Risate e applausi per la “vis comica”
del Mercante di Venezia di Binasco

La rilettura dell'opera shakespeariana messa in scena al teatro Lauro Rossi dal regista soddisfa il pubblico e si apre ai più giovani

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PrimopianoSilviodi Walter Cortella

La stagione di prosa 2014-15 del Lauro Rossi parte subito alla grande con Il Mercante di Venezia di Shakespeare, nella rilettura del regista Valerio Binasco, con Silvio Orlando nel ruolo principale di Shylock, l’usuraio ebreo, affiancato dalla Popular Shakespeare Kompany, una formazione di recente costituzione che ogni anno mette in scena un classico, con l’intento di continuare ad offrire al pubblico grandi testi, con modalità produttive nuove, basate sul rinnovamento e la creatività. La storia del Mercante è ben conosciuta: siamo nella Venezia del XVI secolo, capitale indiscussa dei traffici commerciali marittimi. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano privo di mezzi economici, è innamorato di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per poter aspirare degnamente alla sua mano, ha bisogno urgente di almeno tremila ducati. Li chiede in prestito al suo carissimo amico Antonio, mercante in Venezia il quale, però, si trova in momentanea difficoltà. Malgrado ciò, lo vuole aiutare per cui deve farsi garante presso Shylock, usuraio ebreo. Ma Shylock odia ferocemente Antonio poiché presta denaro gratuitamente, facendo così abbassare il tasso d’interesse in città. Nonostante ciò, il prestito viene accordato ma l’ebreo vuole, in caso di mancato rimborso, una libbra della carne di Antonio. La vicenda finisce davanti al doge che amministra la giustizia a Venezia: Shylock non accetta una somma ben tre volte superiore offerta da Porzia e si appella al contratto sottoscritto dalle parti, pretendendo che il tribunale gli dia ragione e gli consenta di staccare una libbra di carne dal corpo di Antonio. Ne fa una questione di principio. In realtà vuol vendicarsi di Antonio che in pubblico ha umiliato lui e il suo popolo con i peggiori epiteti. E d’altronde la legge è dalla sua parte. Ma come spesso accade, la crudele richiesta alla fine gli si rivolgerà contro. Con un opportuno e scaltro espediente, la difesa trova un cavillo legale e fa condannare il povero Shylock alla confisca totale dei beni per aver attentato alla vita di un cittadino della Repubblica.

Il Mercante di VeneziaPer lui è la fine. Ma al danno si aggiunge la beffa: Shylock è costretto ad abiurare e a convertirsi al cristianesimo. Il Mercante è un testo di straordinaria attualità, che tocca temi come intolleranza e razzismo, senso dell’etica, denuncia delle false apparenze, un testo in cui emerge tutto il potere del denaro: «Tutto si compra, tutto si vende, anche un brandello di carne umana, anche l’amore». In esso assistiamo allo scontro violento tra la finanza dal volto umano, impersonata da Antonio, e la finanza spietata che indossa i panni di Shylock. Il vero mostro che aleggia nell’opera shakespeariana non è Shylock ma il denaro. Per esso gli uomini calpestano la dignità dei loro simili, incuranti dei sentimenti di ognuno. La sola legge sovrana è quella del profitto, comunque perseguito. La rilettura di Binasco, distaccandosi dalla classicità, strizza l’occhio ad un pubblico più giovane. I protagonisti hanno un accento vagamente veneto e lo stesso Orlando sembra provenire da un paese dell’area balcanica, forse in omaggio al cliché che vuole l’ebreo levantino. I dialoghi esaltano l’umorismo nascosto nel testo e lo spettatore ha molte occasione per ridere, grazie anche alla particolare caratterizzazione di alcuni personaggi dotati di buona vis comica, come Porzia (Barbara Ronchi), Nerissa (Milvia Marigliano) e Lancillotto (Sergio Romano). La scelta registica di Binasco può far arricciare il naso agli amanti del «classico», tuttavia bisogna riconoscere che il «suo» Mercante sta riscuotendo ovunque consensi di pubblico e critica. Di sicuro spessore l’interpretazione di Silvio Orlando, (un originale Shylock, il suo) cui fa da contraltare un valido e convincente Nicola Pannelli, nel ruolo di Antonio. La scenografia di Carlo de Marino è alquanto scarna e statica, fatta di pochi oggetti spostati all’occorrenza, per creare i vari ambienti della storia. I costumi di Sandra Cardini ci riportano in una Venezia della prima metà del secolo scorso. Il pubblico, soddisfatto dalla performance di Orlando & Co, ha più volte applaudito con calore gli attori sia nel corso dello spettacolo, sia al momento del saluto finale.

Foto d'insieme in scena Il Mercante di Venezia

Ronchi-Di Casa-Pepe-Gigliotti Il mercante di Venezia


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