La Pioli e Ramo chiude dopo 50 anni
I lavoratori: “Presenteremo
istanza di fallimento”

TOLENTINO - La proprietà cerca il concordato preventivo, le 23 maestranze sono ancora in attesa di ricevere lo stipendio di giugno e promettono provvedimenti. Quasi la metà hanno dai 50 e 60 anni e con la riforma Fornero le difficoltà che dovranno affrontare sono quasi insormontabili

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la pioli e ramo

La Pioli & Ramo di Tolentino

di Marco Cencioni

L’ennesimo dramma nel settore delle costruzioni, il più colpito dalla crisi iniziata nel 2009. La Pioli e Ramo, azienda tolentinate che si occupa di infissi in legno, chiude i battenti dopo cinquant’anni di storia. «La proprietà cerca il concordato preventivo per far fronte alla situazione debitoria – afferma il segretario provinciale Fillea Cgil, Massimo De Luca – i 23 lavoratori presenteranno istanza di fallimento, dato che sono ancora in attesa di ricevere lo stipendio del mese di giugno. “Dopo circa sessanta giorni di trattative dalla firma della cassa integrazione per cessazione attività si è cercato di ideare un percorso con una nuova proprietà o addirittura con una cooperativa: tutti discorsi naufragati perché il comportamento della proprietà è stato, tra virgolette, ambiguo  I lavoratori hanno eseguito tutto quello che avevano promesso al tavolo delle trattative. Fino all’ultimo giorno di lavoro, fino all’ultima commessa. Il mese di giugno è stato interamente lavorato dalle 23 maestranze, la mensilità è maturata e la proprietà aveva promesso di pagare. Invece si è scoperto nell’ultimo incontro che ciò non sarebbe più successo. Anzi stanno pensando ad una procedura concorsuale che congelerebbe tutto, come ad esempio un concordato – sottolinea De Luca –  Abbiamo saputo che mentre erano in corso le trattative avevano già provato questa strada, poi respinta dal tribunale. Avevano già cercato di richiedere un discorso di ristrutturazione o qualcosa di simile. Ciò, a questo punto, significa voler prendere tempo e prendersi gioco di maestranze che hanno giugno arretrato oltre a tutti i ratei maturati. Il fatto che preoccupa di più è che con la cassa integrazione non avremo il decreto firmato dal ministero prima di sei – otto mesi. Non abbiamo più notizie dalla proprietà, a oggi l’azienda è ferma, dall’incontro che abbiamo avuto lunedì mattina non sembrano esserci spiragli per il pagamento della mensilità di giugno, a lungo promessa e alla fine negata – dichiara il segretario provinciale Fillea Cgil – Nel frattempo abbiamo aperto una procedura di mobilità con la non opposizione, per rendere meno difficile trovare lavoro alle maestranze. L’assemblea dei lavoratori, che si è tenuta ieri pomeriggio alla Cgil di Tolentino, ha deciso così all’unanimità che nei primi giorni della prossima settimana e più precisamente martedì 29 luglio, presenterà istanza di fallimento – afferma De Luca – Inoltre, tenteremo di incontrare le istituzioni locali per portare ancor più attenzione su questo dramma sociale che sta colpendo Tolentino. Delle 23 maestranze quasi la metà hanno dai 50 e 60 anni e con la riforma Fornero le difficoltà che dovranno affrontare questi lavoratori sono quasi insormontabili: non c’è più lavoro, ci sono sempre meno ammortizzatori sociali e la pensione è sempre più lontana. L’altro 50 percento sono ragazzi fra 30 e 40 che dovranno rimettersi in gioco nel momento più difficile. Questo è l’ennesimo dramma nella provincia di Macerata, il quale colpisce in particolar modo il comprensorio di Tolentino – conclude De Luca – Sembrerà stucchevole parlare di numeri, ma solo nel settore dell’edilizia siamo di fronte ad un meno 50% di maestranze impiegate rispetto al 2010, meno 40% dei cantieri in provincia e tutto ciò si riflette nei settori strettamente legati all’edilizia, come i manufatti, il cemento e soprattutto gli infissi. Tutte le altre aziende di questo ramo si trovano, se non nella stessa situazione della Pioli e Ramo, in netta difficoltà, dato il calo dell’ 80 percento rispetto a cinque anni fa nel settore specifico”.


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