Pubblicità, il conguaglio irrita i balneari
“Vorrà dire che toglieremo le insegne”
CIVITANOVA - Il lungomare sud, secondo la delibera rientra, come quello nord, nelle zone della fascia A. Diciotto i concessionari di spiaggia penalizzati: "Dobbiamo sborsare il 150% in più senza la possibilità di decidere sulla riduzione delle dimensioni dei cartelli"
di Laura Boccanera
“Aumenta il costo delle insegne per la pubblicità? Bene vorrà dire che le toglieremo”. Sono pronti anche a disinvestire sulle attività i 18 concessionari di spiaggia del lungomare sud colpiti dalla nuova redistribuzione delle zone della città con costi maggiori per le insegne pubblicitarie superiori a cinque metri o che presentino delle scritte in più rispetto al marchio (leggi l’articolo). Il lungomare sud, per effetto della delibera di luglio, rientra nelle zone della fascia A (equiparandolo con quello nord, già presente in fascia A).
Ma ad irritare gli chalet è la retroattività degli effetti della delibera che ora li costringe ad un conguaglio: “Non contestiamo la legge che prevede che le insegne inferiori a 5 metri o che presentano il solo marchio non paghino nulla – dice Claudio Pini in qualità di presidente dell’Abat – ma il fatto che le tariffe siano state modificate durante l’anno e così ci si ritrova che a gennaio abbiamo pagato la quota per il 2014 e ora dobbiamo sborsare il 150% in più per la nuova zona, senza la possibilità di decidere se rimpicciolire le insegne o toglierle del tutto anche, per cui non rimane che pagare la differenza senza che nessuno ci abbia interpellato e con effetto retroattivo”.
Tra i balneari che oggi pomeriggio hanno segnalato la propria disapprovazione anche Andrea Ruffini dello chalet Da Antonio, Marisa Siberini dello chalet Rolando e Catia Bigoni di Giovanni e Anna. “A settembre è arrivato il conguaglio da pagare – spiega Ruffini – e sono passato dai 262 euro versati a gennaio a un ulteriore balzello di 271 euro. Mi chiedo se alle attività commerciali di Civitanova Alta, visto che sono entrate in fascia depressa, ora viene dato il rimborso, visto che a noi si chiede il conguaglio”.
Una vera stangata è arrivata per Rolando che passa da 650 euro versate a dover aggiungere 515 euro in più. Furiosa la Bigoni: “la cosa che indispettisce di più però è il modo subdolo con cui si fanno queste cose e ora nessuno sembra fosse a conoscenza dell’effetto retroattivo. Se non potremo fare nulla a questo punto toglieremo le insegne così se nel 2014 da questa operazione sono entrate 300mila euro, nel 2015 ne perderanno 600mila”.

BEH, SIETE FORTUNATI AD ESSERE SOLO IRRITATI PER UN AUMENTO CHE, DIREI SIA PIUTTOSTO SOSTANZIOSO. IO SAREI FORTEMENTE ARRABBIATO ( INC……….TO.. NERO). POI VALUTANDO LA SOLITA SENSIBILITA’ USATA DALLE COMPETENTI AUTORITA’ MI ALTEREREI ULTERIORMENTE. E SI HA ANCHE IL CORAGGIO DI FARE DICHIARAZIONI DA ISOLA DELLE BANANE. EHH, PAZIENZA
In un paese dove esiste lo stato di diritto e l’autorità competente decide di applicare un’imposta su un bene qualsiasi, io credo che abbia il dovere di giustificare l’imposta con chiarezza e trasparenza. E credo anche che l’imposta può essere considerata giusta, solo se il proprietario del bene costringe l’ente impositore a sostenere delle spese. Nel caso in oggetto non solo non ci sono spese per il comune, ma ci potrebbe essere un guadagno sull’IRPEF se le insegne faranno aumentare l’incasso. Quindi, fanno bene i gestori balneari a togliere le insegne.E’ così che certi pubblici amministratori aiuteranno la crescita i diminuire la disoccupazione.
Anche se la stagione è stata un disastro per via del maltempo, Civitanova in controtendenza è andata benissimo aumentando presenze, pernottamenti ecc.. Queste le dichiarazioni dell’assessore a quasi tutto Prof. Silenzi. Quindi non si capisce fino in fondo i motivi dell’irritazione dei bagnini. I numeri dati dal molto competente amministratore dicono che i bagnini grazie a questa inversione di rotta non dovrebbero avere difficoltà a pagare questo ulteriore esborso sulla pubblicità e tutti gli altri balzelli che serviranno anche a far funzionare peggio Civitanova. Quest’ultima è solo una mia impressione, quindi va presa con il beneficio del dubbio. Dubbi però, da un bel pezzo non ne ho più sull’effettiva validità dei nostri amministratori che in ogni occasione non perdono il modo di farcelo notare. Ma io vorrei rassicurarli; quasi tutti a Civitanova e grazie al web almeno fino a Visso conoscono il risultato di due anni di una amministrazione che si regge in piedi solo perché hanno trovato il modo di gonfiarsi con l’elio.
Avete voluto i comunisti?? Una gabella retroattiva in pieno stile staliniano…si confermano nemici dei piccoli imprenditori che sono la spina dorsale di questo malandato paese. Ma dobbiamo arrivare al 20% di disoccupazione per capire che non possiamo fare tutti i dipendenti del comune e soprattutto che chi non guadagna non investe e non assume??!