrata in premessa; quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano adottare per tutelare la salute dei cittadini; se non ritengano opportuno intervenire, anche a livello normativo, per introdurre e o incentivare dei meccanismi di partecipazione che prevedano, nei casi come quello illustrato e quando sia in decisione la realizzazione di opere con un potenziale impatto negativo sulla salute dei cittadini residenti nelle aree interessate, la consultazione diretta e preventiva degli stessi. (4-07560)
  • Polveri pericolose, via ai controlli
    intorno al cementificio Sacci

    2 - Ago 6, 2014 - 16:47 Vai al commento »
    Caro presidente Chiappa, il 24 luglio l'ARPAM ha comunicato l'avvio delle attività di monitoraggio e il 25 luglio il cementificio Sacci ha spento il forno, come visibile direttamente dal sito dell'azienda. Delle due stazioni di monitoraggio quella completa di tutta la strumentazione per il monitoraggio della qualità dell'aria è stata installa a San Severino Marche, mentre l'altra, con minore funzionalità, è stata installata a Gagliole nei pressi della scuola: stando alla comunicazione ARPAM, parte della strumentazione è ancora in manutenzione. E' chiaro per tutti, basta il buon senso, che le ricadute maggiori degli inquinanti si hanno nelle vicinanze dell'impianto, la scuola è a circa 700 m. Sempre usando il buon senso, la direzione tecnica avrebbe dovuto decidere di installare la stazione completa nei pressi della scuola. Con una stagione molto piovosa come quella attuale, che ha dilavato il terreno, e con il cementificio fermo, ha senso ora andare a fare i campionamenti del suolo? L'indagine complessivamente ha un costo di € 60.000,00, utilizziamo queste risorse per monitorare la qualità dell'aria, con il forno spento?
  • Montecassiano: aperte le iscrizioni al Liceo Sportivo

    3 - Apr 21, 2014 - 13:51 Vai al commento »
    Non è l'unico liceo sportivo, c'è anche Camerino. 
  • Paga la droga con lo smartphone,
    ai carabinieri dice che lo hanno rapinato
    17enne denunciato

    4 - Feb 8, 2014 - 18:44 Vai al commento »
    Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato primario rispetto al diritto di  cronaca. Nell'articolo ci sono sufficiente elementi che indirettamente possano portare alla facile identificazione del minorenne considerato che Castelraimondo è un piccolo comune. Non emerge dall'articolo che il minore sia stato ascoltato in presenza dei genitori.
  • Cementificio Sacci, riunione in Provincia sull’indagine ambientale

    5 - Gen 27, 2014 - 21:20 Vai al commento »
    Quando verrà presentato il progetto alla cittadinanza? Quando sarà disponibile la proposta presentata dall'arpa marche per una valutazione critica? Come e quando è previsto il coinvolgimento dei cittadini nello svolgimento dell'indagine? Quando verrà costituita la commissione aperta per monitorare la questione, promessa dal sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli, circa un anno fa?
  • Sacci, il direttore Crescimbeni rassicura:
    “Con il nuovo impianto
    sicurezza e risparmio”

    6 - Mar 1, 2013 - 13:08 Vai al commento »
      Come già scritto altrove, l'attività principale dello stabilimento è la produzione di cemento e come combustibile accessorio verranno utilizzati i rifiuti. Secondo la direttiva europea 75/2010 è un impianto di co-incenerimento. (Termine usato dalla stessa AITEC nelle sue relazioni) Inoltre vi invito a leggere le motivazioni dell'istruttoria della regione a pag 7 del decreto 1/VAA/2013 per quanto riguarda la procedura di VIA (la parte relativa all'AIA è stata avviata per la sola produzione di cemento; poi AIA e VIA sono state riunite in un unico procedimento come previsto dalla legge): Motivazione dell’istruttoria Procedimenti: V00380 – A00108 Codice attività VIA: l.r. n. 7/2004 – allegato A2 lett b) “Impianti di smaltimento di rifiuti non pericolosi, con capacità superiore a 100t/giorno mediante operazioni di incenerimento o trattamento di cui all’All. B, lettere D2, ...”  
  • Salvi (Pd): Non strumentalizziamo elettrodotto di Terna e cementificio Sacci”

    7 - Feb 4, 2013 - 18:52 Vai al commento »
    Il nuovo impianto può essere definito come: unità tecnica fissa la cui funzione principale consiste nella produzione di cemento e che utilizza rifiuti come combustibile accessorio (sulla base della direttiva comunitaria 2010/75/UE art. 3 comma 41 "impianto di coincenerimento dei rifiuti").   Perché  le comunità locali non sono state adeguatamente coinvolte fin dall'avvio del procedimento, trovandosi ora di fronte a scelte apparentemente “imposte”?
  • Discarica di Cingoli:
    via libera dalla Conferenza dei servizi

    8 - Gen 30, 2013 - 21:54 Vai al commento »
    Se permettete, la vera chiave di volta del sistema dei rifiuti della provincia (e oltre) sarà il CEMENTINCENRITORE SACCI di Castelraimondo/Gagliole. Potrà CEMENTINCENERIRE una quantità di rifiuti cinque volte superiore a quella del COSMARI. Un colpo assestato grazie al silenzio di Regione, Provincia e Comuni. 
  • Un nuovo inceneritore per il cementificio Sacci

    9 - Gen 28, 2013 - 23:47 Vai al commento »
    La ringrazio ancora per la sua ulteriore segnalazione. Lei interpreta quello che ho scritto dal punto di visto di chi ha la possibilità di informarsi attentamente "da qualche amico in giro" ricevendone delle "dritte". Non avendo "amici" che mi passano "dritte" ho chiamato direttamente in Provincia come comune cittadino quale sono. Nell'uno o nell'altro caso, dove per lei c'è differenza, è certamente notizia verificata che la Provincia non era presente.  Ma bisognerebbe verificare se io dica la verità, ma  in questo caso dovrei informarmi attentamente da me stesso, visto che non sono suo amico. La sua precisazione, visto che lei ha notizie verificate, mi fa supporre che la Provincia volesse presentarsi ma poi non è andata, e non sappiamo il perché. La mia impressione è che lei fosse ben informato direttamente già prima di scrivere il suo primo commento di "richiesta di aiuto" di cui evidentemente non aveva bisogno. Lei è una fonte preziosa, volutamente o meno, di informazioni, e vorrei ringraziarla; a proposito qual è il suo nome nel mondo reale? Il mio lo conosce già.
    10 - Gen 28, 2013 - 20:56 Vai al commento »
    La Provincia di Macerata, dopo aver manifestato un orientamento negativo alla realizzazione del nuovo impianto, non si è presentata alla conferenza di servizi del 28 dicembre 2012. Me lo hanno confermato gli stessi uffici della Provincia di Macerata. Il verbale della seduta non è ancora disponibile.
    11 - Gen 27, 2013 - 23:10 Vai al commento »
    Grazie per la segnalazione. Ho assunto, evidentemente in maniera erronea, che il parere della Provincia fosse vincolante. Rileggendo gli atti, alla conferenza del 5 maggio 2012 la Provincia non era presente. E' stato richiesto quindi un parere sul progetto stesso sotto il profilo della compatibilità col piano provinciale di smaltimento rifiuti. Parere che ho riportato nel precedente commento. Prima della successiva conferenza di servizi, fissata allora per il 28 dicembre 2012, la Provincia di Macerata ha chiesto un ulteriore rinvio con la motivazione "... vista anche la concomitanza con le festività natalizie ..." Non disponendo del verbale, non posso sapere se la Provincia abbia partecipato o meno e con quale orientamento. Lei lo sa?
    12 - Gen 27, 2013 - 18:08 Vai al commento »
    SACCI, RIFIUTI E CEMENTO.   E’ difficile affrontare con serenità la questione vista la situazione economica e lavorativa del nostro territorio. Ma bisogna avere il coraggio di farlo e denunciare, nel migliore dei casi, l’ignavia della nostra amministrazione comunale che ha partecipato a tutte le conferenze di servizi per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Il nuovo stabilimento incenerirà un quantitativo di rifiuti cinque volte superiori al COSMARI, ed è per questo che la Provincia di Macerata aveva espresso il 5 ottobre 2012, in un primo momento, parere negativo, salvo poi cambiare orientamento dopo la crisi di liquidità della Sacci. Ma andiamo con ordine.   A mio avviso, è necessario scindere la valutazione complessiva dell'intervento in due comparti ben distinte: il primo, oggettivo, riguardo gli aspetti  tecnico-ambientali; il secondo politico nell’ambito socio-economico; sarà poi possibile bilanciare tutti gli intressi contrapposti in gioco (ambientali, occupazionali, economici, sanitari, ecc) ed esprimere una valutazione lontana quanto pìu possibile dai luoghi comuni, sia positivi (crea occupazione, le nuove tecnologie non inquinano, i cittadini e le imprese ci guadagnano, ecc), sia negativi (principalmente riguardo le conseguenze sulla salute e sull’ambiente).     Non sono in grado di valutare gli aspetti tecnico ambientali. Non ho le competenze per farlo. Ma in questo gruppo e nel nostro paese ci sono sicuramente tutte le professionalità necessarie per un’analisi critica del progetto. Con la disponibilità di tutti si potrebbe costituire un tavolo di lavoro.   Per gli aspetti socio economici partiamo dai numeri del settore cementizio a livello europeo. Le informazioni e i dati sono tratti da Cembureau (www.cembureau.be), Aitec (www.aitecweb.com)  e dal rapporto di Nomisma Energia sulle potenzialita e benefici di impiego dei combutibili da rifiuto nell’industria (utilizzato come base per relazione tecnica presentata dalla Sacci).   Con grande stupore ho appreso che l’Italia è il maggior produttore di cemento a livello europeo. Ma come? Il bel paese, pieno di bellezze artistiche e naturali, produce più cemento della Germania? E’ proprio così: dal 2005 al 2011, nonostante la crisi, abbiamo prodotto complessivamente 288 milioni di tonnellate di cemento contro le 225 della Germania, le 141 della Francia e le 70 del Regno Unito. Il divario sulla produzione diventa ancora più evidente se rapportato alla popolazione e all’estensione del territorio: Italia ( 4,74 tonnellate per abitante; 957 tonnellate per kmq), Germania (2,76 tonnellate per abitante; 631 tonnellate per kmq). Gli ultimi dati sono stati elaborati personalmente. In Italia produciamo e, ancor più allarmante, consumiamo troppo cemento e conseguentemente territorio. Non si può più andare avanti così, se ne sono accorte anche le associazioni di categoria , e non solo in Italia. Cosa fare?   L’industria del cemento promuOve a livello mondiale le potenzialità del settore per la gestione del ciclo dei rifiuti. Si smaltiscono i rifiuti come combustibile, si inglobano le ceneri nel cemento, si riducono le emissioni, i cittadini e le amministrazioni risparmiano sui costi di smaltimento e si abbattono i conferimenti in discarica. Tutti contenti, abbiamo risolto il problema dei rifiuti!    E no, non è proprio così che funziona.    Per smaltire rifiuti bisogna produrre cemento. Per utilizzare il cemento prodotto bisogna costruire. E cosa possiamo costruire ancora? Nuove case? E no ... il mercato immobiliare è fermo. Ah! Inventiamoci delle grandi opere; ad esempio... il ponte di Messina! No, è stato bloccato. Mmh, ci sono, le centrali nucleari! No, bocciate con il referendum. La TAV! Sì, questa sì...   Tutto questo per dire che, se non ben regolamentato e gestito, il connubio rifiuti cemento può diventare un abbarccio mortale per il territorio italiano. Per garantire lo smaltimento dei rifiuti bisogna costruire e consumare ulteriore territorio, lo Stato sarà “obbligato” a promuovere la cementificazione. Ma ci sarà anche il rischio di disincentivare la raccolta differenziata, arrivando al paradosso che quanto più produciamo rifiuti, tanto più sostituiamo combustibili fossili per salvaguardare l’ambiente. Le associazioni del cemento hanno già in tasca la soluzione: le strade in calcestruzzo. Il dodicemsimo simposio europeo si terrà Praga nel 2014.   Veniamo alla Sacci. In seguito alla conferenza di sevizi di maggio 2012, la Regione Marche invia per posta certificata alla Sacci le osservazioni sul progetto e le richieste di integrazioni da parte della Provincia di Macerata. Si legge: “Per tutto quanto sopra espresso ed evidenziato, stanti le carenze documentali ed i potenziali impatti negativi del progetto, in particolare riferirbili alla componente aria, che a parere di queta amministrazione non sono affatto trascurabili, non si ravvisano le condizioni per esprimere un parere favorevole, tenuto conto anche di analoghe situazioni presenti sul terriotorio (COSMARI) in ordine alle quali la Provincia di Macerata è costantemente impegnata nelle attività di verifica e monitoraggio ambientale degli effetti prodotti sulla matrici interessate (aria, acqua, suolo, flora, fauna, etc.) senza ignorare che gli stessi sono riferiti ad una quantità di rifiuti destinati ad incenerimento di circa 1/5 rispetto alla potenzialità di progetto del presente impianto”.   La Provincia aveva espresso un orientamento negativo al rilascio dell’autorizzazione. Pochi giorni dopo, improvvisamente, si ha notizia della crisi di liquidità della Sacci con la previsione di un fermo produttivo e la cassa integrazione per i lavoratori. I primi di gennaio di quest’anno viene rilasciata l’autorizzazione integrata ambientale con il parere favorevole della Provincia. Coincidenze? Forse, o forse no. Poi è curioso come l’unica cementeria delle Marche possa entrare in crisi quAndo lo stabilimento si trova nel baricentro di uno dei cantieri aperti più grandi d’Italia (quadrilatero e terza corsia), e che nonostante la crisi di liquidità la Sacci, in seguito alle richieste della provincia, si impegni ancora per decine e decine di migliaglia di euro (forse centinaia) per integrare gli studi e la documentazione progettuale al fine di ottenere l’autorizzazione.   Ci si chiede perché la cittadinanza non protesti come sta avvenendo a Matelica. Le situazioni sono completamente diverse. Qui a Castelraimondo i posti di lavoro ci sono e sono messi a rischio, a Matelica invece non c’è ancora nulla, solo la prospettiva che in futuro verranno creati dei posti di lavoro, le persone sono più libere di esprimersi. Per costruire il consenso ci sono due strade: una lunga, fatta di incontri con la cittadinanza per spiegare i rischi e i benefici del progetto; l’altra sbrigativa e pragmatica, si crea un problema e si fornisce la soluzione, non c’e discussione.    Ad oggi, se queste sono le premesse e le modalità di attuazione e valutazione del progetto, ho il coraggio di dire no.
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