Regole più stringenti per l’accesso alle case popolari degli extracomunitari

TOLENTINO - La proposta della Lega Nord, sposata dalla maggioranza, in consiglio giovedì 15 gennaio

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L'assessore Giovanni Gabrielli e il capogruppo consiliare Lega Nord Giuseppe Cicconi

L’assessore Giovanni Gabrielli e il capogruppo consiliare Lega Nord Giuseppe Cicconi

di Marco Cencioni

E’ una proposta di delibera destinata ad aprire un ampio dibattito politico quella che il consiglio comunale di Tolentino sarà chiamato a votare giovedì prossimo. L’amministrazione Pezzanesi intende aumentare le garanzie per i servizi sociali attraverso un nuovo regolamento: i cittadini extracomunitari che vorranno accedere agli aiuti pubblici ed essere inseriti nella graduatoria degli alloggi popolari non dovranno più produrre una semplice autocertificazione, ma dovranno presentare un documento che attesta la situazione patrimoniale, autenticato dalle autorità consolari del proprio paese. “In pratica non basterà più un’autocertificazione, ma sarà necessario questo documento che attesta la situazione patrimoniale, rilasciato tramite il consolato italiano – si legge in un comunicato stampa diffuso dalla sezione tolentinate della Lega Nord – l’obiettivo è quello di assicurare che extracomunitari con beni nei Paesi di provenienza non arrivino in Italia “fingendosi poveri” e riuscendo a percepire aiuti che non spetterebbero loro”. Il progetto è stato promosso da tutte le forze di maggioranza e nasce su suggerimento del capogruppo consiliare Giuseppe Cicconi e della sezione tolentinate della Lega Nord. Fondamentale nella nascita dell’iniziativa la consulenza dell’avvocato Marco Sartori, esponente leghista di Voghera – primo Comune in Italia dove è stato approvato questo nuovo principio per calcolare l’Isee – protagonista del convegno dibattito dal titolo “Casa e servizi sociali: stop ai furbi. L’integrazione passa attraverso il rispetto della legge” che si è tenuto lo scorso 31 ottobre a Tolentino. A parità di condizioni” spiega Cicconi “le dichiarazioni Isee con cui gli immigrati autocertificano il complesso dei loro averi, non sono verificabili come invece lo sono quelle presentate dagli italiani: così facendo vogliamo semplicemente applicare un principio di uguaglianza. Senza contare che i risparmi così ottenuti potranno essere redistribuiti ai residenti bisognosi, siano essi tolentinati oppure immigrati in regola con la legislazione italiana”. “L’amministrazione” ha aggiunto l’assessore Giovanni Gabrielli “ha recepito il nostro intento di dare più garanzie al Comune e a tutti i cittadini onesti. Abbiamo semplicemente ottenuto di applicare una norma già prevista dalla Legge italiana per gli atti pubblici”. Nel nuovo regolamento “si proibiscono – a norma di legge dello Stato italiano – le autocertificazioni per i beni mobili e immobili dei cittadini stranieri residenti in Italia. Le proprietà possedute all’estero dovranno essere comunque certificate (anche in caso siano inesistenti) da apposito documento legalizzato e tradotto in italiano dall’autorità consolare italiana. Questo in conseguenza del Dpr 445/2000 art. 3 e del Dpr 394/1999 art. 2, secondo i quali le autocertificazioni delle proprietà possedute all’estero non sono ammissibili, in quanto l’autorità italiana non ha competenza di eseguire controlli fuori confine, al contrario di quanto può invece avvenire per i cittadini italiani”. Tutto questo sarà indispensabile “ai fini dell’accoglimento della domanda relativa all’accesso all’assistenza economica (servizi a domanda individuale, servizi sociali, servizi assistenziali, servizi soggetti a contribuzione, erogazione di contributi, sussidi e provvidenze alla persona, bandi di concorso per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica)”.


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