Pubblicità, il conguaglio irrita i balneari
“Vorrà dire che toglieremo le insegne”

CIVITANOVA - Il lungomare sud, secondo la delibera rientra, come quello nord, nelle zone della fascia A. Diciotto i concessionari di spiaggia penalizzati: "Dobbiamo sborsare il 150% in più senza la possibilità di decidere sulla riduzione delle dimensioni dei cartelli"

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Da sinistra in piedi Catia Bigoni e Claudio Pini e seduti Andrea Ruffini e

Da sinistra in piedi Catia Bigoni e Claudio Pini e seduti Andrea Ruffini e Marisa Siberini

di Laura Boccanera

“Aumenta il costo delle insegne per la pubblicità? Bene vorrà dire che le toglieremo”. Sono pronti anche a disinvestire sulle attività i 18 concessionari di spiaggia del lungomare sud colpiti dalla nuova redistribuzione delle zone della città con costi maggiori per le insegne pubblicitarie superiori a cinque metri o che presentino delle scritte in più rispetto al marchio (leggi l’articolo). Il lungomare sud, per effetto della delibera di luglio, rientra nelle zone della fascia A (equiparandolo con quello nord, già presente in fascia A).

Ma ad irritare gli chalet è la retroattività degli effetti della delibera che ora li costringe ad un conguaglio: “Non contestiamo la legge che prevede che le insegne inferiori a 5 metri o che presentano il solo marchio non paghino nulla – dice Claudio Pini in qualità di presidente dell’Abat – ma il fatto che le tariffe siano state modificate durante l’anno e così ci si ritrova che a gennaio abbiamo pagato la quota per il 2014 e ora dobbiamo sborsare il 150% in più per la nuova zona, senza la possibilità di decidere se rimpicciolire le insegne o toglierle del tutto anche, per cui non rimane che pagare la differenza senza che nessuno ci abbia interpellato e con effetto retroattivo”.

Tra i balneari che oggi pomeriggio hanno segnalato la propria disapprovazione anche Andrea Ruffini dello chalet Da Antonio, Marisa Siberini dello chalet Rolando e Catia Bigoni di Giovanni e Anna. “A settembre è arrivato il conguaglio da pagare – spiega Ruffini – e sono passato dai 262 euro versati a gennaio a un ulteriore balzello di 271 euro. Mi chiedo se alle attività commerciali di Civitanova Alta, visto che sono entrate in fascia depressa, ora viene dato il rimborso, visto che a noi si chiede il conguaglio”.

Una vera stangata è arrivata per Rolando che passa da 650 euro versate a dover aggiungere 515 euro in più. Furiosa la Bigoni: “la cosa che indispettisce di più però è il modo subdolo con cui si fanno queste cose e ora nessuno sembra fosse a conoscenza dell’effetto retroattivo. Se non potremo fare nulla a questo punto toglieremo le insegne così se nel 2014 da questa operazione sono entrate 300mila euro, nel 2015 ne perderanno 600mila”.


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