A Futura arriva il decalogo di Bauman,
pilastro della sociologia mondiale
CIVITANOVA - Grande attesa per la lectio del sociologo polacco alle 21 in piazza della Libertà, nella città Alta. In seconda serata una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano: Gian Antonio Stella, editorialista di punta del Corriere della Sera, interviene su “Vinceremo domani la guerra alla burocrazia?”
di Claudio Romanucci
Dalla A di azione, passando per scelta, informazione, lavoro e collaborazione. Sono alcune delle parole che lo studioso di fama mondiale, Zygmunt Bauman, per la prima volta nelle Marche, ha scelto per la sua lectio sul futuro domani (venerdì 1 agosto) a Civitanova Alta (alle 21 in piazza della Libertà). Intellettuale polacco, trapiantato in Inghilterra, Bauman con le sue teorie sulla modernità liquida è stato in grado di prevedere con anticipo e lungimiranza alcune delle dinamiche sociali a cui assistiamo ancora oggi. In piazza della Libertà, spiega cosa ci attende in questi anni, tra paure e declino, ipotizzando una via di uscita. Dopo Derrick De Kerkhove e il suo punto di vista del futuro osservato attraverso la lente distorta della rete e della condivisione, e Marc Augè, è Bauman a chiudere la serie dei pensatori internazionali del Festival che si avvia a vivere il suo ultimo week end con decine di appuntamenti. Il pomeriggio è caratterizzato da un focus sull’architettura: si comincia alle 17.30 con “Makers and the city, le smart city e la cultura della sostenibilità” con Isabella Goldmann, architetto esperto di edilizia sostenibile e Serena Vicari, responsabile dell’area sociologia urbana di laboratorio Expo2015.
Per la sezione “Radici” alle 18.30 al chiostro di Sant’Agostino, Salvatore Giannella, presentato dal direttore artistico Gino Troli, mostra come progettare il futuro e conservare il passato. Il giornalista e scrittore è stato direttore de L’Europeo, Genius e Airone. Alle 19, al cortile dell’ex Liceo, Simone Lenzi, frontman dei Virginiana Miller, presenta il libro “Mali minori”. Futura ospita una figura eclettica come quella di Lenzi: nasce come autore di canzoni per il suo gruppo, poi si dedica alla scrittura, diventa romanziere. Il suo primo libro viene notato da Paolo Virzì, che ne trae il soggetto per “Tutti i santi giorni”: Lenzi diventa co-sceneggiatore e i Virginiana Miller vincono il David di Donatello come miglior canzone originale.
Il frontman e la sua band tornano protagonisti alle 23, al teatro Annibal Caro, per il concerto live dopo la lectio di Zygmunt Bauman alle 21. La seconda serata del Festival prosegue con una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano: Gian Antonio Stella, editorialista di punta del Corriere della Sera, autore di libri feroci come “La Casta, l’Orda e Schei”. Al Festival interviene su “Vinceremo domani la guerra alla burocrazia?”.
La giornata è arricchita dai laboratori di fisica e chimica per grandi e piccoli (alle 18 e alle 21.30) nel cortile dell’ex Liceo, gli spacca numeri alle 21, e il Caffè scientifico alle 22, a cura della Festa di Scienza e Filosofia di Foligno. Alle 23.30, nel giardino della Pinacoteca, con l’associazione Alpha Gemini si va alla scoperta delle stelle.

Massimo Arcangeli e Derrick De Kerckhove protagonisti dell’interessante confronto di mercoledì sera sul palco dell’Annibal Caro

