Pos obbligatorio sopra i 30 euro
Confartigianato: “Sistema in difficoltà”
MACERATA - La novità è destinata ad incidere pesantemente nella vita delle imprese e dei cittadini. L'associazione di categoria vuole innalzare la somma almeno a 50 euro e l'esonero per le piccole attività
E’ scattato da oggi l’obbligo di accettare pagamento con carte di debito da parte delle imprese dei settori artigianato, commercio e per i professionisti per importi superiori ai 30 euro. E’ necessario quindi dotarsi di apparecchiature Pos per l’accettazione di pagamenti elettronici. La decisione è parte di un provvedimento che mira ad agevolare la diffusione della moneta elettronica. Secondo Confartigianato infatti, esistono evidenti difficoltà operative nella Provincia di Macerata, perché non tutte le banche offrono questi strumenti. Inoltre la presenza del costo a forfait rende questo mezzo di pagamento antieconomico quando si parla di piccoli importi. Così com’è regolamentato, infatti, l’obbligo di accettare pagamenti elettronici comporta, per le imprese – ma anche per i cittadini – un considerevole aggravio di costi, soprattutto per quei soggetti economici dal volume di fatturato molto basso o la cui attività prevede margini di redditività molto ridotti; ci sono alcune categorie di imprese per le quali il costo aggiuntivo delle transazioni elettroniche annulla, di fatto, il guadagno dell’operatore, fino ad arrivare addirittura – in alcuni casi – a causare una perdita economica.
Per questi motivi Confartigianato si è attivata da diverso tempo con un’azione sindacale sia intervenendo sui Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze, sia in sede di audizione parlamentare, anche nell’ambito di Rete Imprese Italia, ed ha ripetutamente espresso le proprie preoccupazioni per le modalità di applicazione del provvedimento. Poiché la legge istitutiva prevede, che, con uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia, possano essere disciplinati gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della disposizione,
Confartigianato ha ripetutamente proposto:
– l’innalzamento dell’importo minimo oltre il quale si applica l’obbligo di accettare pagamenti elettronici (almeno 50 euro);
– di mantenere una gradualità nell’estensione dell’obbligo, prevedendo fino al 30 giugno 2015 l’esclusione dei soggetti il cui fatturato dell’anno precedente sia inferiore ai 500.000, per abbassare poi tale soglia a 250.000 euro;
– l’esclusione totale dal provvedimento dei settori di attività a basso margine di redditività, individuati attraverso apposito tavolo tra Mise, Mef e parti sociali;
– l’abbattimento dei costi di gestione, attraverso accordi promossi dai Ministeri competenti, dal sistema bancario e dalle associazioni imprenditoriali, prevedendo eventuali sgravi anche sotto forma di credito di imposta.
Confartigianato fa sapere che c’è “la possibilità di attivare una serie di tavoli di confronto con le banche e con gli altri operatori di mercato per ridurre i costi legati alla disponibilità e all’utilizzo dei Pos al fine di ottenere una significativa compressione dei costi e dunque una soluzione che consenta di attenuare le difficoltà cui le imprese andranno incontro”.

Questa cosa del pos è una vera dittatura!!!
molto peggio della dittatura,poi questo dovrebbe far ripartire l’ economia ????????????
Povera Italia…! In mano alle multinazionali per intercessione di una burocrazia propria dal regno delle due sicilie, capillare ormai, anche nei modi di pensare, in tutta la penisola. Visa International Service Association, comunemente chiamata VISA, è una Joint venture di 21.000 istituzioni finanziarie che emettono prodotti con il marchio Visa, principalmente carte di credito e di debito. La sede centrale, precedentemente a San Francisco, dal 1º ottobre 2012 è a Foster City, in California. In Italia le carte VISA vengono emesse e gestite dall’issuer CartaSi.
Il Pos non farà certamente ripartire l’economia ma potrebbe “aiutare” ad evadere un po’ di meno: e già sarebbe qualcosa.
Mi spiegate come il POS sarebbe utile per eliminare il “nero”? Se uno vuole la fattura se la fa fare pure adesso, POS o non POS. Questo è l’ennesimo regalo alle banche che lucreranno sulle transazioni e l’ennesima mazzata alle piccole imprese (tra l’altro in un momento in cui l’economia non riparte per niente) che dovranno sopportare un onere aggiuntivo che in molti casi sarà assolutamente inutile. Azzerate i costi, tagliate le commissioni e poi parliamone. Ps: per eliminare il nero, fate detrarre le spese ai cittadini e vedrete che tutti chiederanno la fattura…altro che POS!
Se le inventano tutte per fregare chi lavora… In america si sta pagando con il cellulare e noi rendiamo obbligatorio il posse
a via fino all’abolizione del contante. l’evasione la cerchino nei miliardi di euro dei paradisi fiscali altro che nelle ultime pmi in via di estinzione. criminali.
Insisto : se il “posse” fosse il primo passo per rendere obbligatoria la moneta elettronica ( i vecchietti impareranno dai nipotini, su…), sarebbe una roba utile per abbattere l’evasione fiscale. Che poi in fondo c’entra pure con l’economia: recuperare anche solo una ventina di miliardi sui 120 di evasione annua, già permetterebbe di investire per il lavoro. No eh ?
L’ostentazione eccessiva della lotta all’evasione è una false flag (di natura commerciale) generata dalle multinazionali…! In un momento depressivo e deflattivo come è questo per l’Italia, finanziariamente paragonabile agli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra, imposizioni come questa ne rappresentano il colpo di grazia. Il nero in momenti come questo è l’unica boccata di ossigeno per stati che versano in restrizioni finanziarie ovvero hanno perso il controllo della politica monetaria. Ma perché una mia transazione deve essere archiviata in un DB magari del Massachusetts…? Per la lotta all’evasione…? chi controlla la custodia di queste informazioni, che una volta in rete, ubique, potenzialmente diventano di dominio pubblico, chi ne sanzionerebbe un abuso ovvero un uso distorto…? Siamo bersagli di una guerra commerciale (si pensi al caso FRAU ed adesso INDESIT), dove azioni di questo tipo vanno a vantaggio della grossa distribuzione, delle banche internazionali, e comunque di chiunque possa beneficiare di un bilancio consolidato multinazionale, contemporaneamente impoveriscono il nostro stato. Avrebbero avuto un senso negli anni 80 ma oggi con questi tassi di deindustralizzazione sono provvedimenti da pazzi. E dico questo da dipendente quindi senza alcun interesse…!
Le imprese chiudono, cadono come le mosche e lo stato continua a far aumentare le spese. Dovevano azzerare le commissioni e i costi prima di fare questa cosa…..però poi i “padroni” delle banche chi li sentiva? Comandano loro!
E’ il nuovo ordine mondiale che avanza. Nuovi preziosi dati consegnati alla famigerata NSA americana, che già possiede una scheda su ognuno di noi con registrato l’elenco completo di tutto quello che abbiamo cercato, scritto o anche solo visto in internet. Sanno in pratica quello che pensiamo. E i padroni del mondo, quelli che stampano i petro-dollari, sono della stessa combriccola che possiede i giornali e gli altri media, detti anche mezzi di “disinformazione di massa”, per cui riescono pure a farci credere quello che vogliono. Possono addirittura attivare da remoto il microfono e la camera degli smartphone. E ovviamente sanno esattamente dove siamo con GPS, geolocalizzazione degli IP, triangolazione del segnale del telefono, etc. Quando renderanno obbligatorio anche il microchip sottocutaneo sarà troppo tardi per ribellarsi!
Concordo con Kampf Wagen e Fabio Domizi: il pos obbligatorio non combatte il nero come sostiene l’amico saben, serve a far controllare ad altri chi paga cosa/dove (alias controllo della massa….. 🙁 ) inoltre fa girare i soldi solo all’interno delle banche che inoltre fanno pagare all’esercente il noleggio del pos ed applicano una percentuale sull’incassato con il pos!
La BASE MONETARIA (LI SORDI), è emessa dalla banca centrale, viene immessa nell’economia attraverso diversi canali: 1) variazione delle riserve ufficiali e stampa banconote; 2) finanziamento del tesoro; 3) operazioni di mercato aperto; 4) finanziamento delle banche. Questi sono i QUATTRO canali di creazione della BASE MONETARIA (si veda wikipedia), se si considera che i primi 2 sono stati da tempo dismessi, e che il terzo è in totale via di dismissione, si capisce l’interesse di banche e fondi americani (JPMorgan, BlackRock, ecc) ad acquisire tante banche italiane e ad imporre l’uso della moneta elettronica…! In un sistema a politica monetaria basata solo sul rifinanziamento del canale bancario (punto 4) e con obbligo dei pagamenti elettronici totale (visto l’esiguo minimo 30eur), DI FATTO SI REALIZZA UN CONTROLLO ASSOLUTO SULLA CREAZIONE DELLA BASE MONETARIA DA PARTE DEL SISTEMA BANCARIO. A quanto detto si aggiungano le problematiche legate al controllo sul trattamento ed uso dei dati personali (privacy).
Mah, fosse per me col bancomat ci pagherei pure il caffè (odio i contanti e sopratutto gli spicci)…
Per il discorso POS dipende da che banca avete: ce ne sono alcune che lo danno anche in comodato gratuito. Oppure si può decidere di acquistarlo: quelli 3G – i più cari – costano sui 100€, che non mi sembra una cifra assurda.
Sulle transazioni invece si sproloquia perché i supermercati accettano il pagamento elettronico per qualsiasi importo: evidentemente, vista la mole, sono riusciti a spuntare tariffe vantaggiose.
Quindi perché i piccoli commercianti – magari tramite le proprie associazioni di categoria – non si consorziano per ottenere altrettanto ?
L’alternativa potrebbe essere quella che praticano in Francia, dove lo Stato – visto che incassa più tasse – si accolla le commissioni.
L’ospedale di Tolentino non accetta bancomat e cartedicredito , verificate.