Il successo è un’Alchemy
I Momix fanno il pieno d’applausi

CIVITANOVA - Doppio pienone per la celebre compagnia di danza al teatro Rossini. Sabato "Civitanova Danza" tocca la questione israeliana

- caricamento letture
momix

Foto di gruppo dopo la prima dei “Momix” al teatro Rossini

di Claudio Romanucci

Un caloroso e lungo applauso ha accolto in un Teatro Rossini gremito in ogni ordine di posti la compagnia Momix protagonista lunedì della terza giornata del festival internazionale Civitanova Danza. Conosciuti nel mondo intero per i suoi spettacoli di eccezionale inventiva e bellezza, i Momix – in scena anche stasera martedi 29 luglio in un teatro sold out – non hanno tradito le aspettative del numerosissimo pubblico con la maestria dei dieci superbi ballerini-illusionisti diretti da Moses Pendleton che hanno dato vita ad uno spettacolo multimediale, un lavoro pieno di fantasia, di ironia, di bellezza, di mistero.

Una suggestiva coreografia sul palco del Rossini

Una suggestiva coreografia sul palco del Rossini

“Alchemy”  ha evocato un mondo di immagini surreali facendo interagire corpi umani, costumi, attrezzi, giochi di luce. Ad ispirare l’immaginazione del mago della danza è stata l’eterna ricerca dell’oro segreto che vive nel profondo della nostra essenza, rivelato solo dagli uomini capaci di scrutare il mondo con occhi creativi. In Alchemy Momix ha svelato al pubblico i segreti dei quattro elementi primordiali – terra, aria, fuoco, acqua – creando uno spettacolo che ha sprigionato arcane suggestioni e condotto gli spettatori in una dimensione surreale. L’incantesimo Momix, al culmine della magia, si è rinnovato a Civitanova Danza, accolto come “un grande evento” dell’estate marchigiana.

L’ultima giornata della ventunesima edizione del festival internazionale Civitanova Danza – dove hanno già confermato la loro presenza numerosi operatori italiani e stranieri e critici del settore – è sabato 9 agosto con il secondo festival nel festival, una maratona dove la danza è protagonista con incontri, esibizioni di scuole di danza e tre impedibili debutti. In prima italiana alle 20.30 il teatro Cecchetti ospita “We love arabs” del coreografo israeliano Hillel Kogan. Niente purtroppo è più attuale della domanda “possono gli arabi essere parte della danza contemporanea israeliana?”

La risposta di Hillel Kogan è affermativa e “We love arabs” è l’incontro tra un coreografo ebreo, Hillel, e un danzatore arabo, Adi Boutrous, desiderosi di creare una danza intorno all’identità religiosa, alla condivisione dello spazio, alla collaborazione, a simboli nazionali e miti sociali. Alle ore 21.30 al Teatro Rossini è la volta di Forgot to love, al festival in prima italiana. Un pezzo di desiderio e solitudine coreografato dagli olandesi olandesi Uri Ivgi e Johan Greben e messo in scena da dieci ballerini russi di Provincial Dances Theatre che attanagliano il palcoscenico con energia dirompente. Chiude la serata al Teatro Annibal Caro il marchigiano-olandese Giulio D’Anna, originario di San Benedetto arrivato a essere uno degli artisti più richiesti in Europa, con Cantiere aperto per Re_sistere.

 

Il pubblico prima d'entrare in sala

Il pubblico prima d’entrare in sala

molix2


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X