I vincitori dei concorsi di Overtime Festival
MACERATA - La quarta edizione si è chiusa con successo di pubblico

Premio miglior cortometraggio – Marco Ardemagni premia Il Tuffatore – ritira Marco Montenovi
La quarta edizione di Overtime Festival che si è chiusa la settimana scorsa, è stata un successo di pubblico e ha portato nella città marchigiana il meglio dell’etica sportiva. Il racconto si è sviluppato lungo i sentieri tradizionali dei dibattiti e dei seminari, ma ha abbracciato i fumetti, la cucina, la fotografia, il cinema. Un viaggio itinerante nelle storie più belle e più nascoste, e nei personaggi che hanno messo lo sport al centro della loro vita.

“11 metri” Premio miglior regia al film di Francesco Del Grosso su Di Bartolomei
Nella serata finale di venerdì 10 ottobre, presentata da Lorenzo Scatigna, con Marco Ardemagni, alla presenza, tra gli altri, dell’onorevole Laura Coccia, Overtime ha premiato (con le opere dell’artista Angelo Barile, pittore e fumettista torinese, in collaborazione con la Galleria Ferretti di Macerata) i migliori cortometraggi e documentari sociali, puntando l’attenzione sui temi, e sulla qualità delle opere, anche grazie al patrocinio di Rai Sport. Tutte quelle esaminate dalla giuria provenivano da produzioni importanti (la Rai ne aveva ben 4) ed hanno avuto un buon riscontro, e non è stato facile scegliere i vincitori, tra gli 8 corti e i 16 documentari giunti in finale. Molto particolare è stato il momento che ha visto premiato il documentario “Islam/Women emancipation via sport”, un intreccio di storie di donne che hanno cercato riscatto attraverso lo sport. Quel che accade alle donne in Egitto, raccontate da Maria Grazia Silvestri. Il premio “Diritti Umani” è stato assegnato da Rossella Conte di Amnesty International.

Michele Spagnuolo con il partner Lorenzo Carbonari (QuattroC srl)
Il premio per la miglior regia è andato a Francesco Del Grosso, che ha curato il documentario “11 metri”, la storia di Agostino Di Bartolomei, il campione triste e gentile che si tolse la vita nel 1994, a dieci esatti dalla finale di Coppa dei Campioni che la Roma perse con il Liverpool. Miglior sceneggiatura al ricordo di Pietro Mennea “19 e 72”, di Sergio Basso, con un chiaro riferimento al record sui 200 metri del 1979, detenuto per 17 anni, e che racconta un simbolo sportivo del sud e i suoi sacrifici in allenamento.
Miglior documentario è quello della giornalista Rai, Alessandra De Stefano, sulla storia di Vincenzo Nibali: “Un siciliano a Parigi”, ideale trade-union con gli incontri che Overtime ha dedicato a Marco Pantani. Al ricordo di un ciclista è andato anche il Premio Pindaro, assegnato a “Valetti. Il campione dimenticato”, un lavoro realizzato da Lucio Lionello con Damiano Monaco, Gabriele Monaco e Simone Gigiaro, che ripercorre la vicenda di Giovanni Valletti, vincitore del giro nel 1938 e 1939, che pur avendo battuto Gino Bartali è quasi scomparso dalla memoria collettiva. Miglior cortometraggio è stato invece “Il tuffatore”, di Luca Lamaro, un minifilm che dilata gli attimi sul trampolino in attesa del tuffo, in viaggio nei pensieri del protagonista. A “Il terzo tempo”, di Enrico Maria Artale, che valorizza la filosofia rugbista, è andato invece il Premio Overtime Film Festival.

Premio miglior attore – Ubaldo Urbani premia Beppe Fiorello per L’Oro di Scampia – ritira la dott.ssa Pannicelli di Rai Fiction
Miglior attore è stato invece Beppe Fiorello, premiato per il film “L’oro di Scampia”, la storia della palestra di judo di Gianni Maddaloni, che lui stesso ha presentato a Macerata davanti a un centinaio di studenti.
Ricca e significativa anche l’esperienza gastronomica di Overtime, realizzatasi in collaborazione con tipicità experience verso expo 2015, e alla quale hanno aderito 19 attività di Macerata, tra ristoranti, bar, pub e bistrot. Si è trattato del primo concorso sull’alimentazione a Macerata, la prima occasione in cui si è dato risalto alla qualità del cibo, dei prodotti e della ristorazione in generale.

19’72 Miglior sceneggiatura al film di Sergio Basso su Pietro Mennea
Un evento che ha coinvolto e divertito la cittadinanza oltre che le persone giunte a Macerata per Overtime Festival. Il premio della giuria di qualità è andato a “DoppioZero lab”, che ha vinto anche il concorso per il miglior piatto: sono piaciuti molto i piatti del menu “Le rose di Pantani”, con piatti sportivi e la valorizzazione di una cucina ecosostenibile, fatta utilizzando materiali di riciclo e modalità di cottura a risparmio energetico.

Premio miglior attore a Beppe Fiorello
Il premio giuria popolare l’ha vinto invece il “Caffettone”, forte dei suoi “profiteroles salati ripieni di purè di patate rosse di Colfiorito”. Il miglior abbinamento è andato a “dai 1000” coi tris di hamburger che hanno unito tradizione e gusto in una dieta molto sportiva, mentre “Di gusto italiano” ha vinto la sezione “creatività”, con i suoi prodotti biologici.

Premio miglior documentario – Giuseppe Spernanzoni di Cooperativa sociale Meridiana premia Un siciliano a Parigi, ritira la dott.ssa Giorgiana Pagliari di Rai





