Sacci, il Comune di Matelica chiede di far parte del procedimento Aia

SALUTE - Il sindaco Delpriori rivendica di aver scelto nel rispetto della legge. Il comitato Salva Salute di Castelraimondo attacca: "Marinelli e Cavallaro uniti per incenerire 100mila tonnellate l'anno di combustibili rifiuti"
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il cementificio Sacci

Il cementificio Sacci

Il comune di Matelica ha chiesto alla Regione di essere inserito nei tavoli tecnici del riesame dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) del cementificio Sacci di Castelraimondo. Lo ha deciso ieri sera la giunta comunale di Matelica, guidata dal sindaco Alessandro Delpriori. “La politica urlata sui social o in mezzo alla strada non porta buoni frutti, è solo un modo per confondere le acque e per sviare dalla realtà – spiega il sindaco di Matelica – Le ultime vicende che hanno riguardato l’autorizzazione regionale per l’ammodernamento della cementeria Sacci di Castelraimondo è sintomatica della situazione, da un lato sedicenti esperti di tutto che chiedevano dimissioni immotivate sventolando atti scaduti e autorizzazioni annullate che certamente non venivano nemmeno lette; dall’altro il cinismo di chi, fiutando una possibile trappola per gli avversari rincarava la dose moltiplicando le urla che però, seguivano logiche sbagliate”. Il primo cittadino di Matelica rivendica di aver svolto l’azione amministrativa nel rispetto delle leggi esistenti, specie su un argomento come l’Aia Sacci: “E’ vero che il 4 gennaio del 2013 la Regione Marche aveva autorizzato la riconversione della Sacci ad incenerimento di Css da rifiuti, ma è altrettanto vero che tale autorizzazione è stata annullata dal Tar delle Marche con due sentenze del 6 giugno del 2014 – precisa il sindaco – Il 6 settembre dello scorso anno la stessa ditta Sacci ha richiesto nuovamente l’avvio di procedimento per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che è stata concesso il 30 settembre con una nota della Regione Marche che è chiarissima: la cementeria ha richiesto la “rinnovazione del quadro autorizzativo dell’istallazione attualmente esistente”.

Il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori

Il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori

Per Delpriori il Comune non ha il potere di partecipare alla conferenza dei servizi riguardo al rilascio della nuova Aia alla Sacci: “In sostanza si deve mettere a norma l’impianto ora funzionante senza cambiare finalità, attività e quindi combustibile. La tanto paventata possibilità di incenerire i rifiuti del Cosmari esiste solo nella fantasia di chi non sa fare politica, non sa amministrare e credo che non sappia, o forse non voglia, nemmeno leggere. Di più, una sentenza del TAR del Friuli Venezia Giulia del 16 dicembre 2014, indica che i comuni confinanti alle istallazioni oggetto dell’Aia non possono in alcun modo partecipare alla conferenza dei servizi. Pertanto le azioni richieste dai suddetti sedicenti esperti sarebbero state completamente illegittime”, conclude il sindaco. Delpriori specifica che soltanto la Regione ha il potere di concedere l’autorizzazione integrata ambientale, “il Comune di Matelica rispetta le normative vigenti e potrà seguire tutti gli atti amministrativi e politici che riguardano la Sacci, vigilando sull’ambiente e sul territorio in collaborazione con tutti gli altri enti interessati”.

All’attacco sul cementificio, dopo la Confartigianato (leggi l’articolo) anche il comitato Salva Salute, il comitato spontaneo sorto a Castelraimondo: «Renzo Marinelli e Marco Cavallaro uniti per incenerire 100mila tonnellate l’anno di combustibili rifiuti nel cementificio di Castelraimondo. E’ il quadro che emerge inequivocabilmente dalla commissione consiliare di sabato 10 gennaio scorso, convocata appositamente per “aggiornamenti” sulla vicenda Sacci. Il sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli e il capogruppo dell’opposizione Castelraimondo Cambia, Marco Cavallaro, sono chiaramente proni al volere della cordata Sacci-Spacca il cui piano, che si evince dal nuovo piano regionale rifiuti, è quello di bruciare 100.000 tonnellate all’anno di combustibili da rifiuti (CSS) nel nuovo inceneritore mascherato da cementificio che verrà realizzato a Castelraimondo. Da notare che solo singoli cittadini hanno presentato osservazioni nel procedimento per opporsi allo scellerato piano rifiuti approvato dalla Regione Marche; il sindaco e la minoranza di Castelraimondo Cambia sono rimasti del tutto inermi, rinunciando alla difesa del territorio e della salute della popolazione.

Non ci stupisce, pertanto, che i due rappresentanti di maggioranza ed opposizione, per i propri tornaconti politico-elettorali, si impegnino da anni come da copione a fare da “pompieri” per “silenziare” tutta la vicenda. Lo stesso dicasi per l’Arpam, che solo dopo quarant’anni si accorge che a poche centinaia di metri alla scuola materna ed elementare Gagliole c’è un impianto che ha avuto emissioni equivalanti, per difetto, alle emissioni di circa dieci inceneritori Cosmari. Cosa dovrebbe dirci di diverso l’Arpam per coprire le proprie gravi mancanze se non che va tutto bene? Inconsistente la difesa abbozzata dal vice sindaco Patrizio Leonelli, secondo il quale all’Arpam bisogna “credere per forza”.

A Castelraimondo, maggioranza ed opposizione, con la sola eccezione del consigliere Dario Farabollini, viaggiano a braccetto verso la totale accettazione del progetto Sacci-Spacca. A Cagnano Amiterno, sito di un altro impianto Sacci, per lo stesso tradimento perpetrato a danno della salute della cittadinanza gli amministratori comunali hanno avuto almeno la dignità di dimettersi»



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